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Un idealista

è uno scemo?

   
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Caro Damelico, preferisco rimanere un nostalgico senza poltrona che rischiare di confondermi con quelli delle tue parrocchiette
  

 

4 luglio 2007

Gentile Luciano Damelico,

La mia non vuol sembrare contestazione ai tuoi appunti, è la tua opinione, mi sta bene.
Alcune precisazioni però, me le devi concedere. Nel puntualizzare l’attività dei due Senatori, fornendo conteggi quantitativi, non volevo sottrarmi alla qualità dell’attività dei due Senatori in esame, era sottinteso che chiunque, interessato, poteva leggersi tutte le epistole in internet nel Sito Senato.it. Una lettura asettica e conseguentemente liberamente interpretabile, priva di qualsiasi condimento politico di parte. Specificatamente al nostro caso, il giudizio sulla qualità è opinabile, mentre la quantità del lavoro svolto è misurabile; questo vale anche per Stiffoni e per ognuno dei Senatori in carica.

Commentando la mia tendenza ormai inguaribile ad essere un idealista e pure illuso, se scrivevi “sei scemo”, rendevi più comprensibile il testo.
Appunto nella mia senile scemenza e forse pretendo troppo che tu lo comprenda, sto vincendo.

Io nell’uomo non credo, l’uomo può tradire la sua stessa Idea, credo invece nell’Idea per se stessa, apportatrice non violenta di benessere e di progresso.
Non considero indispensabile chi nel tempo vive e opera affinché l’idea si realizzi. Spiego: Bossi, Miglio, Gobbo, Rocchetta ecc. con la loro “fede federalista” diventano ingranaggi in un preciso contesto storico e di una precisa forma di federalismo. Altiero Spinelli puntava ad un federalismo europeo (1943); molto prima di loro si imponeva Carlo Cattaneo (1801-1869), in pieno Risorgimento e nello stesso periodo Giuseppe Ferrari ecc. e potremmo continuare.
Questi uomini, padri del Federalismo o meglio di forme federaliste, con tutto il rispetto possibile, sono strumenti utili e non indispensabili al successo dell’ideale federalista.
Quando, la Senatrice Rubinato, quando le Associazioni degli Artigiani e dei Commercianti Veneti, quando i Sindaci di Sinistra, quando il compianto Panto, quando Foggiato, quando la Gente parla, discute, auspica lo Stato Federale o chiede l’Autonomia, ebbene, la mia illusione si trasforma in realtà e perciò vincente. Non il Movimento o Partito politico, non l’uomo schierato politicamente, ma è l’idea che sta conquistando il Popolo.
Nel Veneto a piccoli passi e tra mille ostacoli l’idea federalista avanza, tutti ne parlano, anche a vanvera, o solo per assicurasi consensi politici, ma la forma federalista, che potrebbe significare inizialmente autonomia regionale trova ormai terreno fertile.
L’apice di realizzazione coinciderà con la comprensione più ampia di Popolo, quando?... Io so aspettare, altri sapranno aspettare.
So anche affezionarmi al Movimento che per primo in Italia, sfidando l’ignoranza politica rilanciava la forma di un governo federalista, la Lega Nord, so affezionarmi all’uomo forte, coerente, e soprattutto politicamente astuto, che per molti anni vi ha fatto vedere i sorci verdi, Umberto Bossi. So essere soprattutto riconoscente a chi si è battuto per un ideale che io ritengo giusto ed indispensabile.

Qualche volta, prova a dimenticare, il complicato mondo degli interessi personali. Sono sempre gli stessi. Esempi gli troviamo anche nella più piccola parrocchietta politica. Sai benissimo che se andassimo a spulciare nel tuo circondario politico di armi spuntate, di careghe, di fallite realizzazioni, di trincee, di tradimenti ecc. riempiremmo un libro. Mi dispiace, ritrovarti immischiato in queste logiche, anche se comprendo che politica, da sempre, significa anche questo.
Preferisco rimanere un illuso e perché no, un inguaribile nostalgico senza poltrona.

Ti saluto amichevolmente

Gianni Meneghel


5 luglio 2007

Ribatto volentieri a quanto mi scrivi.
Lungi da me usare toni offensivi nei tuoi confronti.
Il termine idealista ti si addice semplicemente perché consideri l’idea svincolata dall’uomo e non il contrario sapendo che le idee camminano sulle gambe degli uomini.
Quei politici che hanno fatto propria l’idea federalista, sotto la bandiera della Lega Nord sono arrivati nella stanza dei bottoni con ampia facoltà di legiferare.
Pertanto delle due, una.

Sono degli incapaci o, fagocitati dal potere, hanno perso di vista l’ambito fine ?
Sono stati al governo 5 (cinque) anni con una maggioranza schiacciante approvando leggi e leggine ad personam, e sul federalismo……….ciccia.
Io sono tra quelli che non credono che la storia sia maestra di vita, certi errori non si ripeterebbero.
Da questa convinzione sì che traggo un insegnamento: chi è abile a vendere fumo troverà sempre qualcuno che gli fa credito e ……….la storia si ripete.
Un film di Sordi titolava: Finchè c’è guerra, c’è speranza.

Cambia guerra con idea et voilà: per tanti che ci marciano, la pagnotta è garantita.
Inutile poi scomodare l’ambito locale, le logiche da parrocchietta si possono trovare in qualsiasi contesto e non solo in politica, chi si scandalizza lo fa ipocritamente per dipingersi migliore, lascia perdere.
Ossequi

Luciano Damelico