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Venerdì
16 maggio
2008

 

I vecchi peccati

Giacometti: a volere via Vivaldi furono i commercianti
Chi ora chiede parcheggi in più rifletta anche sulle vetrine oscurate e sui bar chiusi la domenica
  
Il clima sta diventando sempre più caldo e non solo perché ci stiamo avviando verso l’estate anche perché siamo già entrati in campagna elettorale, stiamo già cominciando a stendere parole su parole, magari dicendo che la gente ha bisogno di fatti. Allora si prendono degli slogan, dei titoloni si mischiano si arriva a proporre anche ciò che non è compito nostro decidere, come hanno fatto alcuni soggetti politici e civici di Roncade, il tutto viene servito magari aggiungendo un po’ di rivalsa personale verso il Sindaco o verso tale assessore.

Sto leggendo con piacere ed interesse tutti i discorsi sul centro di Roncade tutti edificanti e sensati, ma qualche obiezione sorge: ogni negoziante vorrebbe un paio di posteggi giusto di fronte alla porta del suo esercizio, ma come si può conciliare il traffico e il posteggio in centro a Roncade con la necessità di rispettare un centro storico che è in sofferenza per tutto il traffico che è costretto a sopportare e per il quale non era stato pensato.

Io non ero presente, per questioni anagrafiche, ma mi si dice che furono proprio i commercianti roncadesi a volere la provinciale laddove si trova oggi, in origine il tracciato era stato pensato molto più a sud tra San Cipriano e Roncade.
Ora ripensare ad una nuova visione della viabilità in centro scombina tanti e preoccupa molti, ma lo sforzo che dobbiamo fare è di pensare qualcosa che possa ridarci tranquillità e calma e questo lo si fa ragionando attorno ai tavoli dove si può ragionare con una visione prospettica, possibilmente non emotiva o coinvolta dall’interesse di Tizio o di Caio.

Lo sforzo della progettazione condivisa porta a questo risultato che è si l’espressione di questa amministrazione, ma è prima di tutto l’azione pensante di un gruppo di cittadini che hanno nel tempo pensato e sviscerato la problematica del centro storico di Roncade.
Il progetto della piazza Longa è uno sforzo di guardare un po’ più in là nella visione di una Roncade che non si può fermare alle solite piccole beghe, abbiamo il coraggio di pensare a come sarà Roncade tra venti o trenta anni o vogliamo accontentarci di come sarà tra due mesi?

Rendere viva una città non passa solo tramite il numero dei posteggi che ho a disposizione (la domenica sempre vuoti) ma anche attraverso la vita che propongo, un plauso quindi a manifestazioni culturali (contemporaneità sonore e altre) che portano gente a Roncade, ma anche una riflessione sui bar chiusi e le vetrine oscurate viste in una tranquilla domenica di fine aprile passeggiando in una città che grazie ad una diversa progettazione del proprio centro può trovare una nuova forza per ritornare ad essere attrattiva e viva, così come tutti la vogliamo.

Paolo Giacometti