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Giovedì
12 giugno
2008

 

Gamberi della Louisiana nel Musestre

Scoperti esemplari vivi e vegeti di una specie che vive negli Usa
Si chiamano "killer" benchè siano innocui e vivono solo in acque pulitissime.
Ma come ci sono arrivati?
  
Il 4 giugno 2008 è piovuto molto e in poco tempo.

Sono tornato a casa e la parte finale del mio giardino si era allagata, come spesso succede quando il Musestrelle tracima. Ho infilato gli stivali di gomma e sono andato a fare una passeggiata lungo l’argine. Ad un certo punto vedo qualcosa tra l’erba, ma non distinguo bene. Mi avvicino e con non poco stupore mi sono trovato davanti un gambero di circa 12 centimetri, scuro, una aragosta in miniatura con delle macchioline circolari rosso vivo sulle chele.

Sono rimasto qualche istante interdetto, ho pensato che un gabbiano potesse averlo pescato in mare e lasciato cadere proprio in quel punto, ma mi sono ricreduto subito. Improbabile.
Poi l’ovvio si è fatto strada: è un gambero di fiume.
Per quanto mi riguarda i gamberi di fiume sono creature mitologiche che popolano habitat incontaminati, mi è capitato di vedere qualche gamberetto in un ruscello di montagna, ma nulla di più.
Mi sono informato, su suggerimento di un amico di blog, ed ho “scoperto” che i gamberi che ho trovato non sono di una specie nostrana. Sono gamberi di fiume americani –Procambarus clarkii il nome scientifico- è anche chiamato il gambero killer della Louisiana.

Come indica il suo nome, questa specie proviene dall’America del Nord, e più precisamente dallo stato della Louisiana. In Europa si trova in Spagna, Francia, Germania e Italia. Il carapace ha una colorazione rossa con granulazione chiara e scura in contrasto. Le chele sono lunghe e strette, la lunghezza del corpo si aggira sui 7-11 cm. Contrariamente alle altre specie di gamberi, la femmina è generalmente più grande del maschio. Il gambero della Louisiana colonizza i corsi d’acqua e i laghi ed è relativamente tollerante verso i cambiamenti di ambiente.
Perché viene chiamato gambero killer? Naturalmente non perché sia pericoloso per l'uomo, anzi è stato esportato in tutto il mondo perché facile da allevare. Ma, negli ambienti in cui è stato introdotto, tende a prendere il sopravvento sulle altre specie presenti, e a diventare, così, in assenza di predatori naturali, l'anello più forte della catena ecologica. Tutto questo, grazie a una serie di caratteristiche che lo rendono molto competitivo.

L’altra domanda è: come è finito nel Musestrelle?La Laguna di Venezia è ormai popolata di vongole cosiddette “filippine” che sono arrivate fin da noi aggrappate alle chiglie delle navi ed hanno soppiantato le nostrane, ma i gamberi americani?
Sarebbe interessante approfondire, e magari avere l’opinione di qualcuno meglio informato.

Lorenzo Pezzato


16 giugno 2008

Egregio direttore,

questa mia mail è per puntualizzare delle informazioni che non vorrei passassero errate. Il sig. Pezzato nel suo intervento sui gamberi killer ha posto alla fine una domanda: allora su come siano arrivati sul Musestrelle proprio non lo so ma visto che me ne occupo per lavoro vorrei dire che le vongole filippine (Tapes philippinarum) sono state introdotte in laguna di Venezia volontariamente nel marzo del 1983, nell’ambito di alcuni allevamenti sperimentali, condotti in dal Consorzio per lo Sviluppo della Pesca e dell'Acquacoltura del Veneto (Co.S.P.A.V.); furono seminati, in alcune aree della laguna Sud, circa 200.000 esemplari di provenienti da uno schiuditoio inglese e successivamente altre semine vennero eseguite.

Esiste però il problema dell'acqua di zavorra che viene immagazzinata dalle navi, traportata e rilasciata nei vari porti con conseguente veicolazione di specie alloctone che possono anche essere infestanti trovando nel nuovo ambiente un habitat idoneo allo sviluppo e senza magari dei predatori che ne frenano la proliferazione.

Ma le vongole filippine sono state portate volontariamente dall'uomo.

Thomas Galvan