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No car falso

problema

   
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Parcheggi a pochi metri dal centro ce ne sono a sufficienza, chiudere il centro alle auto non sarebbe che un bene per tutti.
Potenziare e migliorare piuttosto le piste ciclabili.
La benzina così cara è educativa per chi usa l'automobile per niente
  

 

1 maggio 2008

Il petrolio si aggira ormai attorno ai 120 $ il barile. Nel mondo del petrolio si prevede un costo di 130 $ al barile per la fine 2008.

200 $ quando? Forse per il 2010.

Le piste ciclabili sono oramai un necessità nelle città per i piccoli spostamenti. Sia per ragioni di vivibilità da parte dei cittadini e per infondere una nuova cultura in questo paese di motorizzati ad ogni costo, dove la massaia scende dall’automobile direttamente nel negozio. Magari andando ad ingombrare proprio quelle piste ciclabili e quei marciapiedi dove anziani e signore con il passeggino non sanno dove passare. O dove altri anziani scendono al bar, nel senso che escono dalla portiera dell’auto per infilarsi nella porta del bar. E questo senza nessun rispetto della zona di parcheggio, ovvero sul più comodo marciapiede.

A volte mi chiedo se veramente il carburante sia così costoso, visto lo sconsiderato uso e l’immagine che noi diamo alle nuove generazioni, in quanto dovremmo oramai educarle ad altri valori.

Purtroppo siamo abituati a questo stato delle cose e non ci soffermiano sulla invadenza dell’automobilista del parcheggio selvaggio, anche perché ognuno noi se può ne approfitta con la compiacenza degli altri, quando la cosa ci fa comodo. Il nostro senso civico è elastico e ci siamo adattati.
Ricordo un collega romano che a Treviso nel 1991 prese una multa. Era scandalizzato! E poi aveva parcheggiato solo in seconda fila, non in terza!

È facile in questa Italia spostare i confini delle regole, prima o poi torna comodo.
Non approviamo un parcheggio in seconda fila, che è normale e lecito per colui che considera una cosa limite quello in terza. Ci siamo ben adattati al parcheggio sul marciapiede anche se a poca distanza vi sono dei parcheggi regolamentari.

Leggo che la chiusura del centro è una o può essere una difficoltà per certi anziani. E come fanno nei giorni di mercato? Non ci sono forse dei parcheggi snobbati durante la settimana e riscoperti nei giorni di mercato? Come dietro il comune in via Roma o in via V. dall’Acqua.
E ben vengano le piste ciclabili, un nuovo senso civico, una nuova visione della mobilità.

Ma anche piste ciclabili vivibili e non un qualcosa che va su e giù per un marciapiede, come in via Vivaldi, o che finiscono nel nulla come in via Trento Trieste. Una pista ciclabile a misura di ciclista dove i ragazzi possono spostarsi e anche gli anziani si sentono sicuri. Dove non sono richieste particolari abilità di equilibrio o di slalom.

Mi chiedo se qualche Ns. amministratore ha mai provato la mobilità ciclistica in questo comune e cosa ne pensa? Ricordiamoci che ci sono delle frazioni dove l’unica possibilità di spostamento è la strada, che a volte non è tanto più rischiosa di certe piste ciclabili. In pratica il rischio è sempre alto.

Perciò cominciamo ad educarci ad una nuova mobilità, e cominciamo dalle piste ciclabili imparando magari dove le fanno bene come in Germania, Danimarca, Olanda, e anche se hanno climi meno favorevoli usano e le biciclette molto più spesso di noi.

Ha ragione Pezzato, è ora di vedere questo territorio con progetti diversi.

Cordiali saluti

Mirco Boscolo


5 maggio 2008

Buona sera sig. Boscolo, cerco di rispondere alla sua, naturalmente con i miei limiti e le mie idee, ah volevo dirle abito a Roncade da 53 anni.

Sono pienamente in accordo con lei che le piste ciclabili sono una necessità, soprattutto per diffondere una nuova cultura ecologista vera, però ripeto quanti alberi ancora dobbiamo tagliare e quanti fossi dobbiamo tombinare per arrivare a questo? lei sa benissimo che danno all'ambiente si fa taglindo alberi e tombinando fossi.

Riguardo alla gente MALEDUCATA e ARROGANTE che fa uso della strada per lasciare l'auto o parcheggia sulle striscie, cosa oramai troppo comune in questo paese, beh secondo me bisogna punirla. A volte può esserci un'urgenza ma da quello che vedo l'urgenza è per i soliti, e gli altri soliti, quasi sempre ignoti, tacciono e brontolano sottovoce.
D'accordissimo con lei che qui in italia i confini delle regole non hanno confini, però sempre per i soliti e gli altri brontolano sottovoce.

Riguardo a certe difficoltà per certi anziani alla chiusura del centro, lei si chiede come facciano il giorno del mercato.
Volevo ricordarle che il mercato a Roncade è al lunedì, magari quel giorno se ne stanno a casa, per poi uscire gli altri sei giorni. Chissà.

Riguardo a incominciare ad imparare da paesi vicino noi tipo Germania, Olanda etc, magari si potesse! Il loro senso civico per il proprio territorio è molto alto il rispetto per la gente e per la natura è elevatissimo, ma sopratutto hanno una conformazione territoriale un po' diversa dalla nostra, e poi, come penso lei avrà visto, l'impostazione urbanistica ha tutta un'altra concezione: prima fanno i servizi e poi costruiscono, qui è un pò diverso. Lì corri per km senza trovare casa, qui c'è una casa un capannone ad ogni metro, dica lei se si può fare.

Potrà avere ragione anche il sig. Pezzato riguardo a progetti diversi. Non sta, per ora, a me dirlo, ma per avere progetti diversi, bisogna iniziare a cambiare questa mentalità oramai radicata qui in Italia dove "mi incazzo" se mi toccano, ma se toccano gli altri a me va bene.
Comunque bisognerebbe anche imparare che quando si fanno dei cambiamenti, non sempre devono essere radicali, sopratutto quando c'è di mezzo il cittadino, ma fatti con dovute attenzioni a tutte le persone e le "cose", so benissimo, e penso anche lei, che su ogni cambiamento ci sono i contenti e quelli meno contenti.

Ecco su questo bisognerebbe lavorare: bisogna che i meno contenti siano meno numerosi. Come? valutando attentamente tutti i particolari, o dettagli, e da quello si va a studiare un progetto. Un progetto qualsiasi naturalmente, ora non stavo parlando della piazza di Roncade era in generale, anzi stavo meditando da solo.

La saluto e la ringrazio per aver avuto la pazienza di ascoltarmi.

Lucio Bonel