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Outlet per

noi inutile

   
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Una decisione presa sopra le teste della gente.
Dobbiamo impedire altre operazioni di questo genere
  

 

17 marzo 2007

Si dice che la gente dimentichi in fretta.
Allora per sfatare la diceria, è necessario ogni tanto rinfrescare la memoria anche su fatti assodati, su questioni che si ritengono generalmente concluse, su vicende date per scontate.

L’outlet di Roncade è il caso tipico.
Visitando il sito www.roncadeoutlet.it è possibile vedere come alcuni riescano a tramutare uno scempio in un’abbagliante progetto dal gusto assolutamente moderno, accattivante, presentato in modo contemporaneo e ben impaginato.
Ormai diamo per scontato che si realizzerà, e non vale più neanche la pena di indagare di chi siano le responsabilità o quali siano state le concause che lo hanno reso possibile. L’importante è non dimenticare, per agire diversamente la prossima volta.

Quello che dà fastidio è leggere nei riquadri esplicativi con quanta sfrontatezza si riescano a fare accostamenti incongruenti, affiancando "la storica città di Roncade" con "molto favorevoli le stime relative al bacino d’utenza che si estende a tutto il nordest della penisola: 6 milioni gli utenti che potranno raggiungere la Gallery (l’outlet) in 90 minuti, senza trascurare i turisti, stimati in circa 7,2 milioni l’anno, attratti dalle città d’arte Venezia e Treviso..".
Che bellezza, "95.000 metri quadrati…ottanta firme si alterneranno con un merchandising mix equilibrato, in una galleria dallo stile architettonico in linea con le più attuali tendenze europee".
Nelle foto spiccano belle donne, belle macchine (sono previsti 1200 posti auto), gente felice in bicicletta, il progresso che arriva al galoppo per portare sviluppo.

Peccato che agli abitanti la cosa non interessi affatto. Peccato se ne potesse davvero fare a meno.
Si dice anche che per sostituire la vecchia classe dirigente radicata sul proprio potere non servano azioni di piazza o rivoluzioni, ma che basti agire direttamente sulle radici, per far morire tutta la pianta senza doversi spingere fino al vertice, troppo spesso inarrivabile.
Per i cittadini riprendere possesso dei Comuni significa automaticamente interrompere il flusso linfatico che sostiene i cosiddetti decisori, al loro posto dalla Costituente o da poco più tardi.

Essere attivi per impedire altre operazioni del genere è l’atteggiamento che dovremmo tenere tutti, dal Primo cittadino all’ultimo arrivato, come il sottoscritto.

Lorenzo Pezzato