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L'outlet e

l'inerzia

   
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Guerra: il Comune ha assistito passivamente all'avanzata dell'Outlet ed ha lasciato il commercio roncadese nel rischio di essere fagocitato dalla ormai inevitabile mega struttura.
Parole spese negli anni solo per addolcire la pillola.
Adesso si può solo ricordarsi di "loro" quando si andrà ai seggi
  

 

21 marzo 2008

Premettendo che il sottoscritto si è già battuto per contrastare la malsana abitudine di questa Amministrazione di bollare i cittadini come di serie A, quelli di orientamento politico vicino all’amministrazione e di serie B, invece, quelli che a loro dire sono di orientamento politico opposto, mi sento in dovere di intervenire in merito ai toni usati dall’Assessore Miotto al dir poco lontani dal concetto di democrazia e di buon governo, esprimendo la più totale solidarietà all’ACER.

Il problema che l’ACER da tempo solleva si riferisce ad un tema che ci accompagna ormai da circa cinque/sei anni … e il fato vuole che le persone ammesse alla stanza dei bottoni siano bene o male sempre le stesse … su questo un pensierino andrebbe fatto.

Voglio riproporre alcuni passi scritti dall’ex Sindaco Sartor << … nel Comune di Roncade non è possibile aprire “Grandi Strutture di Vendita”, vale a dire i cosiddetti Centri Commerciali … E’ invece autorizzato il trasferimento nell’area produttiva della Treviso-Mare di una “Grande Struttura di Vendita”, già esistente in Biancade e rilevata da un nuovo acquirente tramite asta … Si tratta di una licenza del settore non alimentare (mobili, arredamenti, …). Quanto alle “Medie Strutture di Vendita” il Comune di Roncade ha deciso che esse (sempre appartenenti al settore non alimentare) non possano superare i 1.500 mq di superficie e che eventualmente debbano insediarsi, con queste dimensioni, esclusivamente nell’area produttiva collocata sulla Treviso-Mare>>.

Proseguiva, dicendo <<E’ stata una scelta molto prudente che ha tenuto conto da un lato delle esigenze dei consumatori e dall’altro dell’impegno assunto da questa Amministrazione di salvaguardare la realtà commerciale di Roncade, fatta anche di piccoli e medi esercizi, che meglio di altri possono offrire ai consumatori prodotti e servizi di qualità>>.

Poi in risposta ad un commerciante così diceva << … Non esiste in Comune di Roncade nessuna area destinata a Parco Commerciale. Quella a cui Lei probabilmente allude è un’area produttiva destinata dal Piano Regolatore per attività a servizio delle imprese e su di essa non potrà essere autorizzata nessuna nuova attività per grandi strutture di vendita>>.

Mi stò cimentando da poco in un “mondo” nuovo, per modo di dire … tutti sanno che la politica è fatta di compromessi, di tante parole buttate al vento, promesse fatte solo con lo scopo di raggiungere una sedia.

Il bello è che ci lamentiamo di Roma, quando a livello locale non è che le cose siano così diverse e su questo l’Avv. Rubinato non deve essersi trovata spiazzata.

Comunque tornando al mio discorso …
   
Di tutto ciò che è stato detto dal Sindaco Emerito Sartor, cosa è rimasto? L’attuale Giunta dice che le autorizzazioni commerciali furono tutte rilasciate tra il 2002 e l’aprile del 2006, prima dell’insediamento dell’attuale Amministrazione.

Ma Sartor nel 2003 insisteva nel dire … (vedi quanto riportato sopra).

Non riesco a capire se sono io ad avere delle difficoltà a comprendere l’italiano … resta di fatto che nell’ultima tornata amministrativa sono stati riconfermati diversi consiglieri già presenti come maggioranza a sostegno della Giunta Sartor … anche l’Avv. Rubinato era membro di maggioranza della Giunta Sartor … è vero che si è era dimessa, però … altrettanto è vero che l’ex Sindaco Sartor era membro della squadra che ha sostenuto la sua elezione.

Comunque resta di fatto che nel maggio del 2006 l’attuale Amministrazione diceva <<Adesso si tratta di decidere se per Roncade sia meglio tenersi il parco commerciale così come era già stato autorizzato o se questa proposta di outlet avanzata dal privato può portare dei vantaggi alla nostra comunità>> ovviamente attraverso la concertazione.

Credo fortemente che non si trattasse di decidere perchè si era già deciso … tant’è che nel “DOCUMENTO PROGRAMMATICO – UNA STRATEGIA PER LO SVILUPPO TURISTICO” che era il documento predisposto per i tavoli di discussione costituiti per definire il piano strategico per il rilancio di Roncade, tra i fattori di forza del territorio era proprio previsto “IL PROSSIMO AVVIO DI UN IMPORTANTE ATTRATTORE DI VISITATORI L’OUTLET”.

Che dire, era tutto già scritto e i tanti comunicati stampa, incontri, parole sono stati nuovamente solo dei palliativi per cercare di far digerire meglio la pillola.

D’altronde in più di un’occasione gli Assessori hanno convocato i cittadini solo per cortesia … le decisioni erano già state prese … e poi si osa sbandierare la “democrazia partecipata”.

Purtroppo, oggi, non c’è raccolta firma che tenga … l’outlet è ormai una realtà per Roncade … l’unica cosa che il cittadino può fare è pensare bene alla scelta da effettuare dentro la cabina elettorale il prossimo anno.

Un’Amministrazione che ha visto il business del proprio territorio nell’apertura della “COSA” è un’Amministrazione che è rimasta seduta ad aspettare … tant’è vero che pochi investimenti sono stati fatti da un punto di vista di arredo urbano, di rilancio di importanti iniziative che portassero la comunità roncadese e non solo in piazza, poco o nulla si è investito nel mercatino della seconda domenica del mese (su questo occorre ringraziare l’ACER per non averlo fatto morire), ecc. … insomma questo rilancio turistico tanto sbandierato non so quanto è stato perseguito.

Oltre al danno la beffa … la storia della zona denominata “Tombotti”, rimasta immobile per diversi anni, ci ha costretto a perdere due realtà industriali molto importanti nate a Roncade - quali la Texa e le Officine Menon - che hanno dovuto trovare ubicazione a Monastier.

Non si può piangere sul latte versato … occorre solo prendere coscienza di come è stata in mal modo gestita la storia e di conseguenza comportarsi.

E’ importante sottolineare che la morte del commercio del centro significa la morte del centro stesso. L’Amministrazione dovrà giocare un ruolo determinante perché il futuro di Roncade si giocherà sulla capacità di scelte coraggiose e tempestive unite alla capacità di innovare, di inventarsi qualcosa di nuovo rispetto agli altri e non parlo solo dei “fioretti” per le strade.

Purtroppo da un’Amministrazione che osa bollare le iniziative proposte (vedi una per tutte UNA CITTA’ PER CANTARE) come pericoli da abbattere, perché proposte a loro dire da avversari politici, invece di premiarle perché proposte da roncadesi che hanno a cuore il proprio territorio rimettendoci di tasca propria, non ci si può aspettare molto … da un’Amministrazione che destina € 400,00 annui ad un’associazione come l’ACER che solo per citare degli esempi gestisce il mercatino della seconda domenica del mese, si impegna sotto le festività natalizie per rendere il centro più accogliente, non ci si può aspettare molto.

E’ doveroso ricordare che il commercio roncadese oltre il Roncade Outlet Gallery dovrà “sfidare” anche l’altro Outlet che aprirà a Noventa di Piave che dista da noi poco più di 16 km (quindi posso immaginare che gli auspicati numerosi turisti che verranno al Roncade Outlet Gallery, vorranno andare a vedere anche quello di Noventa, magari trovando un offerta migliore da un punto di vista di prodotti visto il “blasonato” nome che ne stà curando l’apertura) … e senza contare che nella sola provincia di Treviso ci sono già 13 parchi commerciali.

In tutto questo, che ruolo ha ricoperto il Comune? Che cosa ha fatto questa Amministrazione in questi anni per far sì che Roncade non venga fagocitata dall’Outlet? Che cosa ha fatto questa Amministrazione in questi anni per il rilancio di Roncade?

Forse il Sindaco ha visto la sua elezione al Senato come rilancio di Roncade … invece la sua elezione ha creato un vuoto decisionale a Roncade e ha fatto sì che la “gloria” dell’elezione fosse solo un fatto del tutto personale.

D’altronde è altrettanto vero che c’era da curare la partenza del Partito Democratico che come si è potuto leggere vede all’interno del consiglio direttivo roncadese tutta la maggioranza (ex PCI, ex DS, ex PPI, ex MARGHERITA …solo la veste è nuova).

Per quanto concerne l’esternazione “schizofrenica” dell’Assessore c’è poco da dire … in fin dei conti l’ex Sindaco Sartor non era da meno … lui era addirittura arrivato a definire chi non la pensava/vedeva come lui, dei senza cultura. Non c’è quindi da scandalizzarsi. Che dire … il “lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Meditiamo!

Ringrazio per l’attenzione.

Guerra Christian
www.ilnostrocentro.com