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Mercoledì
8 ottobre
2008

 

Ci siamo sbagliati, la via Annia non ci riguarda

Un grande progetto per valorizzare la strada romana. Senza Roncade
Finanziamenti di Arcus per 1,8 milioni di euro e 50 milioni dalla Regione. Ma il tratto che passa per Ca' Tron evidentemente non è interessante
  
La via Annia non passa per Roncade.

Almeno per chi sulla memoria e sui misteri della strada romana ha costruito un percorso culturale che ci taglia fuori.
Un progetto che, senza dubbio, avrebbe potuto benissimo contribuire, anche qui, a quella valorizzazione del territorio di cui si parla di continuo senza però mai maturare in una definizione meno che generica.

Del progetto ne dà conto la notizia riportata qui sotto.
E' un disegno che lega, con mostre ed altri eventi sulla via Annia, cinque città attraversate dall'antico tracciato, cioè Adria, Padova, Altino, Concordia Sagittaria ed Aquileia.
Fra la terza e la quarta c'è però un tratto molto interessante che transitava per Ca' Tron e sul quale la Fondazione Cassamarca, alcuni anni fa, investì non poche risorse con l'intenzione di riportare alla luce le preziose tracce.
Cosa che avvenne, infatti.
Saltarono fuori elementi salutati come straordinari, si scoprì che sotto la ex base militare i tracciati si biforcavano, vennero alla luce i resti di un ponte di legno e le considerazioni suggestive non mancarono.

Ma furono tutti "tesori" rimasti nella pancia della Fondazione e dei suoi blindati possedimenti. Qualcuno per caso li ha visti se non in pubblicazioni della stessa Spa di De Poli, peraltro neppure così facili da trovare?

E' o non è, questa piccola notizia di oggi, questo essere platealmente esclusi da un progetto di promozione (molto verosimilmente proposto anche a Roncade), un elemento in più per riconsiderare il rapporto tra la città e il suo augusto inquilino di Ca' Tron?
Declinata in modo diverso: a che servono tutti i volonterosi programmi di marketing territoriale e gli studi strategici sullo sviluppo - anche turistico - di Roncade se occasioni di questo spessore (come fosse una fortuna ordinaria avere una strada consolare romana in casa) vengono disinvoltamente lasciate cadere?
E' lecito chiedersi chi è che si è distratto?


ARCHEOLOGIA: PARTE DA PADOVA LA RISCOPERTA DELLA VIA ANNIA
IL 25 OTTOBRE PRIMA MOSTRA, IL PROGETTO COINVOLGE 5 CITTA'


(ANSA) - ROMA, 8 OTT - Nell'impero romano aveva una grande importanza, via di collegamento essenziale per raggiungere il Veneto ed il centro Europa. Cancellata progressivamente a partire dalla tarda antichità, torna alla vita seppure virtualmente, con un progetto finanziato da Arcus, dalla Regione Veneto e dal comune di Padova, la gloriosa e per tanti versi ancora misteriosa Via Annia, costruita nel II secolo avanti Cristo forse nel 131 a C dal pretore Tito Annio Rufo o forse qualche tempo prima, da Tito Annio Lusco, console nel 153 a C.

Lunga oltre 200 chilometri, attiva e trafficata fino alla tarda antichità - se ne hanno ancora testimonianze nel IV secolo - oggi, di fatto, la via Annia non c'é più, fatto salvo per alcuni tracciati individuati anche con le fotografie aeree e un piccolo tratto lastricato ancora percorribile nel sito archeologico di Concordia Sagittaria, alcune testimonianze archeologiche ( pietre miliari, tombe, steli) e letterarie.
Ancora misteriosa resta per esempio la città di partenza, che gli studiosi ritenevano fosse Adria, ma che alcune più recenti ipotesi tendono a spostare a Bologna, ancora in parte misterioso anche il tracciato, ricostruito con certezza solo per il tratto che da Padova arrivava ad Aquileia, importante centro paleocristiano delle Venezie. Da qui l'idea del progetto, partito nel 2005 e finanziato con 1,8 milioni dalla spa in condominio tra il ministero dei beni culturali e quello delle infrastrutture (regione e comune di Padova hanno aggiunto rispettivamente 50 e 20 milioni di euro) che impegnerà fino a tutto il 2009 archeologi, storici, ricercatori, tecnici e informatici.
Obiettivo: trasformare quello che era diventato "un non luogo" in una realtà fruibile, volano di valorizzazione dell'intero territorio. Con cinque centri e cinque musei coinvolti, da Padova ad Adria, Concordia Sagittaria, Altino, Aquileia, che alla fine saranno visitabili con un unico biglietto.
E se gli studiosi sono ancora al lavoro, anche con la speranza di riuscire a sciogliere l'enigma della città di partenza, per cittadini e turisti il primo appuntamento è a Padova il 25 ottobre dove, nel Museo archeologico, si aprirà la prima sala dedicata alla via Annia e dove già sarà possibile - attraverso i reperti archeologici e letterari ma anche ricostruzioni multimediali - riscoprire in parte l'antica strada attraverso uno spaccato della vita civile romana che si svolgeva lungo il tracciato della via. (ANSA).

Il Corriere del Veneto - 9 ottobre 2008

La strada che portava a Est
Foto aeree, satelliti e telerilevamenti portano alla luce l'antico percorso della Via Annia da Adria ad Aquileia

(Preleva qui .pdf con immagini)

Imperatori e consoli romani l'hanno percorsa con i loro convogli d'onore. Mercanti e avventurieri diretti in Veneto, o nelle sconosciute terre dell'est Europa, ne conoscevano ogni singolo tratto: l'antica via Annia era uno dei cardini nella rete di collegamento stradale messa in piedi dall'Impero romano. Un lungo percorso quello della via Annia, che si snodava tra le città di Adria, Padova, Altino, Concordia e Aquileia. Proprio il tracciato orizzontale che univa il delta del Po ad Aquileia (circa 200 chilometri), rivive oggi — seppure virtualmente — grazie a un importante progetto di recupero e valorizzazione, promosso dalla Regione Veneto con il Comune di Padova, la Arcus Spa e le Sovrintendenze per i Beni Archeologici di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le ricerche condotte sul percorso della via Annia hanno permesso di ricostruire gran parte dell'antico tragitto, cancellato, nell'Alto Medioevo, da dissesti idrogeologici. La viabilità moderna del Veneto ripropone l'asse viario della Annia, come
I nuovi metodi
Nel primo step di lavoro, durato un anno e mezzo, le indagini hanno previsto un approfondito lavoro di raccolta dati: «Questo tipo di studi danno risposte nei tempi lunghi — sottolinea Francesca Ghedini, direttore del Dipartimento di archeologia dell'università di Padova — ma il progetto Via Annia, di enorme importanza e complessità, ha dato risultati in tempi record, investendo molto nelle nuove tecnologie: può diventare un esempio nel settore». Con l'ausilio di fotografie aeree e riprese satellitari, studi geomorfologici e con una delicata campagna di telerilevamento, si può scavare nella storia, individuando siti archeologici ormai scomparsi, e ricostruire il tortuoso percorso della via
Le scoperte
I reperti archeologici dal 25 ottobre al Museo archeologico di Padova. Stazioni multimediali in altre quattro città
Annia. Il progetto, partito nel 2005 e finanziato con un investimento di 1 milione e 800 mila euro, impegnerà fino a tutto il 2009 un team di archeologi, storici, ricercatori e tecnici. L'obiettivo è rendere fruibile «un non-luogo, quale la via Annia era diventata», spiega Fausta Bressani, responsabile della direzione Beni culturali della Regione Veneto. I cinque musei delle cinque città collegate un tempo dalla via Annia, da Adria a Aquileia, allestiranno nuove sezioni dedicate al progetto. Stazioni multimediali posizionate nei musei saranno a disposizione dei visitatori, con ricostruzioni video e pannelli informativi. Il primo appuntamento è a Padova dove, dal 25 ottobre, aprirà nella sezione romana del Museo archeologico un nuovo allestimento: reperti archeologici e una ricca raccolta di riferimenti storiografici mostreranno al pubblico la morfologia dell'antica strada, offrendo anche uno spaccato sulla vita civile romana. Un biglietto unico di ingresso ai cinque musei consentirà una fruizione più completa, unitamente a una nuova segnaletica turistica che sarà distribuita sul territorio.
Gli enigmi da risolvere
Gli studiosi, intanto, sono ancora al lavoro per provare a sciogliere uno degli enigmi centrali legati alla via Annia: la localizzazione del capolinea meridionale dell'arteria. Per alcuni ricercatori si tratta proprio da Adria, mentre altri invece ne individuano l'origine a Bologna. Se la città d'origine resta incerta, il rinvenimento dei miliari e soprattutto i ponti, la toponomastica e le riprese aeree hanno consentito una affidabile ricostruzione del percorso. E gli scavi archeologici che sono effettuati, per il momento, nella Tenuta di Ca' Tron (a tre chilometri da Altino) e ad Aquileia nell'insediamento abitativo della «Casa
Il capolinea meridionale
È ancora incerta la collocazione del capolinea meridionale.
Secondo alcuni studiosi la strada partiva da Bologna delle bestie ferite» e ancora a Concordia Sagittaria, permetteranno di sciogliere altri nodi irrisolti. Risulati «straordinari », come li definisce Angela Ruta della Sovrintendenza ai Beni archeologici del Veneto, si sono però già avuti: «Come nelle operazioni di telerilevamento svolte ad Altino, dove si scoperta l'antica città e dove sono stati identificati il Foro e il teatro». Anche sull'identificazione di chi promosse la realizzazione della via Annia, gli esperti sono divisi: storici e topografi l'hanno variamente riconosciuto in Tito Annio Lusco, console nel 153 a.C., o piuttosto in Tito Annio Rufo, pretore nel 131 a.C.: una attribuzione importante perché comporta non solo uno scarto temporale, ma anche un diverso scenario in cui inserire la storia della via Annia. Molti scenari rimangono possibili. Ma recuperare e valorizzare questa antichissima via, con nuovi strumenti tecnologici, apre prospettive interessanti non solo per il territorio analizzato e per la storia di tutti le zone toccate dall'asse viario della Annia.

Simona De Santis

La strada collegava l'impero con le terre orientali passando per Adria, Patavium, Altino e Concordia. Distrutta da dissesti idrogeologici nell'Alto Medioevo, sul suo percorso in Veneto e Friuli è stata costruita la statale triestina


La Tribuna di Treviso - 9 ottobre 2008

ARCHEOLOGIA: LA VIA CONSOLARE

Via Annia, il Passante dei Romani
La riscoperta della strada che nel II secolo a.C portò soldati, cultura e commerci

Da Adria ad Aquileia, passando per Padova, Altino e Concordia Con le scoperte si rinnovano le sale archeologiche di tre musei

ANNALISA D’APRILE

Da Aquileia ad Adria passando per Padova, Altino e Concordia: i 200 chilometri di storia della Via Annia. Dopo un anno e mezzo di lavoro sul Progetto di recupero e valorizzazione dell’antica strada romana del II secolo avanti Cristo, gli enti delle Regioni coinvolte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, e Arcus, la società finanziatrice del Mibac, fanno il punto della situazione e annunciano la partenza della seconda fase che dovrebbe concludersi entro il 2009.
Strategico per l’intero territorio attraversato dal tracciato, il recupero della Via Annia, la sua storia, lo stato del progetto e i progressi fatti fino ad ora saranno protagonisti delle nuove sale dell’età romana dei Musei Civici di Padova. Dal 25 ottobre infatti, a Padova (e a seguire nei Musei Archeologici di Adria, Altino, Concordia e Aquileia) verranno allestite delle sale con materiali attinenti alla via. Pannelli e didascalie illustreranno il tracciato, mentre una stazione multimediale presente in ogni museo permetterà ai visitatori di conoscere la storia della via mettendo in comunicazione i vari siti.
Tornando al progetto (finanziato da Arcus con un milione e 800mila euro, e sostenuto dalla Regione Veneto e dai comuni coinvolti) che dal 2005 vede coinvolto un pool di tecnici, studiosi e ricercatori, una delle scoperte fatte riguarda la documentazione dell’antica città di Altino, nucleo urbano originario da cui è partita la fondazione di Venezia. Oltre alla schedatura informatica, raccolta dati e identificazione delle tracce sepolte attraverso una campagna di riprese fotografiche in aereo, ci sono naturalmente gli scavi archeologici. Effettuati finora a Tenuta di Ca’ Tron (a tre chilometri da Altino), ad Aquileia e a Concordia Sagittaria: il risultato degli scavi è stato quello di datare con sicurezza edifici utili a ricostruire la planimetria della via. In epoca romana infatti, l’Annia è stata via di comunicazione fondamentale tra i Delta del Po e Aquileia, perché grazie ad una serie di collegamenti secondari, permetteva di arrivare più facilmente nelle località dell’entroterra. Il percorso, ricavato dai romani su precedenti piste protostoriche, oggi è rintracciabile in parte nella strada statale Triestina, nonostante agenti atmosferici e dissesti idrogeologici ne abbiano cancellato le tracce fino a far perdere la memoria di questa via. L’intento del progetto è proprio quello di rendere la Via Annia un patrimonio culturale accessibile. Mentre, per ora, è un «non luogo», riferimento storico sì, ma non identificabile visivamente. «L’archeologia dà risultati nei tempi lunghi - prova a spiegare Francesca Ghedini, direttore del dipartimento di archeologia dell’Università di Padova - Far viaggiare i turisti secondo il percorso dell’Annia, che include anche i cinque musei dei comuni coinvolti, vuol dire raccontare davvero la storia del tracciato».
Ancora molti i restauri in programma nel «Progetto Via Annia», alcuni sono stati in parte effettuati, come quello sulle tombe emerse nella necropoli preromana e romana di Via Tiepolo a Padova. In questo difficile lavoro di ricostruzione però, gli studiosi discutono ancora su quale sia il capolinea meridionale della Via, se Adria o Bologna. Forse il prossimo anno di lavori e ricerche riuscirà a stabilire quale sia stato il punto d’arrivo di quest’antica spina dorsale.