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Media e

pasticci

   
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Alcune riflessioni sul sistema dei mezzi di comunicazione del Comune.
Il caso toccato da Zerbinati può essere utile per fare un po' di ordine.
Tocca però alla politica avviare un confronto
  

 

16 luglio 2007

Il caso sollevato da Guido Zerbinati relativamente alla comunicazione verso l'esterno prodotta da questa amministrazione comunale, pur legato ad un episodio minimo, pone in realtà alcune questioni che dovrebbero essere chiarite.

Partiamo da lontano con qualche esempio di come si comportano enti locali superiori per la gestione dei rapporti con la stampa.

La Regione Veneto, da almeno vent'anni e secondo un modello successivamente imitato dalle altre Regioni italiane, ha due uffici stampa ben distinti, in ciascuno dei quali lavorano più giornalisti.
Uno però comunica esclusivamente le attività della Giunta - quindi la voce di Presidente ed assessori - ed ha sede a Palazzo Balbi.
L'altro, che ha gli uffici a Palazzo Ferro-Fini, rende conto invece di quanto fanno i consiglieri regionali, indipendentemente dall'appartenenza politica, diramando a richiesta i comunicati ai giornali e, se necessario, convocando coferenze stampa.
In entrambi i casi operano giornalisti assunti secondo il Ccnl di categoria e quindi ben "protetti", nella loro indipendenza, da eventuali condizionamenti politici.

La Provincia di Treviso ha un modello del tutto diverso. Gli addetti all'ufficio stampa sono inquadrati con contratti non giornalistici, hanno dei rapporti spesso a termine e, di norma, non si occupano del Consiglio. Le opposizioni comunicano con la stampa per proprio conto ed attraverso canali autonomi. Altre Province, va rilevato, si comportano diversamente con differenti alchimie tra le attività di ufficio stampa e pubbliche relazioni, mescolando in modo variabile figure giornalistiche e non.

A Roncade che succede? Molto semplicemente per la redazione e la trasmissione di comunicati l'addetto stampa risponde a sindaco e giunta. Giornalista sì, insomma, ma non indipendente. Trattandosi di un incarico a termine è normale che, nella speranza di una reiterazione successiva, chiunque in simili circostanze cerchi di non scontentare il "datore di lavoro". Cioè di eseguire quanto più precisamente ciò che egli chiede.

Da qui il vulnus sollevato da Zerbinati: se l'ufficio stampa è al servizio della giunta deve ignorare la voce dei consiglieri oppure, se ne ascolta uno, deve riservare lo stesso trattamento a tutti, indipendentemente dalla parte politica. Ecco perchè il comunicato n.31 trasmesso ai media dal Municipio di Roncade il 7 luglio 2007 dettato da Paolo Giacometti all'ufficio stampa esce dal seminato e pone il problema.
Fortunatamente senza lacerazoni, è andata bene. Il testo in realtà era piuttosto vuoto di contenuti, a parte i rilievi verso Zerbinati e dallo stesso poco graditi (anche perchè, si suppone, non controagomentati sulle cifre), e nessun organo di stampa (almeno fino ad oggi) l'ha trasformato in notizia.
Però dell'incidente occorre far tesoro e cercare che non si ripeta. Oppure approfittarne per decidere che l'ufficio stampa si trasformi in un servizio a disposizione di tutti i consiglieri. Ma questo lo deve decidere il sindaco oppure diventare oggetto di un confronto tra le parti politiche.
Di certo, indiscutibilmente, non può essere l'addetto stampa a scegliere come comportarsi. Su questo è importante che tutto sia chiaro per tutti.

Parliamo ora un attimo anche degli altri canali di informazione di cui il Comune si serve per parlare con la cittadinanza, in questo caso direttamente, cioè il giornale "Roncade Notizie" ed il sito internet.

Per quanto riguarda il primo sappiamo che relativamente ai contenuti chi lo confeziona, cioè sempre l'addetto stampa, deve seguire scrupolosamente le indicazioni del sindaco.
In generale il giornale contiene sempre alcune informazioni interessanti. Il problema, almeno per come abbiamo conosciuto fino ad ora la pubblicazione, è che sono tenute nascoste, nel senso di riportate nella parte centrale del corpo degli articoli (e non in testa) ed all'interno di un testo che quasi sempre comincia male. Vale a dire senza rispettare la vecchia inossidabile regola delle cinque "W" inglesi (chi, cosa, quando, dove e perchè) nelle primissime righe e senza una titolazione di vigore adeguato al contenuto.
Raramente, inoltre, si trova un "attacco" avvincente, che funga da invito a leggere il resto, circostanza che rischia di tramutarsi in una caduta di efficienza del canale di comunicazione stesso e, in parole povere, in uno spreco di buone energie.

Sito internet. Il materiale da pubblicare viene convogliato ad un ufficio di tipo tecnico che lo inserisce nelle pagine secondo una gerarchia indicata da altri.
L'addetto stampa - va anche qui sottolineato con chiarezza - non è dotato di login e password per aggiornare il sito e anche per questo non è responsabile di ciò che appare.
Guido Zerbinati non si dice soddisfatto delle scuse ricevute per il presunto errore della pubblicazione del comunicato di Giacometti e non gli basta che il pezzo sia stato rimosso.
In effetti, se il sito fosse un giornale, essendo stato chiamato in causa con nome e cognome Zerbinati avrebbe diritto ad una replica in uno spazio di pari visibilità. Purtroppo per Zerbinati, però, il sito ufficiale del Comune non sembra essere una testata giornalistica poichè risulta che la scelta dei contenuti da pubblicare o meno sia di competenza del Direttore Generale il quale, non essendo un giornalista, può rimanere estraneo alla deontologia che disciplina il lavoro degli iscritti all'Ordine.
Dunque - per quanto occorra osservare che la normativa sulle pubblicazioni internet in Italia è piuttosto controversa - in questo caso il capogruppo di opposizione pare essere in una condizione di paralisi che gli lascia soltanto la possibilità di appellarsi ad un astratto senso di correttezza del gestore del sito. 

In conclusione, un disegno di riordino della comunicazione istituzionale a Roncade forse andrebbe affrontato. Sarebbe auspicabile - se ci è consentita un'opinione - che esso fosse frutto di un confronto chiesto dalle parti politiche, anche per evitare, in futuro, inconvenienti come quello che ha dato il "la" a questo piccolo ma istruttivo guaio diplomatico.