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Attenzione

al colon

   
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La campagna di prevenzione ha rivelato che tra i roncadesi c'è la percentuale più alta dell' intera Usl 9 di soggetti con diagnosi da approfondire.
E' stato trovato sangue occulto nelle feci del 7% degli esaminati
  

 

7 marzo 2008

La percentuale dei cittadini roncadesi risultati positivi al primo esame nell'ambito dello screening per la prevenzione del cancro del colon e al retto, condotta negli ultimi mesi dalla Usl n.9, è del 7,08% ed è la massima tra i 12 comuni interessati dalla campagna.

Lo si rileva dai dati ufficiali diffusi dalla stessa azienda sanitaria.

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Come dimostra la tabella qui sopra, Roncade è anche il comune in cui l'adesione della popolazione alla quale era rivolto l'invito - quella di età compresa fra i 50 ed i 69 anni - è stata la maggiore (79,8%), pari a 3.009 residenti, benchè per quanto riguarda le risposte spontanee (70,5%) sia stato superato da Silea.
L'indagine, in sostanza, consiste in prima battuta nella ricerca di sangue occulto in campioni di feci.

Fra gli esaminati, però, i soggetti relativamente ai quali è stata individuata tale presenza - vedi tabella sotto - a Roncade sono risultati percentualmente i più numerosi (7,08%), cioè al di sopra dello standard definito "accettabile" (6%) assieme a quelli di soli altri due comuni, cioè San Biagio di Callalta (6,67%) e Zenson di Piave (6,54%).

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L'esito in sè non implica automaticamente la presenza di neoplasie ma indica la necessità di compiere una colonscopia.

Grazie alla campagna di prevenzione, precisano i responsabili della Ulss n.9, nei comuni in cui si è svolto lo screening è stato possibile diagnosticare 79 casi di tumore al colon non conosciuti, molti dei quali in fase estremamente precoce e dunque curabili con elevate probabilità di sopravvivenza.