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Domenica
16 novembre
2008

 

Ma la sicurezza è anche in strada e sul lavoro

Piovesan: "Il problema non si pone solo in termini di ordine pubblico"
Ronde, assessori poliziotti, divieti, ordinanze antisbandati e quant'altro distolgono da una visione del tema in senso globale
  
Mercoledì 12 novembre andando a lavoro ho assistito all’ennesimo incidente nell’incrocio tra via Everardo e via Lucio Vero a Musestre con un’auto che ha sbandato ed è uscita di strada finendo rovesciata sul fossato. L’incidente è, come al solito, dovuto all’alta velocità con cui le vetture scendono dal cavalcavia dell’autostrada e all’asfalto bagnato ma l’alta concentrazione di scontri in quell’incrocio ne testimonia la pericolosità di cui io stesso ho fatto le spese qualche anno fa. L’amministrazione comunale è peraltro intervenuta mettendo in sicurezza l’innesto di via Pomodoro ma tutto il raccordo è sicuramente da rivedere anche in vista della costruzione della terza corsia dell’autostrada Venezia-Trieste.

Prendo spunto da questo evento per allacciarmi al tema del secondo appuntamento Roncade.it Outdoor ovvero la sicurezza perché credo che essa abbia un significato più ampio di quello che il sentire comune e di conseguenza i media ne danno oggi.
C’è necessità di sicurezza anche sulle strade come nell’esempio citato sopra, o di sicurezza sui luoghi di lavoro visto che in provincia di Treviso i dati parlano di 20 morti e di 20000 infortuni all’anno.

Per non parlare della sicurezza del lavoro dove all’emergenza precariètà dei giovani lavoratori si è aggiunta la minaccia dei licenziamenti in massa come alla Osram di Castagnole o alla Tessitura Monti di Maserada o di sicurezza della casa con circa 14.000 famiglie sul territorio provinciale che fanno domanda di alloggio popolare e per le quali la politica non ha risposte e a cui si è aggiunta la difficoltà di altre famiglie a far fronte al pagamento delle rate del mutuo.
E c’è necessità di sicurezza per tutte le famiglie di arrivare alla fine del mese visto che sono sempre di più le richieste che arrivano ai servizi sociali proprio per far fronte alle difficoltà economiche delle famiglie monoreddito, delle mamme sole con figli a carico, degli anziani con le pensioni minime.

Tutte queste necessità di sicurezza non sono seconde al sacrosanto diritto di tutti noi di dormire la notte in casa propria senza subire irruzioni di ladri o di mandare il proprio figlio a giocare al campetto senza avere la preoccupazione che venga avvicinato da malintenzionati ma nell’agenda politica non trovano lo spazio; la sicurezza è intesa unicamente come ordine pubblico.
E’ naturale conseguenza che, anche se i crimini diminuiscono, non diminuisca il senso di vulnerabilità dell’opinione pubblica bombardata quotidianamente da politici che giocano le loro carte unicamente sull’insicurezza.
Tutto questo perché è semplice e porta voti trovare un nemico esterno all’opinione pubblica che a rotazione può essere l’immigrato, la prostituta, lo zingaro, ecc. ma il nemico da trovare per la sicurezza del posto di lavoro o della casa è più difficile da indicare.

E intanto le amministrazioni comunali di tutta Italia per cavalcare l’onda si inventano interventi antisbandati (anche in comuni di 500 anime dove di sbandati non ne hanno mai visti), ronde degli assessori e lavorano sodo di fantasia per fabbricare divieti di ogni tipo: divieto di passeggiare al parco se si è più di due, divieto di calpestare l’erba, vietato passeggiare con la lattina di birra in mano, vietato girare con borsoni, vietati i pic-nic, vietato dar da mangiare ai piccioni, vietato sedersi sugli scalini delle chiese, vietato lo skateboard, vietato sedersi sull’erba del parco, ecc.
La destra vieta perché le piace storicamente e il centro sinistra vieta perché vuole assomigliare alla destra vincente.
E intanto rapinatori e assassini continuano a fare il loro lavoro indisturbati perché se si sedessero sull’erba a leggere un libro li arresterebbero subito.

 

Simone Piovesan

     
   
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