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Ceccato: caro presidente Galan, perchè a chi visita la via consolare Claudia Augusta noi riserviamo un panorama di discarica?
Da cittadino non coglione esigo una risposta
  

 

19 marzo 2008

Egregio Sig. Presidente,

mi permetto di disturbarLa per parlare dell'enorme problema dei rifiuti.
Abito in uno dei comuni “ricicloni” della provincia di Treviso serviti dal Consorzio Priula che, alla faccia della quota minima prevista per legge, effettuano una raccolta differenziata superiore all'80%.
Ho apprezzato il Suo netto diniego ad accogliere anche un solo kg di rifiuti da fuori Regione, e per questo mi spiace doverLe dare una brutta notizia : anche in Veneto c'è chi rema contro, sporcando l'immagine della nostra terra e di chi la governa.

Qualche ignobile cialtrone non identificato ha consentito infatti (per carenze legislative, vizi procedurali del Piano Rifiuti o altro) l'insediamento di una discarica a fianco di un'antica via consolare !

Si tratta della Claudia Augusta, in epoca romana arteria di collegamento tra la località di Altino ed Augusta – l'attuale Augsburg – in Germania.
Il sito si trova in territorio del Comune di Silea, a sud dell'incrocio con la via Zermanese (strada provinciale tra Casale sul Sile e Roncade), adiacente al tratto che prende curiosamente il nome di via Belvedere.

Se non vado errato la Regione Veneto è uno dei promotori dell'Associazione VIA Claudia Augusta (indirizzo web www.claudiaugusta.com) che insieme al Trentino Alto Adige, all'Austria ed alla Baviera si propone di valorizzarne il percorso in chiave di integrazione europea.
Gli altri partner stanno organizzando itinerari storici e percorsi enogastronomici mentre noi cosa offriamo ai potenziali visitatori, le “scoasse”?!? (spazzatura, ndr)

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A mio avviso la situazione, ad un tempo drammatica e ridicola, richiede l'identificazione, l'immediata rimozione ed il perseguimento in sede civile degli imbecilli che hanno provocato un danno difficilmente quantificabile.

Parlando sempre di smaltimento rifiuti, la Commissione V.I.A. è chiamata in questi giorni ad esprimere un parere sul progetto di due inceneritori proposti da Unindustria Treviso nei comuni di Mogliano e Silea.
Dubito che tale progetto tenga conto dei nuovi riferimenti previsti dalle recenti linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per le polveri sottili (PM 2,5 e PM 1, molto più pericolose delle PM 10 attualmente oggetto di monitoraggio) anche se presumo che la committente si sia avvalsa di consulenti di chiara fama.
Questo comunque non costituisce sempre una garanzia di tutela della salute pubblica, basti pensare a casi come il Vajont o la Val di Stava dove sembra che nessuna legge sia stata violata, ma che hanno prodotto lutti e rovine.

A proposito di smaltimento vorrei segnalarLe un nuovo metodo meccanico ( e non termico) per la raffinazione di rifiuti indifferenziati, il sistema con tecnologia italiana THOR, messo a punto dal CNR per la produzione di combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico.
Da notizie di stampa sembra che un impianto da 20.000 tonnellate/anno presenti un costo di 40€/tonnellata, che diventano 100 per una discarica e 250 (!) per un inceneritore.
In ogni caso concludo con una domanda : quali garanzie abbiamo che i futuri interventi saranno concepiti in modo più intelligente che in passato ?

Da cittadino che ritiene di non essere un coglione, ed al quale non va bene tutto, ESIGO una risposta.

Un cordiale saluto

Antonio Ceccato