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Lega: Pdl?

Male minore

   
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Stocco: per i padani le alleanze di oggi devono essere viste nella pura logica dell'utilità.
Ma perchè continuare a votare per un partito italiano?
  

 

19 febbraio 2008

Gentile Direttore, in questi giorni di normale confusione politica pre-elettorale sento il dovere come appartenente politico, di esprimere delle considerazioni.

Perché votare un partito italiano?

Ma perché tu voti per un partito italiano?- potrebbe sembrare una domanda banale se rivolta a un cittadino della Padania, purtroppo ancora così non è. Troppi sono i cittadini del Nord che in cabina elettorale continuano a farsi ingannare dai partiti nazional-italiani, - partiti questi che per convenienza elettorale presentano i lori esponenti di primo piano nei comizi, e a seconda che si trovino a Nord o a Sud del fiume Po, cambiano linguaggio tra federalismo e antifederalismo.

Tutti sappiamo che 4-5 Regioni padane sostengono da tantissimi anni tutte le rimanenti.
Analisi e studi in molte occasioni pubblicati da tanti quotidiani autorevoli, evidenziano quanto costi alla Padania questo sacrificio: più di sessanta miliardi di Euro! Un mare di denaro che non s’intende più di “primo soccorso” nei confronti dei più bisognosi, ma purtroppo si tratta di “soccorso stabile”. “L’immutabilità di questi eventi predatori sono alla base dei programmi dei partiti che cercano consenso nelle aree assistite del centro-sud”. Ve li immaginate i grandi parolieri dei partiti italiani, impegnati in Campania, Sicilia, o Calabria a parlare di autogoverno responsabile e in grado di sopravvivere alle previsioni di un progressivo ridimensionamento degli aiuti che arrivano dalle Regioni del Nord? In tutta onestà no! Sarebbe un vero e proprio suicidio politico. Altrettanto dovrebbe succedere in Padania. Zero dovrebbero essere i voti ai partiti che non offrono programmi di riduzione di prelievi locali da destinare alla solita mal gestione degli aiuti al Meridione; ma così non è.

L’ultima prova di autolesionismo di Casa nostra l’abbiamo avuto in occasione del referendum sulla modifica della Costituzione che proiettava l’Italia verso il Federalismo, l’esito è stato chiaro: Riforma bocciata al Sud, e vittoria timida in Padania. Questo ci insegna come la sudditanza da prelievo forzoso nelle nostre zone sia soprattutto colpa nostra. Colpa che aumenta quando un cittadino padano vota per un qualsiasi partito italiano al posto di esprimere la propria preferenza per la Lega Nord. Non tutti i partiti italiani sono uguali, e prova è che la Lega Nord nel dover scegliere degli alleati per fare approvare le proprie proposte ha fatto delle scelte. La riforma della Costituzione ad esempio, era stata condivisa con degli alleati che non sono solo espressione delle istanze del Nord. Se queste alleanze sono state possibili, c’è da augurarsi che lo siano anche in futuro, ma per i cittadini padani queste scelte devono essere viste nella logica del “male minore.”

Per essere ancora più chiaro, per un veneto votare per la Lega Nord dovrebbe essere un dogma, comprendere certe alleanze con partiti italiani dovrebbe rientrare nella citata logica del male minore, votare per altri sarebbe vero è proprio autolesionismo.
Allora la domanda da rivolgere ai cittadini padani che intendono affidarsi direttamente ad altri partiti dovrebbe essere questa: Ma perché tu voti per un partito italiano? Questa richiesta dovrebbe essere insistente e decisa, perché è giusto mettere di fronte alle proprie responsabilità chi sbaglia, perché se vogliamo essere onesti, è anche colpa dei troppi padani se viviamo in un’area ricca, caso unico al mondo, che si fa comandare da quella più povera, o meglio più furba.

A questo punto sarebbe opportuno rivolgersi ai nostri concittadini che si lamentano per le troppe e ingiuste vessazioni che subiscono, e che continuano a votare per altri che non siano la Lega Nord, in questi termini: “ a votare per un partito italiano fai del male a te, ma anche a me, prova a smettere”.

Grazie.

Massimo Stocco