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Comune tra

blog e tabù

   
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Gli amministratori di Roncade sembrano reftattari al web e ad un confronto diretto in rete con i cittadini.
Perchè non trasformare il sito istituzionale da fredda bacheca a blog aperto e vitale?
  

 

7 novembre 2007

Quello che su Roncade.it è successo negli ultimi mesi a livello di discussioni sulla politica e sulle tematiche di grande interesse per i cittadini del comune dimostra una volta di più quanto la rete possa essere strumento di incontro e confronto.

Non sono molte le amministrazioni che si dotano di un mezzo di comunicazione con la cittadinanza aperto e biunivoco, spesso i siti istituzionali altro non sono che vetrine in cui si espongono fatti e notizie selezionati come più piace e senza possibilità di contraddittorio. È vero che anche su Roncade.it non è possibile postare direttamente i propri interventi, ma questo è frutto di una precisa scelta del Direttore che in quanto tale non è discutibile e comunque –almeno per la mia esperienza personale- i contributi inviati vengono pubblicati tutti ed integralmente. Si potrebbe aprire una discussione sui tempi con cui ciò viene fatto (uscita e permanenza in vista degli articoli) e sulla titolazione, ma pretendere che un mezzo di informazione non sia soggetto al criterio di selezione di chi lo amministra e produce sarebbe una ingenuità infantile imperdonabile per un adulto.

Sono distanti dalla realtà coloro i quali ritengono che le informazioni e i confronti contenuti su Roncade.it abbiano effetti limitati alla sfera di quei quattro sfaticati cui avanza anche il tempo di frequentare un sito, forse le firme in calce agli articoli sono sempre le stesse ma gli occhi di chi legge sono molti di più, e i cervelli collegati a quegli occhi portano poi le discussioni nella piazza reale, in mezzo a cittadini in carne ed ossa. E non sveliamo un segreto dicendo che anche gli amministratori comunali frequentano con assiduità il sito per farsi un’immagine di quello che serpeggia tra gli elettori.

Ci si domanda perché l’Amministrazione non possa mettere in linea uno strumento simile, più istituzionale se vogliamo, magari un blog dove chiunque –registrandosi- possa rendere pubbliche le proprie idee autonomamente. Sarebbe bello che consiglieri, assessori e Sindaco partecipassero e dibattessero i temi più sentiti assieme alla popolazione. Recentemente il Comune ha aperto un proprio punto di visibilità in via Roma dove tutti noi passiamo probabilmente più volte al giorno, perché non mettere in vetrina uno schermo collegato al blog che si aggiorni automaticamente ad ogni nuovo messaggio inserito?

Oggi il sito del comune è la versione virtuale del giornalino che molti criticano, nulla di più, una bacheca non interattiva e poco flessibile.
Primarie per eleggere i Segretari di partito o i candidati alla Presidenza del Consiglio, referendum tra i lavoratori per gli accordi con il Governo, obbligatorietà della pubblicazione del bilancio sociale, tutto si muove (anche se lentamente) nella direzione della partecipazione diretta e della massima informazione al cittadino, anche perché è il cittadino stesso a richiederle. Certo che non avendo tutto il territorio coperto dalla linea adsl un blog comunale forse nascerebbe zoppo.

Lorenzo Pezzato


7 novembre 2007

Roncade.it compie in questi giorni otto anni.
Nel novembre del 1999, quando fu registrato il dominio, l'Adsl non esisteva, i collegamenti ad internet avvenivano con modem analogici a 56kB (se andava bene) ed i visitatori medi erano dai 20 ai 25 al giorno.
Oggi il sito ha quasi 1.300 pagine che "raccontano" la Roncade di questo arco di tempo, gli accessi unici sono intorno ai 260 al giorno, che scendono a 170/180 nel fine settimana (a conferma che gli ingressi non avvengono solo dai posti di lavoro e che quindi le connessioni ad internet sono ormai molto diffuse anche nelle case private), le pagine lette tra le 1.500 e le 2.000 ed il dato, se consideriamo che a Roncade si vendono intorno ai 500 quotidiani al giorno, in effetti non è trascurabile.

Devo delle spiegazioni alle osservazioni di Lorenzo Pezzato.
La scelta di non rendere automaticamente pubblici i contributi dei lettori è dovuta al fatto che il mio progetto è quello di un giornale e non di un blog (categoria, quest'ultima, del resto nata da pochi anni).
Intendo dire che faccio di mestiere il giornalista e questo significa mediare tra la fonte delle notizie ed il lettore finale. Il senso del mio lavoro, su questo sito, è giustificato solo se gli input che ricevo mi servono anche a capire e a riflettere, e se ad essi riesco a dare un ordine ed una possibile connessione. Magari a provocarli, anche, o usarli per fare di tanto in tanto un sondaggio.
I vostri interventi, è vero, sono sempre riportati integralmente e non c'è mai stata una virgola di censura nei confronti di alcuno. Però mi piace scandirli un po' nel tempo, metterci un titolo, cercare un'immagine, scegliere per quanti giorni mantenerli "in alto" nei richiami nella home page e gestire il sistema di link reciproci che li legano - almeno, secondo la mia visione - e che rendono più facile al lettore capire i rapporti fra essi. Chi dice cosa, chi risponde a chi. Quindi, per quanto secondario rispetto al contenuto, un intervento critico da parte mia c'è.
Sono grato a tutti voi che scrivete perchè è una bellissima avventura nella società roncadese - ma non solo - quella che mi state aiutando a compiere.
Soprattutto, comunque, voglio sia chiaro per tutti che sono io - e io soltanto - a rispondere in prima persona per tutto ciò che su questo spazio viene pubblicato (e magari non gradito).

Altra cosa sarebbe il blog. Una cascata di contributi che escono in automatico, in ordine rigorosamente cronologico e senza limiti di spazio, a mio giudizio creerebbe solo una somma anarchica di riflessioni. Magari ugualmente interessante ma priva di direzione. Mucchi di cose preziose che però, se non le classifichi e se non le semplifichi, è come non averle.
Io non servirei a nulla, alla pubblicazione ci penserebbe un software.

Sulla refrattarietà di questa amministrazione comunale ad un utilizzo proficuo e moderno del web ci sarebbe molto da dire. Sulla sufficienza con cui per molti anni dal municipio si è guardato allo strumento internet, sprecando tempo ed ignorando il suo straordinario potenziale comunicativo, si potrebbe parlare una settimana.
Ma non è un problema mio e dunque lasciamo stare.
Basta dire che della gran parte dei consiglieri comunali i cittadini roncadesi ignorano l'indirizzo e.mail e che fra i membri dell'assemblea probabilmente c'è ancora qualcuno che non sa cosa sia.
Siamo nel 2007 e con questo, credo, già si è detto abbastanza per valutare il grado di "sincronia culturale" di questa classe politica con la società che dovrebbe amministrare.

Gianni Favero