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Sabato
26 luglio
2008

 

Partito-incubatrice, se dei partiti non ci si fida

Damelico: "La partecipazione era loro compito ma hanno rinunciato"
Per far emergere i talenti nascosti bisogna inventare altre formule. Chi si oppone rifiuta la novità per timore di perdere consenso
  
Caro Direttore,

probabilmente con la mente altrove, i sigg. Stocco e Meneghel, nella conferenza di presentazione dell’associazione “cittadini per Roncade” (nome provvisorio), non hanno prestato degna attenzione ad alcuni interventi che lamentavano la difficoltà di poter intervenire nelle scelte del consiglio comunale.

Quando i partiti riscontravano più fiducia, era loro il compito di far sì che le istanze della gente venissero recepite dall’amministrazione; oggi non è più così, hanno seguito solo perché la nostra democrazia non prevede altri sistemi per far funzionare il parlamento e darsi un governo.
In ambito locale bisogna quindi ragionare diversamente e porsi anche un obiettivo molto più ambizioso del semplice voto finale e cioè la partecipazione della gente alla vita politica.

Se a questo compito si impegnassero i partiti stiamo pur certi che all’appello si presenterebbero solo persone schierate ed in buona parte nell’elenco dei soliti noti.
E’ quindi evidente che se vogliamo far emergere le potenzialità di tanti cittadini che sulle problematiche del proprio comune saprebbero ben impegnarsi, bisogna uscire dagli schemi tradizionali e creare nuove opportunità.

Chi è contrario è perché si sente inadeguato al compito e ripone tutte le sue speranze nell’attuale trend elettorale per raccogliere quel consenso che altrimenti non avrebbe.

Quattro anni fa a Roncade l’elettore ha dimostrato di saper scegliere una buona squadra ed un adeguato programma senza lasciarsi imbrigliare dalle logiche di schieramento; nel 2009 vedremo chi saprà interpretare al meglio il comune sentire.

Ossequi

Luciano Damelico