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Martedì
12 agosto
2008

 

Energia nucleare, scelta improduttiva

Damelico: "La fonte è costosa, rischiosa e non conveniente"
Si sta cercando di manipolare l’opinione pubblica per far dimenticare tutti gli altri problemi
  
Caro direttore,
ho il sospetto che il rinnovato interesse per le centrali nucleari sia l’ennesimo busines plurimiliardario che i faccendieri vogliono realizzare in barba alla sicurezza (vedasi i quattro incidenti verificatisi recentemente in Francia) e senza alcun vantaggio economico per i consumatori.
Wall Street, e gli investitori privati di tutto il mondo, hanno abbandonato da più di vent’anni l’idea dell’energia nucleare e non si sono mai ricreduti perché la ritengono costosa oltre che rischiosa.

Amory Lovins, co-fondatore del Rocky Montain Institute in Colorado, consigliere di governi e di grandi gruppi societari in vari paesi del mondo, afferma che l’energia nucleare “è così improduttiva che non c’è nemmeno bisogno di discutere se sia pulita e sicura”.
L’affermazione si basa confrontando l’efficienza dell’energia eolica e della cosiddetta co-generazione (combinazione di calore ed energia), le quali costano circa un terzo in meno per kilowattora e con tempi di realizzazione che non superano i due anni, contro i dieci delle centrali nucleari.
Poi, per quanto riguarda poi la riduzione di emissioni di CO2, le altre fonti fruttano da 1,4 a 11 volte di più, sfatando il mito che considera il nucleare un’energia pulita.
Allora perché insistere su questo tipo di centrali se tutto porterebbe ad escluderle?

La risposta è che tutte le 439 centrali nucleari al momento operative nel mondo sono state costruite in convenzione, ciò vuol dire con massicce sovvenzioni pubbliche per la costruzione e ogni e qualsivoglia surplus di costi a carico dei consumatori.
L’informazione che ci viene propinata tende a nascondere la realtà dei fatti, mettendo innanzi l’ineluttabile esigenza di superare il problema della disponibilità di petrolio, tralasciando di dire che anche per il nucleare andiamo verso l’esaurimento.

E’ evidente che si sta cercando di manipolare l’opinione pubblica, e con lo spauracchio dei costi dell’energia in continua salita, si cerca di far dimenticare tutti gli altri problemi.
Ho ancora fiducia nel giornalismo “d'inchiesta” quale ultimo baluardo, spero tanto che possa risollevarci dalla generale genuflessione, anche politica, nei confronti dei soliti potentati.
Ossequi.

Luciano Damelico