TITY.jpg (7413 byte)
   

Esperti di

buon vivere

   
QUALITA.jpg (13703 byte)
         
Se Roncade diventasse il capofila di un distretto della qualità della vita?
Non è un'utopia, un sindaco senatore è un'ottima leva da sfruttare
  

 

1 novembre 2006

Da tempo si parla di Distretti, il distretto della calzatura, il distretto dell’occhialeria e tutte le altre aree che sia possibile identificare per somiglianza produttiva e, speriamo un giorno, socio-culturale.
La provincia di Treviso detiene in questo senso un potenziale enorme, solidamente poggiato su una moltitudine di piccole-medie imprese, su una popolazione disponibile ad un certo tipo di rinnovamento e su un territorio splendido dal punto di vista paesaggistico ed ambientale. Di qui a alla costituzione di un Distretto della qualità della vita il passa potrebbe essere breve e lo sforzo facilmente sopportabile.

La nostra provincia si trova in una congiuntura favorevole da questo punto di vista (come lo è il Veneto intero): è economicamente ancora florida, esiste una buona riserva di capitale privato accumulato negli anni del boom ed al momento servono idee per affrontare la nuova fase di sviluppo e di eccellenza, non più strettamente collegata alla produzione. Si attraversa cioè quella che viene definita una fase di transizione, un periodo in cui si raccolgono stimoli per scoprirsi in grado di realizzare progetti diversi domani, un periodo in cui si inventa il futuro.

Treviso, la provincia italiana con la più alta qualità della vita e più all’avanguardia in campo di turismo sostenibile ed energia pulita. Un obiettivo sicuramente raggiungibile, ma non basta votare i partiti che promettono il maggior numero di sagre paesane e il più alto livello di protezione delle tradizioni, perché le tradizioni si proteggono anche facendo in modo che non configgano con la realtà del quotidiano presente. Gli antichi mestieri dei nostri bisnonni non hanno bisogno di musei o stand fieristici in cui essere messi in mostra per le nuove generazioni, hanno bisogno che le nuove generazioni crescano consapevoli del fatto che un mestolo in legno fatto a Treviso è un oggetto infinitamente più importante del mestolo di plastica prodotto a Taiwan. Poi l’effetto globalizzante che imperversa in questa nostra epoca dovrà fare in modo che anche a Taiwan le nuove generazioni prendano coscienza del fatto, e guardino con gli stessi occhi i mestoli di legno prodotti nella loro isola.

Ma che c’entra Roncade in tutto questo?
L’idea folle è che sia proprio Roncade il primo comune della provincia a lavorare in questo senso e a coinvolgere gli altri nell’ambizioso progetto, naturalmente anche attraverso il coordinamento della Provincia stessa e l’ovvia relazione con la Regione.
Il Sindaco Rubinato – come è noto - siede al Senato e potrebbe essere il tramite ideale per rappresentare l’istanza (e le richieste di finanziamento) alle Istituzioni centrali di Roma, magari cercando di far intervenire il Ministero dell’Ambiente con una “sponsorizzazione”. Si potrebbero coinvolgere anche Istituti di Ricerca, Università e imprenditori.

Chiaro che a nessuno sfuggono le incompatibilità tra le forze che governano le varie Istituzioni in causa (Regione, Provincia, Comune), ma il punto forte del progetto starebbe proprio in questo, nell’essere ancora capaci di collaborare per il bene di tutti.

Lorenzo Pezzato