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Pat contro

l'ambiente

   
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Impostazione sbagliata, si privilegiano i trasporti e non la difesa della natura.
Capovolgiamo: si pedonalizzi tutto il centro storico
  

 

30 gennaio 2007

Abbiamo ricevuto nelle nostre case una brochure informativa sul P.A.T. (Piano di Assetto del Territorio), in sostanza “lo strumento di pianificazione che delinea le scelte strategiche di assetto per lo sviluppo ed il governo del territorio comunale”. Il piano viene redatto sulla base di previsioni decennali.
Abbiamo quindi ricevuto informazioni sulle azioni con le quali si intende orientare il futuro di Roncade per il prossimo decennio. Non poco. Se vado in banca e voglio investire i miei capitali per i dieci anni a venire, è normale che chieda garanzie sul loro utilizzo e sulla loro rendita, perciò è allo stesso modo normale che un cittadino richieda altrettanto all’amministratore che si accinge a stendere un P.A.T..

Le garanzie che si richiedono, nello specifico, non sono poi così articolate o complesse. Si chiede che tra dieci anni Roncade sia un luogo ancora migliore in cui vivere, più a misura d’uomo, più integrato con la Natura, più sano, più frequentato da turisti che da autotreni e –perché no- più florido economicamente.
Leggendo il volantino invece si ha l’impressione che non sarà così.
Le garanzie appena citate si trovano contenute –guarda caso- negli ultimi punti, e già questo può dare la misura della scaletta mentale delle priorità, gli spazi di punta sono invece lasciati per disegnare uno scenario fatto di caselli autostradali, tangenziali che devasterebbero l’ambiente, logistica (camion e capannoni di stoccaggio) ed edilizia residenziale in serie (P.i.r.u.e.a. compresi). Rimane qualche paragrafo per accennare all’agricoltura di qualità (difficile, a ridosso di tangenziali ed autostrade), la difesa del suolo e la tutela delle risorse naturalistiche.

Azzeccato invece il punto 10 “Individuazione e salvaguardia degli elementi significativi del paesaggio”, perché andando avanti di questo passo sarà possibile effettivamente individuare solo alcuni elementi del paesaggio: quei pochi che saranno rimasti.
È chiaro che tutti comprendono perfettamente che non sia sufficiente schioccare le dita perché un Sindaco ed una Giunta abbiano le possibilità concrete di realizzare le richieste dei cittadini, ci sono di mezzo gli strumenti di pianificazione di livello sovraordinato, la Regione, la Provincia e i Ministeri, ci sono in Comune interessi contrapposti da rappresentare e da far collimare, ci sono le pressioni dei partiti ed un’infinità di altre variabili contingenti. Ma cercando di trovare un equilibrio tra i diversi interessi non si fa altro che assecondare la media piattezza, ed è sicuramente preferibile un’idea forte e contrastata ad un atteggiamento accomodante, soprattutto quando si tratta di pianificare il futuro.

Serviva almeno un segnale, sarebbe bastato ad esempio invertire l’ordine degli addendi nella sommatoria del P.A.T. e far psicologicamente intendere ci fosse forte volontà di convergere sui temi più sentiti dalla cittadinanza. È vero che il traffico di attraversamento in centro si è fatto insostenibile, ma bisogna fermarsi un attimo a riflettere e capire che il fenomeno è frutto di una scelta assolutamente poco lungimirante fatta indietro nel tempo, in un ipotetico P.A.T. del passato. Oggi non possiamo affrontare lo stesso problema costruendo una tangenziale, altrimenti domani ci troveremo a discutere su come poterla decongestionare, e la soluzione sarà costruirne una più grande. Pedonalizziamo tutta l’area attorno alla Piazza e al Castello, troviamo il modo di rendere estremamente faticoso poter transitare in quella zona con l’auto, aboliamo i parcheggi, inventiamo sistemi per scoraggiare il passaggio, senza favorire l’utilizzo della macchina aprendo nuove strade.

È questa la filosofia di fondo che manca nel volantino che è arrivato nelle nostre case, il dettaglio che dà la dimensione dell’opera, e speriamo ci sia modo di ripensare e rivoluzionare durante gli incontri dei tavoli tecnici.

Lorenzo Pezzato

Ndr: Quell' "abbiamo ricevuto nelle nostre case" iniziale è un'espressione ottimistica. C'è chi, come Roncade.it, non ha ricevuto proprio nulla...