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Pases, ma

ambientale

   
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Municipio in stato confusionale.
Intanto stop al cemento, poi si punti a paesaggio, ecologia e ambiente e sostegno sociale
  

 

25 luglio 2006

Pases: Roncade al bivio
di Lorenzo Pezzato

A proposito dello sviluppo futuro del Comune di Roncade – come degli altri -, credo sia possibile esprimere un disappunto di fondo quando un’Amministrazione interroga la cittadinanza sul tema, mentre tutt’attorno si diffondono cementificazione, capannonizzazione –permettete il neologismo-, crescita sbilanciata tipica di chi è nella più grande indecisione.

Roncade al momento è al bivio, bisogna decidere da quale parte sarà orientata la gestione del territorio, bisogna decidere se investire nell’agricoltura di qualità o nelle zone artigianali ed industriali. Nel questionario, fatto curioso, ci si chiede se non sia proponibile progettare per Roncade un futuro di aziende ad alta tecnologia, domanda paradossale che sembra provenire da esseri che fino ad ieri hanno abitato altri mondi, lontani dal nostro. Basta guardarsi attorno per capire che quel tipo di domanda non andava nemmeno posta, per decenza.
Roncade polo tecnologico? E in quale settore?

Forse sarebbe meglio spendere idee e pensieri nella pianificazione di azioni per lo sviluppo della tutela del paesaggio, del turismo ecologico, delle coltivazioni d.o.p., d.o.c., d.o.c.g. e quantaltro, non un ottuso ritorno al bucolico gretto ed improduttivo, ma una scommessa sul fatto che a partire da oggi tali azioni sarebbero l’unico vero investimento a lungo termine in grado di garantire la qualità della vita e la salute della cittadinanza.

Rimboschimento, percorsi ecologici educativi, interdizione alla caccia per le aree interessate dalla residenza di specie selvatiche, valorizzazione dell’ambiente anche attraverso la prevenzione di comportamenti scorretti, istituzione del Parco del Musestre in continuità con quello del Sile, artigianato locale, attenzione alle questione della previdenza sociale. Molto banalmente sono questi i cardini della politica che vorremmo vedere applicata nel territorio del Comune.

Sicuramente non vorremmo svegliarci domattina e ritrovarci nelle penose condizioni di Casier, meraviglioso tipico paesino della campagna trevigiana affacciato su un delizioso porticciolo, devastato in cinque anni da un’urbanizzazione da voltastomaco, infiniti metri cubi di villette ed appartamentini anonimi senza servizi e senza identità, un altro non-luogo ad alto indice di depressione generato dall’incapacità di chi aveva ed ha la responsabilità di evitare simili scempi.

Il Pases potrebbe essere interessante ed il suo vizio di fondo potrebbe diventare una enorme virtù nel caso in cui il piano contenesse indicazioni specifiche e concretizzabili sullo sviluppo sostenibile di Roncade, allora la sua “blindatura” diverrebbe garanzia per la cittadinanza che un domani tali conquiste non potrebbero più essere ritrattate, riviste, modificate o distorte.

Ciò che non interessa ai cittadini sono le questioncelle da baruffa chioggiotta che rischiano di innescarsi al margine di questa iniziativa a causa dei soliti interessi di quartiere, come non interessano gli opinion-leaders e gli altri meccanismi di raccolta del consenso, qui i consensi si raccolgono andando incontro alle esigenze ed alle aspirazioni reali di chi vive nel territorio.
Magari con un sostanzioso supplemento di buonsenso e di coraggio potrebbe uscirne qualcosa di buono. Stiamo a vedere, nella speranza che qualcuno si degni di chiedere l’opinione anche degli organismi spontanei di rappresentanza cittadina.

Lorenzo Pezzato