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I notai nei

Tombotti

   
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Se l'Outlet è inevitabile almeno che si compiano scelte intelligenti a vantaggio del paese.
I consiglieri si assumano le loro responsabilità e non mettano dei visti passivi su scelte altrui.
Mascìa: ma lo spaccio non porterà vantaggi nè diretti nè indiretti...
Zerbinati: condivido
  

 

12 aprile 2007

Gli Outlet, ormai, non si può dire che siano una novità. Semmai, sono una presenza che va sempre più espandendosi sul territorio consentendo acquisti di merce di marca a prezzi fortemente ribassati.

Sorgerà a Roncade, in provincia di Treviso, il primo Factory Outlet del Veneto.

Questo si leggeva in alcuni articoli apparsi qualche giorno fa sui giornali in seguito alla presentazione del “Roncade Outlet Gallery” organizzata a Venezia dalla ditta Lefim. Un progetto ambizioso che potrebbe essere per Roncade una importante occasione di visibilità.

Certo i numeri si fanno sentire:

-    superficie di vendita 25.000 mq
-    superficie lorda di vendita 17.000 mq
-    format medio per punto di vendita 180 mq
-    punti di ristorazione 8
-    superficie parcheggio auto 39.000 mq
-    posti auto 1.400
-    negozi previsti 80
-    investimento della ditta costruttrice pari ad € 90.000.000
-    100 mila persone potranno raggiungere l’outlet in 30 minuti
-    3 milioni e 200 mila in un’ora
-    6 milioni e 300 mila nell’arco di 90 minuti senza contare i numerosi turisti che ogni anno animano le nostre ridenti città artistiche, balneari, di montagna

Senza contare che verrà costruito anche un Hotel capace di contenere 110 camere e 3 sale congressi per complessive 120 persone permettendo così l’afflusso di turisti.

Sicuramente si tratta di una operazione urbanistica complessa, di forte impatto ma che se studiata a tavolino potrebbe rappresentare per la Città di Roncade un bel trampolino di lancio per svariate attività, ricorsi al TAR permettendo.

Non dimentichiamo un particolare importante: se non sarà Roncade ad aprire questo tipo di struttura potrà farlo Noventa di Piave che se non erro dista solo 16 km dalla nostra Città. Quindi occorre capire se vogliamo fare gli struzzi e poi veder crescere zone distanti da noi poche decine di chilometri.

La nascita di multisale e di centri commerciali è un fenomeno nazionale. Di fronte a ciò il commercio del centro storico deve innovarsi, per sopravvivere. Innovare le strutture, specializzare le proprie merci, cambiare i propri orari, darsi una politica dei prezzi più ragionevoli.

Occorre che anche l’Amministrazione Pubblica, il Comune, dalla sua si attivi per rilanciare l’immagine della Città. Deve iniziare a lavorare per far conoscere le proprie ricchezze consapevole che ciò che attrae i visitatori sono principalmente le iniziative che animano spazi storici. Non banalità, però, come purtroppo ce ne sono perché l’offerta è vasta … ogni Comune guarda al proprio orticello … serve puntare sulla qualità delle proposte e delle strategie attrattive. Serve che girino attorno alla stanza dei bottoni persone vitali, amanti del proprio territorio, pronte a spendersi in prima persona con nuove e fresche idee.

L’outlet può essere un’opportunità: posti di lavoro, gente che da Padova, Vicenza, prende e viene a Roncade … perchè non pensare a degli spot a tema dove mettere in risalto le peculiarità di Roncade? Perché non pensare di creare un museo dell’auto d’epoca intitolato a Menon? Ho visitato quello di Tazio Nuvolari a Mantova e vi posso garantire che merita davvero, senza parlare del mondo che gira attorno alle auto d’epoca. Insomma creare un circolo di iniziative (ce ne sarebbero tante, basta avere la voglia) da rendere Roncade attrattiva non solo per lo shopping di lusso ma anche per la sua storia, le sue qualità paesaggistiche. In fin dei conti stiamo parlando di un Comune che nel solo anno 2005 ha avuto entrate per € 13.252.000.

Il Comune deve spendersi per portare a casa il più possibile per il proprio territorio non limitandosi a ricevere in cambio una pista ciclabile. Deve essere interlocutore tra la proprietà privata e le associazioni di categoria affinché “Roncade Outlet Gallery” non sia solo una vetrina per le griffe ma anche per l’intera area e quindi a beneficio di chi per una vita ha contribuito allo sviluppo del Comune di Roncade.

Il Comune, nella persona del Sindaco, deve tornare ad essere protagonista del futuro di Roncade … non lasci Sig. Sindaco il Comune in mano ai tecnici perché c’è bisogno di scelte politiche forti, decise, e veloci e non coinvolgimenti su coinvolgimenti della popolazione perché per inciso i consiglieri comunali sono stati eletti e se sono stati eletti rappresentano la collettività e solo per essere precisi non si deve dimenticare che l’attuale maggioranza è tale solo per 19 voti di scarto. Cercate la concertazione e il mio personale auspicio di cittadino è che il Consiglio Comunale smetta la sua funzione di notaio e diventi parte attiva dello sviluppo dell’intera area di Roncade.

Christian Guerra


12 aprile 2007

Interessanti i pensieri del Sig.Guerra: condivido alcune considerazioni sulla necessità di metter in risalto le peculiarità del nostro territorio e le perle di storia che han visto dei Roncadesi protagonisti dell'innovazione industriale. Dissento tuttavia sulla valutazione in merito all'insediamento commerciale dell'Area ex Fusana - TV Mare.

L'Outlet, o qualsiasi altro insediamento di Grande Distribuzione in quell'area, a Roncade non porterà -a mio avviso- nessun vantaggio nè diretto (posti di lavoro, tasse, spese) nè indotto (turismo) alla Città o ai cittadini...riuscirà solo a far definitivamente morire tutte le botteghe di centro e frazioni. E dopo di ciò probabilmente manifesterà tutte le criticità e i problemi di "ossigeno" che stanno verificandosi per i vari Centri commerciali della provincia e vicinanze -troppi in troppo poco spazio con un universo di potenziali clienti insufficiente per garantirne la sopravvivenza!

Quella è solo un'operazione imprenditoriale nata male già nel 2000 e indirizzata peggio da scelte assai discutibili - e da sempre criticate dal sottoscritto- delle Amministrazioni che si son succedute...di cui peraltro, come già detto da qualcun altro, non si sentiva assolutamente il bisogno.

Quell'area sulla Treviso-Mare doveva invece più utilmente servire per dar spazio alle industrie roncadesi, che allora chiedevano spazio per crescere ed uscire dai grovigli dei centri abitati e che invece sono dovute scappar via tutte (vedi Texa, nuova Menon, ecc...emigrate a Monastier), e per creare un polo della logistica indispensabile in prospettiva del futuro casello di Roncade-Meolo.

L'albergo poi - da 120 camere, non 110 - sarà funzionale solo alle comitive di "pendolari dell'acquisto a basso costo" scaricati nella cittadella dello shopping conveniente da torpedoni in arrivo da fuori il pomeriggio e ricaricati il giorno dopo con tutta la mercanzia accaparrata.
Manco un gelato si andranno a comprare a Biancade o a Musestre!

L'idea di un Museo sui pionieri roncadesi dell'auto, la famiglia Menon, è affascinante e già più volte lanciata (da varie persone, anche da qualcuno degli eredi, in tempi non recenti) ma stranamente finora mai raccolta dalle Amministrazioni roncadesi. Basti pensare che stiamo aspettando da almeno 10 anni il monumento su Menon per cui gli stessi ex lavoratori delle Officine si tassarono...figuriamoci!
Ma una cosa così sicuramente dovrebbe stare in quello che fu il cuore pulsante del genio tecnico roncadese, in un pezzo delle vecchie Officine e non in mezzo allo sfarzo e allo sfavillio di pantaloni griffati o scarpe alla moda.
Allora sì fungerebbe veramente ed efficacemente da motore propulsivo per la Città di Roncade e per tutto quello che tra Centro e Frazioni si potrebbe offrire ad un "turismo di nicchia" cui il nostro territorio ricco di storia, tradizioni enogastronomiche e bellezze naturali, si potrebbe ragionevolmente rivolgere.

Ma a parte tutte le valutazioni il Tar ha messo in luce una serie di problemi tecnico amministrativi non peregrini.
Aspettiamo quindi a vedere.

Cordialità,

Boris Mascìa
Cons.Com.le di Roncade


15 aprile 2007

Dagli articoli comparsi sui quotidiani anche a tiratura nazionale e su Roncade.it rilevo che l’argomento OUTLET interessa molto e a molti.
Perché questa è una di quelle operazioni economiche che hanno certamente un impatto enorme sulla realtà socio-economica ove si dovrebbero realizzare.

Le scelte politiche che hanno portato alla situazione odierna risalgono alla precedente Amministrazione ( Sindaco Sartor e capogruppo Rubinato) e sono state mantenute e fatte proprie dall’Amministrazione attuale ( Sindaco Rubinato) in perfetta sintonia e linearità.
Condivido pienamente le “preoccupazioni” dell’amico Mascia. E confermo ancora una volta il mio giudizio critico riguardo questa operazione perché ritengo che questi insediamenti:

1.    non portino nessun miglioramento né economico diretto né indotto al territorio in cui si insediano,
2.    potrebbero far morire le attività commerciali di Roncade, stravolgendo in maniera irreversibile il centro vitale ( economico e di incontro sociale e culturale ) di una cittadina.
3.    siano giganti d’argilla che rischiano di essere a loro volta vittime di un forsennato ed assurdo mercato della grande distribuzione che da San Donà a Paese vede insediati sul nostro territorio una marea di Centri Commerciali ( ed altri ancora in attesa di essere edificati) in perenne difficoltà economiche.
4.    già oggi (dati ASCOM), la nostra provincia registra il tasso più alto del Veneto tra numero abitanti/ superficie di vendita.

Mi trovo perfettamente d’accordo anche con il rappresentante dell’ACER di Roncade, signor Furlanetto: non si tratta di affrontare semplicemente un problema commerciale ma addirittura la sopravvivenza della città di Roncade.
La rincorsa alla ricerca di entrate fiscali sempre superiori ( ICI ed oneri di urbanizzazione) rischia di distruggere la personalità di una cittadina come Roncade.
Dobbiamo proteggere e poi ri-valorizzare le sue caratteristiche di Cittadina a misura di uomo, impreziosita dalla vicinanza del Castello che da solo vale come icona pubblicitaria naturale.

La chiusura dei negozi e l’invasione del terziario stravolgeranno il Centro con l’inevitabile rischio di alterare drasticamente i luoghi di incontro e socializzazione e con essi la vita di relazione e convivenza..
E’ necessario che i Commercianti del Comune di Roncade si ritrovino UNITI, a ricercare nuove strategie commerciali, nuove idee, magari anche qualche sacrificio per riconquistare quella rilevanza nel complesso intreccio di relazioni pubbliche sociali ed economiche a loro riconosciuta fino ad ora.
Infine sono turbato e confuso sulle cifre : ho sempre sentito il Senatore / Sindaco parlare di 8000 m2 di vendita, ma nei depliant le cifre ballano e lievitano fino a 24.000. Qualcuno spiegherà.

Intanto anch’io attendo i risultati dei ricorsi alla decisione del TAR. Per ora mi limito a considerare “ pesanti “ le motivazioni della sentenza del Tribunale Amministrativo.

Guido Zerbinati
Consigliere Comunale di Roncade