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Ecco perché

bocciati

   
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La giunta roncadese è ammalata di scarso impegno, difficile comunicazione e distorsione rispetto alle linee tracciate nel 2004
  

 

7 luglio 2006

Per tutto il mese di maggio i visitatori di Roncade.it hanno dato le pagelle a ciascuno dei componenti della giunta comunale, riservando l'unico voto di sufficienza al sindaco e giudicando gli altri con valutazioni globalmente assai negative.

In una successiva indagine, condotta dal 6 giugno al 6 luglio, abbiamo cercato di comprendere le ragioni della scarsa soddisfazione della popolazione verso l'operato della squadra di assessori.

La tabellina finale è riportata qui sotto. La maggioranza dei votanti (21%) ritiene che la prima causa della sostanziale bocciatura sia da rintracciare nell'insufficiente impegno profuso dai titolari delle deleghe nei rispettivi comparti, un altro 17% pensa che un forte limite della compagine amministrativa sia quello di non saper comunicare ed interfacciarsi pubblicamente con la popolazione mentre un quoziente del 15% viene assegnato a motivi come la lentezza nei provvedimenti e l'incoerenza rispetto a quanto dichiarato nel programma di governo, due anni fa.

Singole comunicazioni confidenziali, per aggiungere qualche dettaglio fuori statistica, riferiscono di alcuni motivi di frizione tra il sindaco e vari assessori con radici non dissimili dalla prima causa di malcontento popolare, cioè lo scarso impegno. Una definizione, quest'ultima, che va letta non tanto con riferimento alla ordinaria amministrazione quanto, piuttosto, per l'indolenza verso un salto qualitativo e creativo chiesto rispetto ai modelli amministrativi dello scorso decennio, ormai inadeguati.
Per dirla in parole semplici, gli assessori in carica sarebbero tutti delle brave persone ma poco disponibili - od entusiasti - a tentare sforzi supplementari, anche a titolo sperimentale, non previsti dalle manuale non scritto delle mansioni standard.

Tutto  questo mentre il paese sta cambiando faccia, si trova di fronte a scelte non semplici e che implicano (o almeno implicherebbero, date le tentazioni di scorciatoie...) un grande lavoro concertativo con una platea ampia (e non certo riconducibile al drappello di opinion leader, stakeholder e testimonial che si spaccia per autorevole ed esaustivo) e responsabilità personali più robuste, date le sempre più frequenti assenze del primo cittadino.
  

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