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Partito dei

talentuosi

   
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Pezzato: scordiamoci il passato, mettiamo insieme chi ci sa fare senza tare ideologiche.
Vorrei discuterne con il sindaco

 

3 settembre 2007

Le liste di proscrizione sono state abbandonate come sistema parecchio tempo addietro, forse perché non parevano cosa buona.

In una democrazia, chi decide o indica i rappresentanti politici inutili, incapaci (anche se volenterosi) e da sostituire, sono i cittadini nel segreto dell’urna. Non ci sono alternative.
A nessuno è concesso puntare l’indice. Giustamente. E Roncade non fa eccezione.
E poi quel che è fatto è fatto, perché stare a perdere tempo nello studio delle inefficienze –sempre ammesso vi siano state- del passato? Non è meglio andare oltre e cercare di capire cosa si vuole dal futuro? Chi cammina dando le spalle alla direzione di marcia per tenere gli occhi puntati sulla strada che ha percorso, prima o poi inevitabilmente incespica e cade. E la caduta può essere rovinosa.
Chi abita in questo comune deve solo chiedersi come vorrà essere e vivere domani. Rispondendo alla domanda automaticamente si scrive un proprio programma politico, e lo si può confrontare con quelli proposti da altri, quindi decidere per il voto. All’apparenza semplice. Poi intervengono mille altre variabili.
Per quanto mi riguarda non ho pregiudizio, non conosco i retroscena e le retrospettive politiche locali, non so chi è figlio, cugino o parente di chi, cosa ha fatto o da che ambito culturale provenga, e neanche mi applico per saperlo. Mi limito ad incontrare la gente, dagli assessori agli impiegati dell’ufficio postale, e a farmene un’opinione personalissima. Credo che questo processo si chiami vita di relazione e che ognuno di noi ne sia soggetto, altrimenti incontrandoci -invece di stringerci la mano- dovremmo esibire le tessere di partito.

È di questi giorni la fibrillazione per la formazione del Partito Democratico e per la registrazione del nome e del logo del Partito delle Libertà, con tutte le ricadute a cascata che il fatto avrà fin nelle più piccole stanzette degli ultimi assessori del comune più piccolo d’Italia. C’è chi ne gioisce e che se ne preoccupa perché una così netta distinzione finirà per spaccare in due il paese, o di qua o di là.
Sarebbe invece bello che almeno a livello locale ciò non accadesse, che si potesse ragionare senza creare fazioni contrapposte pronte a darsi battaglia ideologica. La battaglia ideologica imperverserà a sufficienza già tra le correnti che si troveranno strette nelle due nuove formazioni, e il meteo prevede “stanca” di vento d’innovazione, l’unico che possa far ripartire questo vascello arenato chiamato Paese.
E’ arcinoto che i talentuosi sono pericolosissimi, chi riesce mette in luce chi professava di riuscire rimanendo coperto da una media bassa, esattamente come una macchina che fora quattromila bottoni al secondo ne fa apparire obsoleta una che ne fora ottocento. Un parallelo sgraziato, ma penso efficace, anche se qui non si fa un discorso di quantità, bensì di qualità.

Raduniamo i talentuosi e proponiamoli alla cittadinanza, poi –ripeto- solo il voto dei cittadini stessi dirà se il lavoro è stato fatto bene.
Sappiamo tutti che i nostri figli avranno –ad esempio- per l’ambiente un’attenzione molto maggiore rispetto alla nostra, perché saranno cresciuti immersi in un contesto dove questo valore viene veicolato continuamente. Di conseguenza sappiamo tutti che tra 20 anni il miglior assessore (o Ministro) all’ambiente sarà uno di quei ragazzi, non un sessantenne, e non si tratta di un generico “largo ai giovani” perché spesso qualche anno in più significa anche esperienza e lungimiranza in più, si tratta invece di comprendere che le dinamiche sociali, economiche e politiche cambiano, e di conseguenza devono cambiare i punti di vista con cui ad esse si guarda.
Spero che, dopo aver preso la decisione riguardo la segreteria regionale del PD, il Sindaco trovi un momento per convocarmi e discutere della questione.

Saluti

Lorenzo Pezzato