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Ma chi è

Madda?

   
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Scritte anarchiche sulle pareti dei Tombotti.
Ma per capirle occorre mettersi d'impegno
  

 

16 novembre 2007

"Madda Libera", con la "A" maiuscola cerchiata alla fine.
Che significa?

La scritta, tracciata con una bomboletta spray su due pareti del sottopasso "Tombotti", in realtà dice poco a chi non si intenda di codici delle reti politiche delle aree estreme e dei centri sociali.

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E' sufficiente comunque una breve ricerca attraverso l'infallibile Google per comprendere che "Madda" è la contrazione del nome "Maddalena" e che Maddalena C., di 20 anni, è una delle cinque persone del centro sociale "Fuoriluogo" arrestate dalla polizia a Bologna la notte tra il 12 ed il 13 ottobre dopo un tafferuglio tra forze dell'ordine e gruppi anarchici.

In uno dei siti dedicati si legge infatti che:

Nella notte tra il 12 ed 13 Ottobre in pieno centro a Bologna cinque compagne e compagni sono stati arrestati. I compagni erano intervenuti per difendere una ragazza che stava per essere sottoposta a TSO (ricovero forzato) solo perché trovata in stato di ebbrezza. La polizia ha scatenato una vera e propria caccia all’uomo culminata con il pestaggio violento e l’arresto dei compagni.
Questi sono gli effetti del modello Cofferati tanto gradito a fascisti e razzisti.
I fatti di Bologna dimostrano chiaramente quanto dietro la propaganda sicuritaria non c’è altro che violenza, arbitrio e repressione. I compagni e le compagne sono stati arrestati e picchiati dalla polizia per aver cercato di evitare l’ennesimo atto di prevaricazione e di violenza.

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Su chi possa essere giunto a Roncade per scrivere gli slogan si possono fare delle ipotesi. Quella forse più probabile è che si tratti di persone collegate al Centro Sociale "Gramigna" di Padova, nel cui sito si trova un esplicito riferimento all'episodio:

SOLIDARIETÀ MILITANTE AI COMPAGNI DEL FUORILUOGO
lunedì 15 ottobre 2007
Il Centro Popolare Occupato Gramigna esprime tutta la sua solidarietà militante ai 5 compagni/e del Fuoriluogo picchiati e arrestati la mattina del 13 ottobre. Ancora una volte l’ennesima violenza sbirresca che si scaglia contro chi pratica nel quotidiano una lotta radicale contro l’attuale sistema di cose. Questi servi in divisa garantiscono, a suon di pestaggi, violenze, omicidi e arresti, l’ordine repressivo vigente in nome di un falso bisogno di “più legalità e sicurezza”. Si incendiano i campi rom, si multano i lavavetri, si rinchiudono gli immigrati nei CPT, si lasciano senza casa decine di famiglie, come di recente in Puglia, si muore sul posto di lavoro e quando i proletari si organizzano per cercare veramente di cambiare le cose la repressione dello stato è feroce. Questo perché non è tollerata alcuna voce di dissenso interno, che si esprima attraverso un graffito o che si concretizzi in uno spazio occupato e autogestito.
Così chi alza la testa e si organizza autonomamente per dare una prospettiva rivoluzionaria alla lotta e non si omologa al pensiero unico imposto viene multato, denunciato, sgomberato o arrestato!
Siamo con i compagni di Fuoriluogo per qualunque iniziativa futura, in particolare al fianco di Maddalena, nostra amica e compagna, sempre vicina a noi dopo gli arresti dell’inchiesta Tramonto e dopo lo sgombero del Gramigna.


TERRORISTA È CHI BOMBARDA E RINCHIUDE!
LIBERTÀ PER I COMPAGNI ARRESTATI!
LIBERTÀ PER TUTTI I RIVOLUZIONARI!
MADDA LBERA!

Centro Popolare Occupato Gramigna
Padova, 15-10-2007

Secondo quanto riferisce, infine, l'Ansa sull'episodio di quella notte,

"tutto era iniziato alle 3.30 quando una volante del 113
era stata chiamata in piazza Verdi da un giovane che cercava di
soccorrere una ragazza romena svenuta a terra ubriaca.
All'arrivo dell'ambulanza un gruppetto di ragazzi si era
avvicinato per impedire che la romena fosse soccorsa urlando:
''Non le farete mica un Tso (trattamento sanitario obbligatorio,
ndr)?'', cercando di farla scendere dalla barella. Alla fine la
giovane era stata portata al pronto soccorso in coma etilico ma
gli animi erano gia' accesi, ed era scoppiato un parapiglia che
aveva visto numerosi presenti scagliarsi contro i poliziotti.
Nel corso del tafferuglio qualcuno era riuscito a impossessarsi
delle manette e della ricetrasmittente di un agente e qualcuno
aveva tentato di sfilare dalla fondina le pistole ai poliziotti.
Un agente aveva anche estratto l'arma a scopo intimidatorio.
Alla fine erano intervenute complessivamente cinque volanti che,
bloccando tre strade, avevano contribuito a fermare arrestati.
Nella zuffa sei poliziotti hanno riportato contusioni e ferite
con prognosi dai 10 ai 3 giorni".