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Il Pd contro

i gattopardi

   
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Damelico: è l'opportunità per evitare di cambiare tutto senza cambiare nulla.
Poi si metta mano alla legge elettorale
  

 

3 settembre 2007

Cambiare tutto per non cambiare nulla.
La politica (quella italiana) è l'esempio che la storia non è assolutamente maestra di vita.
Le pessime abitudini del passato avrebbero dovuto indicarci la strada maestra per evitare nuovi errori, invece no, come asini da soma, riportiamo il fardello ai soliti noti, a questa classe (casta ?) politica che non si rinnova.

Eppure basterebbe una semplice regoletta deontologica: chi perde le elezioni dopo aver governato, deve passare la mano a nuovi protagonisti.
Quando gli elettori si sono espressi negativamente sul loro operato, perché riproporli?
Si è verificato con il centro sinistra; hanno trascorso cinque anni di opposizione sparando sul cavaliere nero per poi sfornare un programma di quasi 300 pagine di sofismi quasi inutilizzabili, ed ora eccoci con il replay del centro destra.
L’affermazione di Fini (la CDL non ha una strategia politica) è la constatazione che chi sta all’opposizione vive solo in attesa della propria rivalsa occupando il tempo a denigrare l’avversario anziché progettando una politica alternativa.
Prima di ritornare alle urne è quindi necessario pretendere un po' di pulizia cambiando regole e classe dirigente.

Nel centro sinistra la costituzione del Partito Democratico è sicuramente un passo in questa direzione perché offre alla cosiddetta società civile, l'opportunità di contribuire con idee e uomini senza la mediazione delle consolidate oligarchie.
Per quanti avevano in uggia le vecchie prassi ora non ci sono più alibi, la porta è aperta.
In attesa che altri seguano l'esempio, bisogna anche metter mano alla legge elettorale.
Innanzitutto ripristinando le preferenze che sono la vera espressione di democrazia e poi fissando una decente soglia di sbarramento.

Se vogliamo cambiare per costruire qualcosa di positivo, queste sono le condizioni minime per sperare in meglio, caso contrario l'alternanza sarà solo fittizia.
Loro continueranno a godersi l'indecente livello di privilegi e noi a recitare l'ennesimo mea culpa.

Ossequi.

Luciano Damelico