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Sindaco, ma

under 45

   
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Pezzato: Si inizi dai Comuni per avviare il ricambio generazionale.
Roncade sarà in prima linea?
  

 

29 marzo 2008

Elezioni, elezioni per tutti i gusti in arrivo, rivoluzioni all’interno dei partiti, Senato, Segreterie varie e Comunali di Roncade.

Iniziano i contatti, gli ammiccamenti, gli avvicinamenti ad associazioni e comitati, liste che si fanno e si disfano nel corso di una notte, apparentamenti, strategie, tutto ribolle.
Programmi, ci vogliono i programmi, pochi punti, chiari, in modo che se ne possa valutare il grado di realizzazione a fine mandato e in corso d’opera, idee nuove, persone nuove. E i punti, perché pochi, non devono essere espressi in modo assolutamente generico per preservarne una speciale funzione onnicomprensiva, cioè dico dobbiamo agire sulle sacche di povertà per poi riservarmi di mettere in campo le azioni che mi appaiono più opportune, ma devono essere essi stessi azioni concrete su cui concentrarsi da subito.

La dimensione comunale è il luogo principe in cui sperimentare modelli diversi di amministrazione e rappresentanza, quella in cui le relazioni sono più dirette. Sarebbe un gran bel segnale, ad esempio, se i veterani della politica in senso anagrafico spontaneamente non si candidassero, per favorire quel ricambio generazionale che oramai da ogni parte –estero compreso- si valuta come indispensabile. Una regola non scritta per cui il candidato Sindaco non debba avere più di 45 anni potrebbe essere un inizio, per poi scendere gradualmente di legislatura in legislatura. Ipotesi di questo tipo se ne potrebbero fare altre, ma senza una volontà condivisa in tal senso non si farà molta strada.

È stato impossibile trattenere un sorriso sentendo D’Alema dire che al prossimo G8 –se Veltroni sarà Primo Ministro- l’Italia sarà finalmente rappresentata da un leader contemporaneo, e non si è sorriso dipendentemente dalla parte politica cui si fa riferimento, si è sorriso perché gli apparati più istituzionalizzati hanno con ciò ancora una volta dimostrato di percepire la contemporaneità come un prolungamento del passato remoto. Un trentenne di oggi è distante un milione di anni luce dalla classe politica così come si presenta, figuriamoci un ventenne.

Ci vuole il coraggio di andare fino alla radice, non in una stupida contrapposizione generazionale o in uno scontro frontale tra vecchio e nuovo, ma nella condivisa certezza che rinnovare la res-publica sia un’opera a vantaggio di ogni singolo cittadino.
Roncade sarà in prima linea?

Lorenzo Pezzato