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Comperiamo

la casetta?

   
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Un'operazione immobiliare per i parrocchiani di Musestre proposta da don Paolo con la formula del piccolo mutuo.
A meno che non si preferiscano prospettive più piccanti
  

 

7 gennaio 2007

La formula è la stessa che sempre più persone adottano per portarsi a casa l'ultimo tv lcd 42" senza tirar fuori dalle tasche immediatamente un intero stipendio, cioè l'acquisto a rate o, se si preferisce, con la forbita terminologia bancaria, il credito al consumo.

In questo caso però la proposta è di comprare un bene che serve a tutti e che, diversamente dalla tecnologia, non sarà vecchio e sorpassato quando l'ultima rata sarà stata versata sul conto di qualche società finanziaria.

Qui la posta in gioco, per i parrocchiani di Musestre, è di avere per sè una casetta accanto alla chiesetta della Beata Vergine della Salute - la quale costa 200 mila euro - e che il proprietario intende cedere al miglior offerente. Indipendentemente da cosa poi quest'ultimo voglia farne.
L'idea di "finanza creativa" - anche se ben più affidabile delle bufale di Tremonti di antica memoria - è del parroco, don Paolo Cecchetto, che descrive nei dettagli i pro, i contro, i termini, e, soprattutto, l'architettura dell'operazione nel sito della sua parrocchia.

In sostanza, se entro il 29 gennaio, attraverso appositi moduli, sarà raccolto un numero sufficiente di volonterosi disposti a coprire in quattro anni la somma necessaria all'acquisto - contribuendo, appunto, con versamenti mensili a rate di almeno 11 euro - l'affare si farà. Se si rendesse necessario, questa è la sua assicurazione, il parroco stesso è disponibile ad ipotecare per tre anni i propri stipendi, arrivando in questo modo a coprire un settimo della spesa richiesta.

Qualora le adesioni pervenute non fossero sufficienti, invece, pazienza. Potrebbe accadere un miracolo, cioè cadere dal cielo l' energico contributo di qualche ricco benefattore, ipotesi peraltro esplicitamente auspicata.
Oppure, al contrario, potrebbe verificarsi una nuova meraviglia laica. Non c'è imprenditore dello spettacolo che non vedrebbe, in quel posto isolato lungo il Sile, una meta discreta e perfetta per cultori del lap dance e dello scambio di coppie. In effetti, la vicinanza di un luogo sacro aggiungerebbe pure del sale al fantasioso mondo degli appassionati dell'erotismo estremo.
I quali arriverebbero come mosche, naturalmente al termine della doverosa adorazione serale del loro fantasmagorico tv lcd 42" in 60 comode rate.