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Tenetelo

lontano

   
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Renato Pravato chiede al senatore Rubinato di impedire l'accesso di Alfonso Pecoraro Scanio ai funerali dei militari italiani caduti in Afghanistan
  

 

7 maggio 2006 

LETTERA APERTA

    AL SENATORE
    RUBINATO SIMONETTA
    C/O COMUNE DI RONCADE
e p.c.     LA TRIBUNA DI TREVISO
e p.c.     RONCADE.IT


Egr. Senatore,
    la prego, con tutto il cuore, di adoperarsi affinché ai funerali dei due Alpini morti da eroi in Afghanistan non partecipi l’On. Pecoraro Scanio.
Non vorrei che mi capitasse di rivedere “il ghigno di quel signore” già visto sui giornali in occasione dei funerali dei tre militari uccisi in Iraq.
Tutto ha un limite, anche la provocazione, mi sento offeso come italiano e mi auguro che tale sentimento sia condiviso anche da Lei.
Con ossequi.

Dr. RENATO PRAVATO
    Consigliere Comunale
    di Roncade

Egregio dott. Pravato,
   Non so se il senatore le risponderà, pubblicamente o privatamente, ma dato che la sua missiva è stata indirizzata anche a questo organo di stampa mi permetta una breve riflessione.
Per cominciare, credo che nessuno abbia il potere di impedire l'accesso ad una chiesa - o comunque ad un ambiente in cui si celebri un'onoranza funebre - a chiunque, a meno che non si tratti di una cerimonia in forma privata.
In secondo luogo, ritengo sia un dovere morale e civile - e se vuole, per chi ci crede, anche un sentimento molto cristiano - quello di testimoniare la propria partecipazione al dolore ai familiari ed alle persone vicine ad una persona deceduta, a prescindere dal fatto di condividere le ragioni per le quali la vittima fosse nel luogo in cui si è registrato l'evento che ne ha determinato la morte. Se si rappresenta poi un'istituzione dello Stato - come nel caso del parlamentare da Lei citato - ed il funerale è dedicato a rappresentanti di uomini di un'altra istituzione dello Stato - come per le vittime di cui Lei parla - il dovere è rafforzato.
Mantengo infine una sufficiente fiducia in ogni componente delle Camere della Repubblica Italiana per escludere che chicchessia possa in qualche modo provare soddisfazione per la morte di un uomo. Sia esso militare o civile, amico o nemico, ladro o gentiluomo, cristiano o musulmano, in guerra o in pace.

Rispettosamente

Gianni Favero