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Congelare

il Pases

   
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Il consiglio comunale boicotta il piano di sviluppo messo in agenda dal sindaco.
Solo in tre hanno contribuito con le loro idee.
Urge una riflessione
  

 

29 gennaio 2007

APPUNTI PER LA CONFERENZA "PROGETTIAMO IL NOSTRO FUTURO"
DEL 3 FEBBRAIO 2007

Il Piano di Azione per lo Sviluppo Economico Sostenibile di Roncade, che abbiamo chiamato "Pases", è uno tra i momenti politici più alti nella storia di questo comune.

Ma se la politica cittadina - cioè il consiglio comunale - a quanto pare non lo sente come proprio, è cosa indispensabile congelare il progetto ed avviare una seria riflessione su ciò che sta a monte.

L'inerzia intellettuale di questa assemblea è un tema che su questo sito abbiamo toccato più volte, a vari livelli di profondità. Ribadiamo il fatto che i consiglieri comunali - cioè la crema della classe dirigente di questa comunità - non possono limitarsi a concepire se stessi come una flotta con il mandato di sostenere a colpi di voti (o contrastare, se di opposizione) il percorso amministrativo scritto nel programma del sindaco.

Quest'inerzia esiste, non è solo un'impressione, perchè ora ne abbiamo la conferma. Solo tre consiglieri - Paolo Gatto (peraltro dimissionario), Giorgio Libanore e Luciano Smaniotto, ci viene riferito - hanno affrontato il questionario predisposto per raccogliere le idee sul Pases.
Solo in tre hanno offerto il loro contributo per cercare di focalizzare un progetto per lo sviluppo di questo paese.
Nessun assessore, nessun membro di minoranza (anche se questo è più concepibile, benchè sia ovvio che sulla stessa barca ci stiamo tutti e che anche l'opposizione ha perso un'occasione).

Riassumiamo. La popolazione ha raccolto l'invito a collaborare, decine di questionari compilati sono arrivati ai tecnici che stanno lavorando attorno al piano e che stanno predisponendo i "tavoli di concertazione".
Ma consiglio comunale, l'organo democraticamente da noi designato e con il compito di rappresentare l'intera comunità, è rimasto indifferente, a meno di quei tre di cui si è detto.

Qualcosa non funziona. Qualcosa di sostanziale non funziona. Andare avanti così è un errore.

Delle due l'una:
o i consiglieri di maggioranza (assessori compresi) non credono al Pases - che, lo ripetiamo, è il punto più alto di elaborazione politica proposto e chiesto dal sindaco - oppure non si sentono all'altezza dell'impegno.

Perciò, rispettivamente:
o i consiglieri di maggioranza presentano una mozione di sfiducia al sindaco o si dimettono per lasciare spazio a chi ha buona volontà e capacità di impegno superiori alle loro.

Per questioni molto più dozzinali, ad esempio, di recente si è sciolto il consiglio comunale di Silea. Questo per dire che non c'è da vergognarsi se per urgenza di onestà si riconosce l'opportunità di rimettersi ai cittadini. Far finta di nulla significa introdurre un vulnus pesante, una stortura difficilmente sanabile, oltre a creare un precedente pericolosissimo.

Perchè se il Pases si fa solo con i contributi di tecnici, consulenti e cittadini - più o meno volontari e più o meno cooptati dagli stessi tecnici e consulenti - significa sostituire l'assemblea, nello svolgimento di un cruciale momento politico che ipotecherà il futuro di Roncade, con dei non eletti, quindi con dei "non responsabili".
Equivale, se ci si consente l'espressione, ad una scelta di carattere eversivo, una specie di "colpo di palazzo". Riteniamo che questo non sia ammissibile.

I signori consiglieri comunali si rendano conto che non è più il tempo di sedere in aula come fosse una riunione del Club delle Giovani Marmotte. Che rifare un marciapiede potrà anche non essere di destra o di sinistra, ma stilare un piano che plasma lo sviluppo della città per decenni, al contrario, lo è. Perchè architettare il domani è un'operazione strettamente legata alla concezione che si ha della società che si vorrebbe. Cioè ad una concezione politica.
I signori consiglieri comunali facciano dunque ciò per cui sono stati eletti: facciano politica.

Sennò siano onesti: molto onorevolmente si facciano da parte perchè molto disonorevolmente resterebbero ad occupare la loro sedia.

Sindaco, congeli per ora il Pases.
Si convochi un consiglio comunale straordinario che permetta a tutti di capire chiaramente se i consiglieri ci stanno o non ci stanno e cosa pensano ufficialmente di Lei e del suo modo di lavorare, al di là di quello che vanno dicendo nei bar.
Avere "senso di responsabilità" non sempre significa far meno chiasso possibile nell'illusione di evitare il deterioramento del quadro.

Riavvolga il nastro, sindaco, e non confonda questo invito per "sfascismo". Del resto da parte nostra crediamo di aver dimostrato, pubblicando le nostre cinque tesi, di aver preso seriamente in considerazione il Pases.
Semplicemente noi crediamo che ora come ora, in queste condizioni, non si possa progettare per Roncade un futuro privo di tare genetiche.

Roncade.it