TITY.jpg (7413 byte)
   

La pentola

già bolle

   
CIVICA.jpg (14755 byte)
         
Pezzato: Getto, la finiamo con queste metafore calcisitche?
Nomi non ne faccio, la suspence non guasta

 

25 settembre 2007

Caro Paolo, possibile che in Italia non si possano esprimere concetti senza usare metafore calcistiche?
Forse alla base di questa pessima abitudine c’è la smania di dividersi in avverse tifoserie, perché mi pare sia proprio questo il tentativo.

In un paese libero come il nostro si professa, chiunque può discutere di temi politici, chiunque può decidere di candidarsi e poi non farlo, o viceversa. Invece percepisco un certo astio, una repulsione che non capisco, quando si dovrebbe discutere di temi comuni.
Non mi piacciono le prospettive che l’attuale amministrazione ha messo in campo per il futuro del Comune in cui vivo, cerco di capirne le ragioni, me ne faccio un’opinione personale e la metto a disposizione. Questo suscita reazioni di orientamenti opposti, com’è giusto che sia, ma io rimango libero di fare come credo. E se ciò porta disturbo nei precari equilibri politici, sinceramente non me ne curo.
Escogitare modi per farmi sembrare l’”antipatico del paese” non è carino, anche se capisco siano molto più simpatici quelli che tacciono sempre. Mi conforta il fatto che tutti stiano aspettando che io faccia dei nomi, significa che mi è conferita una certa autorevolezza, altrimenti non si spiegherebbe il perché di tanta trepida attesa. Ringrazio di questa attenzione non cercata, ma mi chiedo: di solito le cose innocue non vengono ignorate?

Nomi, naturalmente, non ne farò, non è nel mio stile, non lo ritengo utile ed ho già abbondantemente spiegato i motivi.
Una immagine mi ha colpito tra le righe che hai scritto <<accompagnare l’avversario alla bandierina per poi soffiargli la palla>>. Devo dire che poche altre volte mi sono imbattuto in una descrizione tanto sintetica e tanto cristallina di tutto ciò che non funziona nel sistema politico italiano. Non si fa per costruire assieme, si gioca sempre e comunque contro un avversario a cui bisogna soffiare la palla, palla da leggere come possibilità di governare. In questo senso mi riallaccio a quanto detto all’inizio, alla volontà cioè di dividersi in fazioni contrapposte. Mi sfugge a chi vadano i benefici di un simile atteggiamento, sicuramente non al cittadino.

Il fatto vero rimane che in questo Comune c’è molta gente che pensa ad un modo per non cadere nella rete di un modello di sviluppo obsoleto, che provocherà –come effetto secondario- la distruzione del territorio. Non c’è altro da dire. Ogni azione (legale) sarà legittima per evitare che ciò accada, dai comitati alle liste civiche, dalle candidature alle manifestazioni, qualsiasi ipotesi è percorribile e non si vede il perché se ne dovrebbero scartare alcune a priori.
Il pentolone bolle, e chissà quale minestra salterà fuori alla fine. Un po’ di suspence non guasta.
Saluti

Lorenzo Pezzato