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Giovedì
24 luglio
2008

 

Cronache dalla laguna di Biancade

Galvan: "Fatemi conoscere il genio del rallentatore"
Il dissuasore davanti lo scolo dell'acqua diventa una diga. Le segnalazioni di un mese fa sono rimaste senza alcuna risposta
  
Egregio direttore,

come si dice in dialetto PEXO EL TACON DEL SBREGO. Credo che lei come tutti i lettori ormai siano a conoscenza della mia piccola battaglia per ottenere una cosa molto semplice…. Una strada che non sia una palude. Purtroppo ad ogni temporale anche piccolo il famigerato tratto capitello di Biancade – fermata ATVO diventa una succursale della laguna di Venezia (affermazione un po’ eccessiva ma passatemela). Le foto seguenti sono state scattate venerdì scorso (il 18/07/2008) dopo 15 minuti di pioggia.

Lascio ai lettori ogni commento perché credo sia superflua ogni parola.

Ma la cosa divertente è il rallentatore che già nel mio precedente intervento avevo criticato nella sua collocazione. Se mi presentassero il genio che l’ha studiato in quella posizione gli farei i complimenti…

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Metterlo davanti allo scolo è stata proprio una pensata da oscar perché adesso oltre ad essere un rallentatore (cosa ottima senza dubbio) assume anche la funzione di diga, e i camion che non rallentano proprio molto vista la loro mole trovano dei veri laghetti artificiali in cui passare senza problema, gettando delle onde di significativa portata addosso a noi poveri utenti delle corriere (la foto in questione è un po’ sfocata perché ero sotto la tettoia ATVO per evitare proprio che uno tsunami mi investisse).

Alla fine le immagini parla da sole e a me resta solo una piccola riflessione: credo che il governo di un comune debba innanzitutto rispondere alle esigenze dei cittadini specie quando questi chiedono delle cose non per loro interesse ma per un interesse collettivo, ma ad oggi io non ho ricevuto risposte esaustive.

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Lo so domandare è lecito e rispondere è cortesia… io il mio lecito l’ho fatto si vede che qualcuno non ha voluto essere cortese….

Come sempre la ringrazio dello spazio concessomi.

Thomas Galvan