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Mercoledì
10 settembre
2008

 

Partito incubatrice: sarà leva di governance?

Pezzato: "Forse si cerca un veicolo di partecipazione continua"
Dalla delega in bianco ad un gregariato permanente. Chi non ha capito fa bene a porre dei dubbi
  
Le comunali si avvicinano, e la mossa di Simonetta Rubinato sta portando non poco scompiglio tra le fila dei “concorrenti”, come si rileva dagli ultimi interventi tra cui quello di Guerra.

La tradizionale raccolta di consenso che questi concorrenti si apprestano a fare risulta smagrita dalla nascita dell’Associazione, che si pone come soggetto intermedio tra una lista civica ed una casa comune per i cittadini che nella lista non vorranno entrare, senza perciò rinunciare alla partecipazione.
L’Associazione ha semplicemente incarnato un concetto nuovo, che per chi mastica esclusivamente la politica delle sagre e delle famiglie numerose potrà apparire un modernismo semantico fine a sé stesso, ma che invece appartiene ad un filone di rinnovamento proprio degli apparati di formazione e raccolta del consenso.
Il passaggio tra governo e governance è il fulcro.

Detto in parole molto semplici, si passa da un sistema in cui gli amministratori eletti incamerano la delega elettorale e poi agiscono in nome degli elettori (che, quindi, risultano soggetti passivi se non al momento del voto), ad un sistema in cui amministratori, linea d’azione e coordinamento di quest’ultima avvengono in modo orizzontale anche dopo il voto (ovvero esiste una continua produzione di idee, un confronto continuato, una necessità di ottenere convergenze sui temi in cui si andrà poi a prendere una decisione).
La partecipazione si può manifestare con molte diverse forme, ma partecipare per esprimere punti di vista che non saranno presi in considerazione da chi ha ottenuto dai cittadini l’incarico di amministrare è una pratica che non interessa più.

La lista civica, in questo contesto, non ha più la forza necessaria a garantire partecipazione se non al momento della sua formazione e –al massimo- della stesura delle linee programmatiche. Ma pianificare in anticipo su cinque anni di vita sociale, economica e culturale di un comune è come chiedere una delega in bianco. Il dibattito e lo scambio di idee devono proseguire per tutta la durata del mandato, e ci vuole un luogo esterno alla lista dove poterli continuare, producendo indicazioni e posizioni. Ecco dove si esalta la funzione dell’Associazione, non al momento della formazione di una eventuale civica, non al momento del voto per sostenerla, ma dal momento in cui si vincono le elezioni in avanti.

E bene fa chi non ha compreso il meccanismo, a proporre dubbi, perplessità e ad aggredire, perché è l’unico mezzo che rimane per tentare di dimostrare di non essere politicamente in ritardo di almeno una generazione.

Lorenzo Pezzato
www.lorenzopezzato.it