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E' ora di

una civica?

   
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Basta con il trucco del sindaco giovane con l'esercito vecchio.
Per il 2009 occorre iniziare a sperare che qualcuno di nuovo si faccia avanti.
Una proposta di Roncade.it
  
1 giugno 2007

Vivo a Roncade non per caso, ma perché ritengo sia un luogo ideale per farlo.
Paesaggio, ambiente, dimensione, relazioni con i concittadini, c’è un po’ di tutto nella ricetta che me l’ha fatta scegliere.
I luoghi come Roncade sono oltretutto quelli che oggi offrono le migliori possibilità di sperimentare stili di vita e modelli di sviluppo diversi da quelli cui siamo abituati. Personalmente ritengo che il futuro vedrà esseri umani che abitano in case alimentate ad energia rinnovabile con un giardino ed un orto, che lavorano da casa – compatibilmente con la propria professione - sfruttando le nuove tecnologie ed evitando di inquinare le città, che hanno molto tempo libero da dedicare a sé stessi, alla Natura, alla famiglia ed alla cultura.

Mummificare era in un tempo lontano la massima forma di rispetto per un essere umano, un simbolo di contrasto all’irreparabile declino biologico del corpo, un mezzo per traghettare il defunto verso l’eternità.
Il defunto.
La mummificazione interviene dopo il decesso, questo è un dato incontrovertibile.

La vita di una comunità è invece un qualcosa di perennemente dinamico, nulla è defunto al suo interno, alcuni se ne vanno, altri arrivano strillando e poppando prezioso nutrimento dal seno delle madri, nuove idee nascono ogni minuto, persone si incontrano e si amano, altre si incontrano e preferiscono non farlo più.
Non si può mummificare tutto questo in una crosta di difesa ad oltranza delle tradizioni, di paura per il nuovo, perché nulla dura per sempre, è scritto nelle regole della Natura, quelle su cui non possiamo intervenire nonostante il nostro progresso e la nostra tecnologia. Allora forse il nuovo dovremmo favorirlo in ogni senso, soprattutto quando si tratta di scegliere gli amministratori.

Certo che se il nuovo è una vita stressante fatta di lavoro, traffico, inquinamento, outlet, condomini e insoddisfazione c’è da averne paura per forza, ma fortunatamente potrà non essere così. È altrettanto certo che se si continueranno a scegliere Amministratori che “hanno studiato” alle vecchie scuole politiche, questi non faranno altro che applicare ciò che è stato loro insegnato, mantenendo in funzione vecchi apparati di pensiero che ormai troverebbero bene posto in un mausoleo. E attenzione perché il vecchiume patologico infetta anche indipendentemente dai dati anagrafici.

Non si sta parlando di fare qualcosa in un certo modo o in un modo migliore, si parla di cominciare a fare qualcosa di diverso, a partire dalla comprensione delle liste che si candidano per elezioni. Il giochetto per cui la lista dei soliti noti propone un giovane come candidato Sindaco per continuare a fare il bello ed il cattivo tempo agendo dietro le quinte non dovrebbe più trarre alcuno in inganno, invece ancora troppo spesso accade. Così si ottiene che il Sindaco detiene le idee nuove ma non la forza politica per poterle realizzare, e il carrozzone si blocca di nuovo sotto il ricatto del far cadere la Giunta e mandare tutti a casa. Allora dovremo abituarci a guardare oltre lo specchietto per le allodole, dovremo abituarci a considerare le cose nel loro insieme, prime linee e seconde linee indifferentemente.

In questi ultimi anni ci siamo resi drammaticamente conto che dietro la parola sviluppo si nascondono un futuro orribile ed uno bellissimo, dove andremo a finire dipende esclusivamente da noi e dal coraggio che dimostreremo nell’avviare e governare il cambiamento. Gli spot sul risparmio energetico (Eni) e sulle energie alternative (Enel) dimostrano la fondatezza anche economica del problema.

A Roncade, il posto che ho scelto per vivere, nel 2009 si terranno le elezioni per il rinnovo degli Amministratori Comunali, speriamo di vedere qualche nuova lista civica costruita su questi presupposti.

Lorenzo Pezzato


6 giugno 2007

Difficile auspicare in astratto che una svolta cada dal cielo, occorre decidersi ad impugnare un volante.

In merito a questo tema l'osservazione più automatica da parte di chi gestisce le dinamiche politiche in questo Comune è che la maggioranza è già rappresentata da una lista civica, si chiama "Progetto città insieme", e che all'opposizione c'è un altro gruppo che si chiama "Coerenti nel cambiamento". Entrambi sosterranno di rispecchiare sensibilità diverse e che quindi possono essere definiti raggruppamenti civici.

La differenza di fondo, rispetto ad un'eventuale lista che sorga direttamente dalla cosiddetta "società civile", è che si tratta di sommatorie di persone in larga misura inquadrabili in partiti nazionali e che per questo necessariamente portano con sè ciò che hanno imparato a scuola. Linguaggio, comportamento, tattiche e strategie, disciplina, riconoscimento di una struttura superiore e delle sue regole.

Una vera lista civica dovrebbe essere una realtà con un codice genetico diverso e questo è difficile. Difficile perchè guidare automobili di grossa cilindrata senza patente è impegnativo e pericoloso. Difficile come giocare a briscola per la prima volta senza comprendere il sistema di segnali muti e ammiccamenti che del gioco sono l'essenza.

Difficile, ma non impossibile.

In realtà il gioco di fondo è, prima degli inquinamenti e delle italiche liturgie, quello della democrazia, della ricerca del consenso. Provarci è una facoltà ed un diritto. Mal che vada ci si rompe le corna ma non si rischia nulla, a parte una perdita di tempo.

Bisogna però partire lunghi, partire subito. Serve almeno un anno per tracciare un programma plausibile, percorribile senza salti nel mondo dei sogni, comunicabile ai concittadini e abbastanza solido da essere condivisibile. Un anno fatto di confronti periodici e che fa la selezione tra chi ci conta davvero e chi preferisce lasciar perdere.

Poi occorre individuare un possibile candidato sindaco in grado di rappresentarlo, quel programma, e con tanto fiato in corpo. Perchè, mancando le strutture di partito alle spalle, non si hanno soldi da spendere in strumenti di propaganda e comunicazione, manifesti, volantini e quant'altro, che negli ultimi due mesi fanno la differenza.
Bisogna dunque che quel candidato consumi le suole per andare in giro e farsi conoscere, parlare, discutere e convincere, se può. Se ne va insomma un altro anno e si arriva puntuali alle elezioni, con la consapevolezza che portare a casa anche un solo consigliere è un risultato che giustifica la fatica.

Da dove iniziare?

Roncade.it non si sottrae ai contributi - così come è stato in occasione del Pases - e ci mette qualcosa del suo. Per quello che vale, naturalmente.
Oltre allo spazio ed all'ospitalità per le voci dei roncadesi, che esistono da quasi otto anni, offre una specie di bozza primitiva di piattaforma che può servire, se lo si ritiene utile, come base per iniziare con le discussioni. Naturalmente è un documento che va lavorato, certamente modificato e integrato e, se proprio è fuori bersaglio, anche capovolto o distrutto. Non ci offendiamo. Chi vuole leggerlo può prelevarlo cliccando qui.

Per il resto, caro Pezzato e cari lettori, dovreste organizzare qualche incontro, allargato o ristretto, in pubblico o in privato, fate voi. Vedere se si può articolare un calendario di riunioni, un metodo di lavoro.

Roncade.it, of course, ci sarà.

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