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Arrivando

a Roncade...

   
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In paese ci sono tutti gli ingredienti per uno sviluppo sano e sostenibile.
Basta con il cemento, non sprechiamo altre occasioni
  

 

20 ottobre 2006

Trasferendosi a Roncade da un luogo caotico e completamente cementato, si percepisce immediatamente la differenza in termini di qualità della vita e di relazioni sociali, seppur rimangano nell’aria atteggiamenti di chiusura ed un po’ di diffidenza nei confronti di chi viene da fuori, ma nei pesi dove ci si conosce tutti è assolutamente normale.
Colpiscono la bellezza del Castello e il susseguirsi di scorci che rimandano a tempi passati, colpiscono la bellezza della campagna e del paesaggio, spesso attraversati da corsi d’acqua e puntellati di antiche case coloniche. Presto sarà più bello anche il monumento ai caduti, restaurato con dovizia.
Ogni tanto, bisogna dirlo, questo idillio è interrotto da mostruosità moderne –commerciali e non- che non sono riuscite ad integrarsi, e spiccano fastidiose sgomitando con il contesto architettonico. Purtroppo un effetto intollerabile della brutale ondata edificatoria che ha coinvolto le periferie negli ultimi quindici anni.

È facile fare amicizia a Roncade, valore da proteggere ad ogni costo, e nelle varie contrade spuntano come fiori iniziative dei cittadini che per organizzazione farebbero impallidire i dirigenti di un Ente fieristico, mostre, sagre, manifestazioni artistiche, fuochi d’artificio e mille altri modi per incontrarsi, stare insieme e – quando possibile - cercare di non far morire usi e costumi.

Trasferendosi a Roncade da un luogo caotico e completamente cementato è facile notare il profondo rapporto solidale che ancora esiste tra i cittadini, gente schietta e radicale, fin troppo in certi temi, gente che ama la terra in cui abita e che sovente la coltiva con le proprie mani, chiudendo un circuito naturale cui nessun essere umano potrebbe avere la pretesa di sfuggire. Gente che dimostra ogni giorno la volontà di proteggere il luogo in cui vive, ad esempio attraverso i risultati della raccolta differenziata, che crede sia possibile migliorare e che è disponibile a partecipare attivamente per dimostrarlo.
Però ci vuole un progetto con cui calamitare i consensi e gli entusiasmi, non è pensabile lasciare tutto alla disordinata seppur meritevole libera iniziativa dei cittadini, sarebbe uno spreco di risorse ed energie. Devono intervenire le Istituzioni, vero centro di gravità degli interessi collettivi.

Oggi le strategie di sviluppo territoriali, produttive e sociali devono basarsi su concetti nuovi, si deve puntare alla qualità della vita più che a quella delle infrastrutture pesanti ed inquinanti, alla valorizzazione del potenziale espresso dalla presenza di corsi d’acqua e di campagna integra, si deve puntare a riempire le aree industriali ed artigianali vuote con imprese che siano congruenti con le strategie impostate.
Oggi è più facile ricevere denaro da finanziatori Istituzionali (Comunità Europea, Stato e Regione) e privati (Fondazioni, Gruppi Bancari, aziende) proponendo la realizzazione di progetti ambiziosi ed innovativi, piuttosto che chiedendo di realizzare nuove strade dovendosi iscrivere ad una lista d’attesa sensibile agli umori di cassa delle Finanziarie che si succedono. Certo bisogna studiare, applicarsi e faticare per mettere insieme un progetto innovativo e chiederne il finanziamento attraverso canali che probabilmente non si sono mai utilizzati prima, sicuramente è più facile inoltrare la solita richiesta su prestampato al Ministero delle Finanze o delle Infrastrutture, ma ormai questo sistema è al collasso.

Ci vuole creatività, ci vogliono idee, urgentemente. È quello che chiedono i cittadini a chi è stato chiamato a rappresentarli, paradossalmente senza più distinguo tra destra, centro e sinistra, anche perché – è bene ricordarlo - chi governa, governa tutti, anche coloro i quali non lo hanno votato.

Trasferendosi a Roncade da un luogo caotico e completamente cementato, in un futuro si potrebbe avere la sensazione di essersi trasferiti in un Comune in cui è stata mancata dai cittadini l’occasione di pretendere una gestione intelligente e sostenibile. Sarebbe un vero peccato.

Lorenzo Pezzato