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I Ds a Rubinato: rispetta le scelte di chi ti ha preceduto, rimetti com'erano i nomi nel monumento
  

 

16 febbraio 2007

Gentile signor Sindaco,

dalla lettera fornita dall'Anpi, apprendiamo e condividiamo la giusta distinzione tra chi ha combattuto per la libertà dal nazifascismo e chi invece combatteva per la dittatura ed il regime.

Ne consegue che i D.S. di Roncade, anche per non mettere in discussione le scelte fatte a suo tempo dai precedenti amministratori, si aspettano che questa amministrazione ripristini la lastra del monumento come in origine. Seguendo fedelmente le indicazioni della documentazione fotografica, che abbiamo visionato, fatta prima dell'intervento.

Saluto cordialmente

Segretario D.S. Roncade
Giorgio Libanore


Di seguito il documento a cui si riferisce il segretario Ds e una lettera inviata in precedenza dall'on. Agostino Pavan a Rubinato, pubblicata dal quotidiano "La Tribuna di Treviso" il giorno 8 novembre, pochi giorni dopo la pasticciona giornata del monumento truccato.
Per una migliore comprensione dell'intervento di Libanore va detto che la documentazione fotografica alla quale egli si riferisce testimonia un posizionamento diverso, e cioè in uno spazio distinto, dei nomi dei caduti fascisti e della Rsi.

Lettera di Simonetta Rubinato a Umberto Lorenzoni, presidente Anpi Treviso, e ad Agostino Pavan del giorno 8 gennaio 2007

Cari amici, Vi scrivo ora che è passato il clamore suscitato dalla stampa in occasione della celebrazione del 4 novembre scorso in Roncade, che ha visto anche la restituzione alla comunità del monumento ai caduti di Libero Andreotti dopo un intervento di risanamento conservativo.

E' stato un momento significativo e ricco di emozioni per la nostra città, alla presenza di altri sindaci, del Presidente della Fondazione Cassamarca, di numerosissimi cittadini e di tanti ragazzi.

A riprova di ciò vi allego copia della pagina del periodico del Comune relativa all'evento, in cui abbiamo pubblicato l'intervento del sindaco dei ragazzi da cui si evince come l'Amministrazione abbia cercato di coinvolgere i giovani per sensibilizzarli sull'importanza dei valori dell'Unità Nazionale, della Libertà e della Pace.

Nel mio intervento durante la cerimonia, nell'illustrare il significato della celebrazione del 4 novembre (come festa della Vittoria, ma anche dell'unità nazionale, perchè la Grande Guerra è stata l'epilogo del Risorgimento, nonchè festa delle Forze Armate) ho sottolineato come la stessa debba essere fortemente collegata alle celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile e dell''istituzione della Repubblica del 2 giugno.

Pertanto, sono rimasta sorpresa e profondamente dispiaciuta dell'equivoco risultato sulla stampa, secondo cui il Sindaco di Roncade avrebbe messo sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi invece alla libertà si opponeva combattendo dalla parte del nazifascismo.

Non solo per fare chiarezza politica, ma anche per l'amicizia e la stima che provo per Voi e per il Vostro impegno personale, voglio chiarire il mio pensiero.

Primo: ritengo, con Voi, che i caduti sotto la repubblica mussoliniana di Salò non sono mai stati considerati "combattenti" per la Patria, mentre sono giustamente stati riconosciuti "militari combattenti" quanti hanno combattuto nelle formazioni partigiane contro il nazifascismo.

Secondo: sono profondamente convinta che la Storia vada insegnata ai giovani, evidenziando la necessaria e giusta distinzione tra chi ha combattuto per la libertà dal nazifascismo e chi invece combatteva per la dittatura e il regime. Perchè se è sacrosanta la pietà verso tutti i morti, non è giustificabile l'equiparazione delle ragioni per cui combattevano. Ma ciò è esattamente quello che ho dichiarato, sottolineando, sull'esempio del Presidente Ciampi, l'importanza per il bene del nostro Paese di costruire oggi una memoria comune e condivisa, grazie proprio anche al sacrificio di chi lottò per regalarci la libertà ed una Costituzione fondata sul lavoro, sui diritti, sul ripudio della guerra.

Terzo: nell'intervento di risanamento del monumento non è stato aggiunto alcun nuovo nome sulla lapide monumentale che non vi fosse già inciso. Se non intendo mettere in discussione le scelte fatte a suo tempo dagli amministratori che mi hanno preceduta, condivise in sede locale anche dalle rappresentanze partigiane, questo non significa tuttavia che io non ritenga importante l'approfondimento della verità dei fatti e la distinzione dei ruoli avuti dalle parti. La celebrazione del 25 aprile sarà come sempre l'occasione per una riflessione sul ruolo della Resistenza per la liberazione del Nostro Paese dalla dittatura.

Vi saluto cordialmente.

Il Sindaco
Simonetta Rubinato


Lettera dell' on. Agostino Pavan a Simonetta Rubinato del giorno 8 novembre 2006

REPUBBLICHINI E NON SOLDATI

Cara senatrice Rubinato, avevo in animo di telefonarti per manifestarti il mio dissenso in merito al ripristino del monumento ai caduti del tuo Comune ma, lette le tue dichiarazioni, sento il dovere di mettere per iscritto quanto, secondo me, va definitivamente chiarito.

Con i monumenti ai caduti, dopo la guerra del '15-'18, i nostri padri hanno inteso onorare quanti "da militari" hanno sacrificato la loro vita al servizio della Patria. Prima questione: i caduti sotto le insegne della repubblica mussoliniana di Salò, non sono mai stati considerati "combattenti" per la Patria.

Questa è la prima ragione per cui i caduti appartenenti alle forze armate della Repubblica di Salò non possono essere assimilati a quelli appartenenti all'esercito regolare sia della guerra '15-'18 sia delle altre fino a quella del '40-'45. Sono stati invece riconosciuti "militari combattenti" quanti hanno combattuto nelle formazioni clandestine o partigiane contro i tedeschi e fascisti.

Seconda questione: sono considerati morti per la Patria e i cui nomi vanno incisi sulle lapidi monumentali, quanti hanno combattuto e sono caduti per l'Unità e l'Indipendenza della Patria. Ed è questa la nota più discriminante e dolorosa: gli appartenenti alle formazioni militari della repubblica di Salò, se sono caduti, non sono morti per l'Unità e l'Indipendenza della Patria, perchè schierati a fianco dell'esercito tedesco di Hitler che, dopo l'8 settembre 1943 ha annesso allo Stato tedesco i territori conquistati con la vittoria di Vittorio Veneto.

Come possono essere considerati alla pari di coloro che si sono sacrificati per completare l'Unità e l'Indipendenza dell'Italia, gli appartenenti alle milizie di Salò schierate con gli invasori tedeschi che annullavano le conquiste ed i sacrifici della guerra '15-'18?

E le nostre terre hanno ben conosciuto questi sacrifici! Come si possono assiepare i caduti in un modo così confuso e contraddittorio? Non è forse un'offesa nei riguardi dei primi titolari del monumento?

Terza questione: cara senatrice, tu affermi che ragionando come faccio io "è voler trovare motivi di divisione, impedendo di ripartire con la pietà verso tutti, senza equiparare nessuno". Ed è proprio qui che sbagli: non siamo noi che sosteniamo la necessaria distinzione tra caduti, ma è la Storia che esige questa divisione.

Come vuoi insegnare la Storia ai giovani? Secondo gli avvenimenti registrati dalla storia stessa o secondo i "sentimenti" che meritano rispetto, ma hanno il difetto di essere personali e non hanno nulla a che fare con la Storia! E meno che mai può essere accettato che a Roncade - come tu affermi - si è "maturato un superamento costruttivo"!

Ma che razza di superamento sarebbe quello di forzare i fatti storici curvandoli alle convenienze di un equivoco pacifismo, capace solo di nascondere la Verità, impedendo ai giovani di apprendere la Verità Storica da "maestri" non succubi a sentimentalismi personali, ma a rispettosi conoscitori di storia patria.

Agostino Pavan