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Se i conti

non tornano?

   
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Iniziamo il 2008 riflettendo su un termine nuovo eppure vecchio come il mondo.
Si tratta della "Tornaconto-
crazia" ed è il male della classe che ci governa
  

 

1 gennaio 2008

Propongo di iniziare questo nuovo anno aprendo un dibattito su di un nuovo neologismo che in questi ultimi tempi trovo ripetutamente citato in vari articoli; questo nuovo termine, che mi è subito piaciuto per la sua amara corrispondenza ad una pratica purtroppo diffusa, è "tornacontocrazia" , cioè il potere di quanti agiscono non in base alle proprie convinzioni, ma soltanto in funzione dei vantaggi che certi comportamenti possono portare.

Come dicevo questa è una pratica a mio avviso molto diffusa e rappresenta una delle cause prime delle incoerenze, sempre più diffuse, di una classe politico-dirigenziale che non stà rappresentando le esigenze primarie della gente, e soprattutto dimostra di non essere in grado di proporre programmare un società migliore di quella odierna.

Senza scomodarci su livelli di rappresentanza troppo elevati, credo che in molti rileviamo troppo spesso comportamenti e posizionamenti che fanno dell'opportunismo la regola per continuare il galleggiamento rappresentativo, in barba ai bei pronunciamenti fatti quando si chiede il voto alla gente: termini come trasparenza, coinvolgimento reale della società nei processi decisionali, correttezza, gestione oculata del denaro pubblico, ecc.. vengono dimenticati in fretta troppo spesso.

Il cittadino ha una sola possibilità per modificare le cose, e questa gli viene concessa nel momento in cui è chiamato a scegliere i propri rappresentanti; ma spesso a questo appuntamento ci arriva impreparato, poco informato, anche ma non solo per colpa sua!!
Facciamo uno sforzo Tutti per migliorarci/migliorare la capacità critica positiva/propositiva; questo è il mio auspicio e augurio per un positivo 2008.

Gianstefano Meneghello


10 gennaio 2008

Leggo ora sig. Meneghello G. del sul suo intervento su Roncade .it. I termini e gli argomenti che Lei usa mi lasciano alquanto perplesso, perche' o Lei si riferisce in modo generale alla classe polico/amministrativa italiana, o se si riferisce agli amministratori locali, non viviamo nello stesso comune.

Non so quante volte nella sua vita di cittadino gli sia capitato di vivere un momento storico locale così denso di attività programmatiche.
Nel 2004 è iniziato un percorso chiamato piano di marketing territoriale, e per la prima volta i cittadini sono stati chiamati a riflettere sul loro territorio, nella situazione attuale e nel suo divenire. Nei tavoli di lavoro, ognuno ha potuto esprimere il suo pensiero, e così incidere del proprio futuro.
I focus del progetto " città sane", ci ha chiamato a denunciare le carenze e a promuovere le nostre aspettative.
I concorsi di idee fanno intravvedere un futuro per i centri dei nostri paesi.
Il progetto comparticipato della " piazzalonga" di Roncade dà un'identità vivibile certa al centro del capoluogo.
Questi sono solo alcuni dei progetti a cui io ho avuto modo di participare. Per cui quando Lei parla di trasparenza, coinvolgimento, correttezza, gestione occulata, mi sempre aggrapparsi al qualunquismo che sempre più pervade i mezzi di comunicazione, e altro non serve che a nascondere la mancata partecipazione di chi lo evoca e dare corda a chi veramente non vuole cambiare.

Nel solo scopo di essere stato di aiuto alla discussione, cordiali saluti.

Francesco Pavan