TIT.jpg (16363 byte)
 
ROBIN.jpg (13238 byte)
   
Giovedì
26 giugno
2008

 

Cpt a Ca' Tron, paradosso leghista

Pezzato: "Forse federalismo significa gestirsi i propri clandestini"
Manie della sicurezza. Ma la Bossi-Fini non dovrebbe avere presto effetti mirabolanti sull'immigrazione?
  
Fare un CPT per immigrati clandestini a Roncade è un’idea si pensava potesse venire in mente solo ad un burocrate romano che mai ci aveva messo piede, e invece il 2008 che ti riserva? Niente meno che questa proposta proveniente addirittura da un Ministro leghista.

Che l’idea di federalismo si stia allargando a macchia d’olio al punto che i Veneti desiderano poter trattare in autonomia la propria quota di immigrati clandestini?
Siamo al paradosso totale, e c’è chi sostiene che ogni provincia d’Italia dovrebbe avere il proprio CPT, esattamente come dovrebbe avere il proprio inceneritore.

Ma la Bossi-Fini non doveva fermare l’immigrazione clandestina? Magari nei due anni passati sarà stata anche mal applicata da un Governo che non ne era padre, ma adesso i genitori stanno al loro posto e ci rimarranno per cinque anni, perciò perché costruire CPT se la Bossi-Fini –applicata alla lettera da chi l’ha concepita- a breve produrrà i suoi mirabolanti effetti annullando il problema alla radice?
Forse c’è qualcosa che non torna.

Questa mania di sicurezza che imperversa nelle menti di certi politici evidentemente genera mostri, come mostruoso è anche solo l’intento di deturpare Cà Tron inserendovi una struttura simile, anche se è pienamente condivisibile l’opinione di chi richiede per l’area progetti di ampio respiro, valorizzanti e che rimettano i 1100 ettari nella disponibilità dei cittadini roncadesi. Intanto c’è da dire che l’intervento di CassaMarca ha messo una pietra sopra eventuali brame edificatorie, che al giorno d’oggi non è poco. Per progettare il futuro di Cà Tron, poi, è necessario sedersi attorno ad un tavolo e discuterne di concerto.

Oggi l’importante è far capire al Governo in carica che è in carica per buona parte grazie al voto dei Veneti, che non si aspettano certo in cambio un CPT nell’unico tratto di campagna ancora integro ed incontaminato, ma si aspettano più servizi, meno burocrazia, meno sprechi e meno privilegi per le caste.

Ad ogni modo è fondamentale collaborare -indipendentemente dalla parte politica- per sventare la concretizzazione di una ipotesi tanto sciagurata.

Lorenzo Pezzato