TITY.jpg (7413 byte)
   

Un outlet

da follia

   
OUTLET.jpg (15411 byte)
         
Come uccidere un centro storico giusto per riempire capannoni costruiti per niente
  

Link correlati

Cos'è l'Outlet di Barberino di Mugello
11 maggio 2006

LETTERA DA UN COMMERCIANTE

Sabato 22 aprile, la ditta Basso, proprietaria dei bussolotti ai tombotti, organizza un viaggio esplorativo ad un centro “outlet” invitando il sig. sindaco, gli assessori (tutti o di reparto, non ha importanza), consiglieri comunali, delegati del commercio, “Ascom” e commercianti.

Per fortuna alcuni ci hanno visto dentro e non hanno accettato l’invito, considerando che a gestire tutto ciò, e non so perché, non è altro che una grande azienda con un grosso nome che sta cercando di creare un centro commerciale.
Qualcuno potrà obbiettare “meglio pochi e buoni”. Io non sono più di questo parere perché direi “Pochi e c...”.

Mi sembra di assistere alle gite organizzate dalle ditte di propaganda sporca che prima ti offrono il viaggio e poi ti appioppano le pentole; in questo caso invece prima ti fanno vedere il paradiso e poi ti appioppano l’inferno con il benestare del sig. sindaco, del gruppo consiliare di maggioranza, del sig. segretario e di chi il commercio lo conosce solo teoricamente, perché di tutte le promesse fatte da questi signori ai cittadini e ai commercianti per la rivalutazione del centro storico, si è solo pensato ad incassare autorizzando l’apertura di un centro commerciale.
Sarà bene che qualcuno faccia un esame di coscienza pensando che se a tutto il commercio del comune mancheranno introiti che teoricamente si possono quantificare anche in un 30% cosa succederà?
Alcun commercianti già presi per il collo da affitti, luce, acqua, gas e balzelli vari saranno costretti a chiudere e di tutti gli anni di duro lavoro e sacrifici come ricompensa ci sarà solo un calcio nel sedere, perché nelle condizioni in cui si troveranno, o meglio ci troveremo, non avremo neanche a chi affittare i nostri locali.

E a chi si è indebitato, spinto dalle promesse di rilancio del centro storico che avrebbe richiamato un maggiore flusso di persone - possibili compratori che consiglio dà l’assessore di reparto?
E a quel commerciante che ha sulle spalle una famiglia da mantenere e una mancanza di lavoro, cosa si consiglia?
E al dipendente, commesso o commessa, che al calo del lavoro sarà il primo a rimetterci il posto, cosa si dice?

Ma già! Dentro al casotto comunale le paghe non mancheranno mai. Un tot per il sig. sindaco, un tot per gli assessori, un tot per i consiglieri e un tot per tutto l’indotto comunale e alla fine nessuna rimanenza da controllare o spendere.
Termino il mio sfogo chiedendo a tutto l’apparato comunale di pensare due volte alle decisioni che prenderà e alle conseguenze che potrebbero causare.

Dico ai commercianti, attenti e uniamoci, la nascita di un “outlet – factory” potrebbe portare alla chiusura di un gran numero di piccoli esercizi commerciali di tutto il comune.
Le promesse dell’ex sindaco Sartor: “A Roncade non nascerà mai un centro commerciale”...come tante altre sono solo prese in giro, speriamo che quelle dell’attuale, fatte nel periodo delle elezioni, non siano sulla stessa strada.

Francesco Antonello


12 maggio 2006

"Cos'è il progresso se non la voglia irresistibile di cambiare, provare, andare avanti, guardare il mondo e vederlo costellato dei nostri sogni? La ricerca, i grandi cambiamenti, anche le grandi invenzioni sono nate non dalla stabilità dal benessere, tantomeno dalle certezze, ma da curiosità, voglia di toccare con la mente tutto quello che la realtà può rendere possibile, intuizioni, progetti.
La recessione non è tanto nel nostro mancato benessere economico, ma dalla poca voglia che c'è in ognuno di noi di pensare al futuro in modo diverso perlomeno provandoci, smettendola di guardare al passato e soprattutto liberandoci da un presente che se lo vediamo senza speranze e senza sogni ci potrebbe portare non tanto a diventare più poveri, ma sicuramente più tristi.
E' presto per andare in pensione".

Non sono parole mie ma un estratto di un articolo di Vera Slepoj apparso nel
gazzettino qualche tempo fa.
In queste parole mi rifugio nei giorni in cui le cose non vanno come dovrebbero,
invito anche i mie colleghi commercianti a fare altrettanto appena appare all'orizzonte qualcosa di nuovo.
Io ero tra quelli che sono andati in "gita" a Barberino, e vi garantisco che mai mi sarei perso l'occasione di conoscere qualcosa che non conoscevo.
La mia opinione sull'outlet non è cambiata, ma certo ora è più completa .
Mi dispiace per i colleghi che non sono venuti per paura di dover comprare "una batteria di pentole" e li invito a riflettere su tutte le loro certezze.

Francesco Pavan