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Martedì
18 novembre
2008

 

Riprendiamoci il voto di preferenza

Udc: "I parlamentari non sono eletti ma nominati dalle segreterie"
Presentato al Consiglio Comunale un ordine del giorno per il mantenimento della possibilità di scegliere i parlamentari alle elezioni europee
  
E’ facile constatare come da ormai molti anni gli spazi della democrazia stiano progressivamente diminuendo.
Basti pensare a quel che avviene all’interno dei vari partiti dove sempre più di rado si assiste alle celebrazioni di congressi o a momenti in cui si confrontano e si scelgono le linee politiche, rimettendosi alle decisioni della maggioranza.
Ormai si vedono quasi sempre votazioni per acclamazione, o simulacri di democrazia quali manifestazioni di piazza, gazebo vari o, peggio ancora, finte elezioni primarie in cui di fatto non vi è contrapposizione di candidati e di linee politiche.

La deriva antidemocratica non riguarda, però, soltanto la vita interna ai singoli partiti ma, quel che è peggio, si è estesa alle istituzioni e, segnatamente, alla principale istituzione repubblicana qual è il Parlamento.
Con la legge elettorale attualmente in vigore per le elezioni politiche si è ben potuto constatare l’esclusione di fatto degli elettori da ogni scelta relativa a chi dovrebbe rappresentarli.
Ed invero i parlamentari sono così stati trasformati da “eletti” dal corpo elettorale in “nominati” dai capi dei partiti che, il più delle volte, si presentano come padronali in cui il leader è altresì il proprietario del partito o, quantomeno, del simbolo del partito stesso.
La cesura che si è così venuta a creare fra elettori ed eletti fa si che i singoli parlamentari non debbano più preoccuparsi delle persone del territorio che li ha eletti bensì unicamente di non contraddire il singolo o l’oligarchia che li ha nominati.

Con ciò la democrazia è “rappresentativa” solo a parole, perché i rappresentanti li decidono solo i vertici dei partiti e perciò rappresentano di fatto solo questi ultimi e non le varie articolazioni in cui si compone la società sia civile che politica.
Per chi, come noi dell’UDC, ritiene che al centro dell’azione politica debba essere la persona umana e le formazioni sociali in cui essa si esprime, a cominciare dalla formazione sociale base qual è la famiglia è ora di intraprendere un’ azione forte e decisa che ponga un argine all’ involuzione antidemocratica a cui si assiste.

Tale azione può iniziare dalla battaglia per il voto di preferenza cha da un lato deve essere mantenuto nella legge per l’elezione del Parlamento Europeo contro i tentavi di eliminarlo da parte di tutti quelli che considerano la selezione rappresentanza parlamentare, e più in generale della classe dirigente, come compito che non spetta al popolo e dall’ altra deve essere reintrodotto nella legge elettorale per le lezioni politiche.

Ridando la possibilità di scelta dei propri rappresentanti agli elettori, oltre a restituire dignità ai membri del Parlamento investiti dal consenso popolare, manteniamo la nostra democrazia saldamente ancorata alle espressioni del nostro territorio e della nostra società.
Riprendiamoci questo diritto!

SEGRETERIA UDC
                                    SEZIONE DI RONCADE


   
ORDINE DEL GIORNO
protocollato il 3 novembre 2008

PREMESSO:

che l’art. 1 comma 2 della costituzione italiana recita che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”;
che la democrazia rappresentativa è fondata sullo stretto e necessario rapporto fra eletto ed elettore;

che l’art. 49 della costituzione recita che” Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”;

che fra i principi statutari del nostro (comune/provincia/regione) vi è quello della promozione alla partecipazione alla vita democratica del paese e quindi di favorire con ogni utile iniziativa l’espressione democratica dei cittadini;



ATTESO:

che già in occasione delle elezioni politiche i cittadini sono privati della possibilità di scegliere i loro parlamentari e tale scelta è affidata esclusivamente ai leader di partito che hanno il potere di compilare le liste e determinano anche l’elezione dei parlamentari;

che nell’ambito di una riflessione sul ruolo dei partiti e la loro forma democratica, l’esclusione del voto di preferenza rischia di alimentare una deriva leaderistica estranea alla tradizione popolare;

che è all’ordine del giorno dei lavori parlamentari una proposta di revisione della legge elettorale per le elezioni europee che escluderebbe la possibilità per i cittadini di scegliere i propri eletti, eliminando del tutto le preferenze;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI RONCADE

chiede il mantenimento della possibilità per i cittadini alle elezioni europee di scegliere i parlamentari, anche riducendo ad una sola le preferenze, e chiedendo altresì di introdurre la preferenza nell’attuale legge elettorale per il Parlamento italiano e dà mandato al Presidente dell’Assemblea consiliare di inviare ai Presidenti della Camera dei Deputati e Senato della Repubblica e delle commissioni parlamentari competenti, la deliberazione in oggetto.

  

     
   
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