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Sabato
28 giugno
2008

 

No al Cpt a Ca' Tron, si attivi il Consiglio

Inc: "Dire un no forte all'apertura di una simile struttura"
Da un ministro leghista ci si aspettava qualcosa di diverso. Non si possono distogliere già scarse forze di polizia per sorvegliare questi siti
  
NO AI CPT
Il Consiglio Comunale si attivi


In merito al dibattito che si è venuto a creare sulla visita da parte degli Ispettori del Ministero dell’Interno a Ca’ Tron, mi permetto di intervenire per sostenere il NO alla possibile apertura di un CPT nel Comune di Roncade.

Il Ministro Maroni, leghista, sta’ adottando in modo massiccio una Legge del 1998 chiamata Turco/Napolitano prevedendo di aprire un po’ in tutta Italia dei nuovi CPT visto che quelli già esistenti al sud non risultano essere sufficienti per contenere l’ondata migratoria di persone che, disperate, affrontano il cosiddetto viaggio della speranza.

Il NO forte alla possibile creazione di un CPT a Ca’ Tron , oltre alle motivazioni già elencate sia dal Sindaco Rubinato sia dal Polo per Roncade legate ella risorsa paesaggistica / turistica del territorio di Ca’ Tron, è legato al fatto che non trovo che l’apertura di nuovi CPT sia la soluzione migliore da adottare per risolvere il problema.

L’Italia, è vero, paga un prezzo salato per il suo essere “porto” in mezzo al Mediterraneo, ma mi aspettavo dal nuovo Governo una misura nuova, più efficace e perché no più “dura” … e invece siamo in presenza dell’ennesima “farsa” creata per tamponare il problema …tanto l’Italia vive di tamponi.

Perché dobbiamo sostenere nuovi costi per adibire siti dismessi da parte del Ministero della Difesa a nuovi CPT? Senza contare che ci sarebbero ulteriori costi da sostenere per i trasferimenti da sud a nord, personale per la gestione dei nuovi centri, forze dell’ordine impiegate per la sorveglianza … ovviamente in primis ci sono i costi legati al pattugliamento delle nostre acque territoriali da parte della Marina / Capitaneria di Porto.

Credo che l’Italia in questo ultimo decennio abbia sostenuto, più di altri partner europei, un costo molto alto legato alla voce immigrazione … da un punto di vista economico in primis, ma non di meno peso è la sensazione di insicurezza che si è venuta a creare tra la gente che sicuramente non facilita a vivere una vita serena, ma soprattutto non facilita la tanto sbandierata integrazione.

Non si crea integrazione creando i CPT … anzi così facendo matureranno ancora di più sentimenti di razzismo, di sofferenza … non si attua una vera e propria politica sull’immigrazione aprendo nuovi CPT. Va ricordato che per creare nuovi centri di accoglienza verranno sottratte risorse alle politiche interne del Paese oggi come non mai più che necessarie, visto i tagli già previsti … e sia inteso, nel momento in cui si decide l’apertura di questi CPT, devono essere assolutamente garantiti i diritti della persona, ed inoltre devono essere permesse visite ispettive non solo da parte di Onorevoli / Senatori … è troppo comodo aprire questi centri e poi far vivere in condizioni indecenti chi ci viene rinchiuso.

Sì, va bene, aumentiamo il tempo di permanenze in questi CPT per permettere la identificazione, ma poi una volta che queste persone escono con in mano un decreto di espulsione, cosa succede? Se ne ritornano a casa loro? E se non vengono riconosciuti e decorre il termine di “detenzione” … che succede?

Non voglio con questo dire che i CPT non servono a nulla oppure che sono incostituzionali … dico solo che l’Italia dovrebbe imporre all’Europa una politica comune sull’immigrazione ma soprattutto chiedere un aiuto concreto dagli altri stati membri dell’Unione confinanti con l’Italia evitando di accollarsi da sola un problema che sta’ diventando sempre più ingestibile.

Mi viene spontaneo dire che da un Ministro Leghista mi sarei aspettato qualcosa di diverso rispetto alla decisione di dislocare nuovi CPT nei nostri bei paesini di campagna. A tal proposito aggiungo che sarebbe meglio individuare zone dove le forze dell’ordine sono più massicciamente presenti piuttosto che vedere uomini, in forza per tutelare la sicurezza pubblica, sottratti dal loro compito e dislocati in qua e in là per sorvegliare questi centri.

Concludo dicendo che per nostra fortuna la soluzione Ca’ Tron non è definitiva e a tal proposito chiedo alle forze politiche - Consiglio Comunale - di adoperarsi affinché venga del tutto tolta dall’elenco dei possibili siti facendo sottoscrivere, se dovesse servire, una petizione da parte della cittadinanza roncadese.

Lista civica "Il Nostro Centro"
www.ilnostrocentro.com

20 giugno 2008