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Il tifo

per Lefim

   
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Il passaggio di una strada comunale a Lefim ed un progetto di aggregazione delle strutture dei Tombotti vengono posti in discussione alla mezzanotte del 28 dicembre.
L'opposizione chiede tempo ma il sindaco non ne ha
  

 

30 dicembre 2007

Lefim chiede, l'amministrazione scatta sull'attenti e dice signorsì sbattendo i tacchi.
E' successo con un blindatissimo voto a stretta maggioranza la sera di venerdì 28 dicembre, intorno l'1.00 di notte.
Momento perfetto per discutere con serenità di outlet e centri commerciali.

Vane le richieste dell'opposizione di riflettere ancora un po', di rinviare il dibattito alla prossima seduta.
Per Lefim c'è tifo e fretta.
Opposizione senza Lega, peraltro. Pare sia una protesta, l'assenza dei tre leghisti, contro la decisione di discutere di bilancio triennale in questa data.
Può essere. Comunque è un buon alibi per risparmiarsi l'imbarazzo di dover esprimere un voto su un caso che riguarda il Gruppo Basso.
Sul coraggio da leone di questa Lega roncadese, del resto, abbiamo già speso inchiostro a sufficienza, ormai non fa notizia.

Veniamo al tema. Lefim vuole collegare in qualche modo i suoi parallelepipedi in area Tombotti, oggi evidentemente non idonei a qualsiasi utilizzo commerciale. Abbozza un disegno di struttura (al pubblico non esibita) che deve passare sopra 3 mila metri di strada comunale.
Chiede il via libera, il sindaco e i suoi gliela concedono con prontezza e rapidità. Il Polo vorrebbe parlarne un po' di più, dice che non ci vede chiaro, dice che sarebbe meglio rinviare. Il pericolo che l'Outlet sia respinto dal Tar e che lì si facca un centro commerciale è concreto.
Niente da fare, il sindaco deve far vedere qualcosa a qualcuno, è più decisionista dei craxiani pre tangentopoli, il cipiglio è più mascolino e cagnesco della Margareth Thatcher dei tempi duri.
I suoi votano compatti. Lo schizzo, senza indicazioni di altezze o altro, per loro è sufficiente.
La strada è di Lefim. In cambio arrivano 600 mila euro per ampliare le tribune della palestra.
Anzi, no. Non arrivano per niente. L'ampliamento delle tribune viene affidato direttamente a Lefim. Il valore di 600 mila euro è indicativo. Un appaltino pagato brevi manu con una strada.
Di fatto un Piruea a scottadito, secondo una procedura che più semplificata non si può.

Guai a sospettare, però, rapporti friendly tra il municipio e Lefim.
Vero, non c'è ragione. Chiunque maneggi calcestruzzi è ugualmente in grado di incantare il palazzo di via Roma.
"Macchè" sbotta il segretario, Luigi Iacono. "Tutti i cittadini sono uguali, nei nostri cassetti ci sono atti giudiziari anche nei confronti di grossi imprenditori".

Quali?
Un abuso di Soveim finì, nel 2004, a tarallucci e vino.
Un capannone irregolare di Fondazione Cassamarca a Ca' Tron risulta non essere mai stato demolito.
Quali sono e verso chi questi atti giudiziari?
Il giornale "Roncade Notizie" non ne ha mai parlato, sul sito del Comune non se ne trova traccia, un comunicato stampa per una notizia di questo interesse non è mai stato speso. Gli sviluppi di un contenzioso con Agritur vengono fuori in ritardo e solo perchè Roncade.it se ne ricorda e pone qualche domanda.

Son tornati gli anni '80, questa è la "Roncade da bere".


4 gennaio 2008

sull'ultima della Lefim...

...più che "da bere"...par che questa sia la "Roncade da mangiare"...e qui -come diceva un noto comico in una sua scenetta- è tutto un magna magna!

per cominciar bene il 2008

gladiatore19702002@libero.it


4 gennaio 2008

Egregio Direttore,

spiace doverla smentire ancora una volta, ma non posso fare a meno di chiarire, per rispetto e correttezza nei confronti dei dipendenti della Polizia Municipale e dei tecnici dello Sportello unico dell’Edilizia addetti al controllo degli abusi edilizi, che le notizie e le insinuazioni riportate nel suo articolo dal titolo “Il tifo per Lefim” del 30 dicembre 2007 sono false e prive di fondamento ed in particolare:

- l’abuso della Soveim non è finito “a tarallucci e vino”, visto che gli accertamenti effettuati dai dipendenti hanno portato all’applicazione delle sanzioni dovute previste per legge;

- il “capannone irregolare di Fondazione Cassamarca a Ca’ Tron” è stato demolito.

Si precisa, inoltre, che non essendo il suo sito né la Gazzetta Ufficiale della Repubblica, né l’Albo Pretorio del Comune, non si è tenuti a darle comunicazione degli atti giudiziari in essere, anche perché esiste un specifica normativa, oltre a quella sulla privacy, che lo impedisce.

In ogni caso nessuno le vieta, come ad ogni altro cittadino, di recarsi presso gli uffici comunali preposti per accedere agli atti ed acquisire informazioni e dati corrispondenti al vero per una più corretta diffusione di notizie.

Il Direttore generale
Dott. Luigi Iacono