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A quando

la Rsa?

   
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Zerbinati alla giunta: la Fondazione opera in modo non limpido.
Mazzon: Zerbinati, è meglio se stai all'opposizione
  

 

19 settembre 2006

CASA DI SOGGIORNO O SOGGIORNO DI CASA?

Come medico di famiglia ho la fortuna di avere una visuale del tutto eccezionale della società roncadese. Sono sicuramente, in questo senso, un privilegiato, purché si abbia la voglia di ascoltare ed il desiderio di capire.
Ho quindi deciso di dar visuale alle tante voci e lamentele che mi pervengono dai cittadini di Roncade: moltissimi mi chiedono, per esempio, perché la Casa di Riposo di Roncade è ancora chiusa e non utilizzata.
E me lo chiedo anch’io!

Eppure questa Amministrazione ha dato da molto tempo ampio risalto all’avvenimento, promettendo che la struttura avrebbe aperto le porte a fine settembre, al massimo ad ottobre 2006, suscitando e stimolando le ovvie aspettative dei Roncadesi che oggi si trovano ad affrontare a casa propria i problemi sanitari e umani dell’assistenza di parenti anziani.
La realizzazione della casa di Riposo è stata da tutti ritenuta così importante che, giustamente, con totale appoggio e sostegno di tutte le forze politiche, in Consiglio Comunale, in luglio, è stata istituita addirittura una “Fondazione” che se ne assumesse la responsabilità, ritenendo in questo modo di dare il massimo risalto, la massima autorevolezza, autonomia e capacità decisionale. Quindi una scelta politica chiara.

Poi scopro che già da tempo (pare da oltre un anno) l’Amministrazione si sia mossa per contattare ditte interessate alla gestione, o ditte interessate alla fornitura degli arredi, mantenendo con alcune di esse contatti frequenti anche dopo la istituzione della Fondazione. E che addirittura siano stati consegnati alla Fondazione i plichi raccolti durante questi incontri.

Allora mi domando: ma chi ha il compito-dovere istituzionale di affrontare, libero da condizionamenti, il problema della Casa di Riposo?
Perché delle due l’una:
·    O la “ FONDAZIONE “ è stata istituita SOLO PER SPOSTARE ALCUNE SPESE (mense e trasporto degli studenti) e rendere più facile il rispetto del patto di stabilità e, magari, quale prezzo da pagare per non far cadere la Maggioranza e poter avere un senatore,  e quindi ha ragione l’Assessore alla salute e chi lo ha sostenuto fino ad ora, a continuare a scavalcarne i compiti e le responsabilità (magari ci dirà che come Assessore ne aveva il dovere, ma a chiunque salta all’occhio il grave conflitto istituzionale che si è venuto a realizzare).
·    oppure la FONDAZIONE è quella ISTITUZIONE FONDAMENTALE che anche il mio gruppo con energia ha sostenuto e votato, e quindi non doveva e non deve e non dovrà essere fatto nessun gesto che in qualche maniera possa sminuirLa o destituirLa di autorevolezza nel rispetto assoluto dei ruoli istituzionali. (A che titolo ci si è mossi visto che la Fondazione era nell’aria già da tempo ed era voluta con tutte le forze ?; e se qualche ditta non contattata prima avesse da dire qualcosa?).

Purtroppo il problema è che non ci si inventa né politici né amministratori.
Far politica vuol dire avere e promuovere idee e l’idea politica di realizzare a Roncade una Casa di Riposo è stato dell’ex-sindaco Sartor (e non di questo Sindaco) per cui oggi con pieno diritto è stato indicato Presidente della Fondazione che gestirà la sua “idea”.
Amministrare vuol dire realizzare al meglio le idee politiche. E questo era il compito di questa Maggioranza che però ha mostrato tutti i suoi limiti ed anche un preoccupante “dilettantismo“ che non è accettabile perché espone a rischi istituzionali e politici e magari anche economici non giustificabili.

P.S.: un pensiero ad Oriana Fallaci : donna coraggiosa, nobile e forte: “Un essere umano che si adegua, che si fa comandare, non è un essere umano“.


Guido Zerbinati
Consigliere Comunale


23 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

Il vicesindaco Mazzon: «La casa di riposo aprirà a breve»

«La nuova residenza sanitaria assistita di Roncade è stata ultimata in tempi rapidissimi con risultati di grande qualità. È raro riuscire a ideare e realizzare un’opera pubblica tanto complessa in così breve tempo, e questo è un merito che va riconosciuto all’amministrazione comunale. Se il consigliere Zerbinati fosse più informato, saprebbe che altrove i tempi non sono stati così rapidi, penso ad esempio a case di riposo a noi vicine. Denunciare lo slittamento in avanti di qualche mese dell’apertura è strumentalizzare i fatti a fini politici. Se fosse onesto, Zerbinati riconoscerebbe al contrario la velocità e la qualità con cui sono stati effettuati i lavori, oltre che il grande impegno profuso dagli amministratori. Ricordo che per gestire la casa di riposo è stata istituita una fondazione, operazione che ha richiesto un iter decisionale complesso, e che i 65 posti letto della nuova struttura sono già stati convenzionati con l’Ulss 9, in modo da garantire all’ente che materialmente l’avrà in gestione di poterla attivare da subito.»

Il vicesindaco Giovanni Mazzon, che in questi anni ha seguito passo passo la nascita della residenza assistita di via Selvatico, ritiene insomma che i tempi di realizzazione siano stati rispettati e che la struttura potrà essere aperta entro i primi mesi del 2007. «L’appalto degli arredi è già stato assegnato l’11 settembre scorso – spiega Mazzon – e, salvo ostacoli al momento imprevedibili, la fornitura avverrà entro l’anno in corso.»

«La fondazione “Città di Roncade” dovrebbe ricevere entro la fine del mese di settembre il riconoscimento da parte della Regione Veneto, ma sta già lavorando da tempo in collaborazione con l’amministrazione comunale, tanto è vero che le è stata affidata la gestione dei servizi mensa e trasporti scolastici e sta valutando i piani economico-finanziari che stanno presentando gli aspiranti gestori della RSA» precisa il vicesindaco.

«L’amministrazione comunale vigilerà la qualità del servizio che la casa di riposo fornirà agli utenti – conclude Mazzon – pertanto il consigliere Zerbinati dovrebbe apprezzare la nostra attenzione, invece di pretendere il disinteressamento da parte mia e dell’amministrazione. Se questo è il senso di responsabilità che Zerbinati metterebbe in campo se fosse al nostro posto, c’è da augurarsi che, per il bene della comunità, rimanga all’opposizione.»