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Ma Triple S

non inquieta

   
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Per Paolo Giacometti, capogruppo di Pci, l'eventuale candidatura di Rubinato alla segreteria del Pd non è un problema.
"Ha già fatto il coordinatore provinciale della Margherita e a Roncade la macchina è ormai ben collaudata".
Nel Pd, comunque, troppe chiacchiere:
"è partito zoppo"
  

 

30 agosto 2007

"Rubinato ha già ricoperto tre incarichi, fino a pochi mesi fa, e se l'è cavata benissimo. Non vedo ostacoli alla sua candidatura a segretario del Pd"
Paolo Giacometti, capogruppo consiliare di Progetto Città Insieme - la coalizione che sostiene il sindaco - cerca in questo modo di dissolvere i fumi delle perplessità sorte a Roncade da alcune settimane, dal momento in cui, cioè, il primo cittadino, Simonetta Rubinato, è stata data per "papabile" alla leadership regionale del nascente Partito Democratico.

Giacometti, nessun dubbio, allora, sulla "tenuta" di Rubinato anche con questa nuova potenziale responsabilità?
"Mi sembra che anche quando si candidò al Senato c'erano gli stessi interrogativi. Alla luce dei fatti i due incarichi sono stati mantenuti e anche in maniera positiva perchè gran parte di quel programma elettorale che ci eravamo prefissati è stato realizzato o è in via di realizzazione".
Sì, ma adesso gli impegni sarebbero tre...
""Sono convinto che Simonetta sa dare una valutazione sulle proprie capacità e possibilità. Ritengo anche che dopo tre anni di lavoro la giunta, nonostante qualcuno dica che è una giunta senza personalità e che non sa andare avanti se non ha una guida, abbia raggiunto un livello di capacità di lavoro tale ca consentire una prosecuzione anche in maniera non dico indipendente ma autonoma. Dunque lascerei a Simonetta decidere cosa fare, tenendo anche presente che per Roncade questa sua nuova carica potrebbe avere una ricaduta in termini di consierazione positiva".
Il timore di molti è che però il Comune sia lasciato nelle mani di un facente funzione il quale, come ha rilevato pochi giorni fa il capogruppo di "Coerenti", Guido Zerbinati (vedi), per quanto possa essere in gamba non è il sindaco che i cittadini hanno il diritto di avere.
"Il lavoro di gestione di un'amministrazione comunale è prima di tutto un lavoro di equipe. In questi tre anni è stato portato avanti a livello sia politico sia amministrativo perchè ci sono persone che hanno lavorato nell'ambito delle loro competenze".
Non pensa che se Rubinato avesse un nuovo impegno dovranno tutti pedalare di più?
"Quelli che vanno a 60 km all'ora dovranno accelerare fino a 80 o più, perchè no? Ma anche i consiglieri. Non che ora dormano, per carità, però è l'occasione per trovare uno stimolo in più per lavorare".
Senta, ci sarebbe questa faccenda del segretario, Luigi Iacono, che sconfina dal suo campo. Concorda o è una leggenda metropolitana?
"C'è un fraintendimento delle sue funzioni rispetto al passato e da qui nasce l'equivoco. Oggi il segretario è direttore generale e la nuova normativa prevede che il dirigente debba applicare gli indirizzi politici. Secondo me il segretario attuale non sta facendo nient' altro se non mettere sul piano amministrativo quella che è la volontà politica degli amministratori".
Possiamo sviluppare un po' meglio il concetto?
"Per capirci: una volta eravamo abituati a vedere l'assessore che va dal dipendente e gli chiede di fare questa cosa oppure quell'altra. Ma l'assessore non lo può fare perchè l'addetto al quale si rivolge non è un suo dipendente. Al direttore generale, che invece, come tutti i dirigenti, ha questo potere, si chiede semplicemente di fare il suo mestiere, di muovere le cose, di innescare certi meccanismi. Cioè di far lavorare la gente".
Siamo franchi: anche nella maggioranza c'è qualcuno a cui il segretario non sta affatto simpatico.
"Appunto perchè sono fermi ad una visione vecchia dei suoi compiti. Quelli nuovi creano scompiglio. Poi ci sono anche attriti legati a vari personalismi, questo è vero. Ma credo che in un'amministrazione pubblica occorrerebbe anche avere il coraggio di metterli da parte".
Lasciamo il campo minato e torniamo alla questione originaria. Su Rubinato diviso tre vi siete consultati a livello di gruppo?
"Non abbiamo ancora avuto il modo di ritrovarci e comunque non posso convocare una riunione per questo. Nel caso ne parleremo a margine".
Informalmente qualche scambio di vedute l'avrete pure avuto, no?
"Ciò che ho colto da parte dei più è una sensazione di tranquillità. Umanamente parlando tre ruoli a questi livelli sono pesanti ma c'è anche la serenità dovuta al fatto di aver già visto Simonetta cavarsela bene con tre impegni. Teniamo presente che fino a pochi mesi fa è stata coordinatrice provinciale della Margherita. Ripeto, penso anche che diventare segretario regionale del Pd potrebbe essere l'occasione per incidere su un certo tipo di politica nazionale, anche se mi spiacerebbe continuare a vedere che l'unico motivo di discussione in questo nuovo partito è quello di decidere chi sia il capo".
Qualcosa non funziona nel Pd?
"Onestamente il Pd è partito un po' zoppicante. Se questa che vediamo è la grande discussione politica, Dio ce ne liberi. Quelli su Veltroni, Bindi, Letta eccetera sono confronti abbastanza relativi. Io vorrei capire quali sono le differenze concrete al di là dei nomi. Sennò corriamo il rischio di fare del Pd una specie di 'Ulivo 2', una sua fotocopia sbiadita.
Mi auguro che una posizione come quella di Simonetta, che non penso sia avvezza a discutere dulle poltrone, sia anche uno stimolo per un dibattito a livello regonale sui contenuti e non sulle nomine".