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Ma che bel

pastrocchio

   
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Sindaco, o è pasticciato il monumento o è sballato quello che hai detto.
La cerimonia della restituzione della scultura offuscata da uno scivolone pacchiano
  

 

4 novembre 2006

Nomi di partigiani mescolati a quelli dei fascisti, nomi fatti leggere senza distinzione ai ragazzi delle medie assieme ai "caduti di entrambe le guerre".

Un intervento di Rubinato la quale, rivolta ai ragazzi e ricordando loro le bandiere nazionale , della Regione Veneto e della Ue da lei stessa consegnate all' inizio dell' anno assieme ad una copia della Costituzione, dice "ricordate che queste bandiere vi sono state davvero consegnate in realtà dagli uomini di cui oggi voi avete letto il nome attraverso il loro sacrificio".

La bella cerimonia di restituzione della "Vittoria Alata", dello scultore Libero Andreotti, in un meteorologicamente splendido 4 novembre, è stata guastata da un pastrocchio che mescola in un modo ingenuo dei valori in netta contrapposizione.

Quelli del fascismo e dell'antifascismo, per capirci. Mica bruscolini.

Riepiloghiamo. Nello scoprire il monumento - alla cui base sono tornati in bella vista i nomi dei caduti delle due guerre ma, come da una delibera del 1987, anche quelli di partigiani, fascisti e repubblichini (!) -  il cerimoniale fa leggere ai ragazzini le generalità di ogni morto in modo assolutamente indistinto.

Poco dopo, nell'intervento di Rubinato - sindaco ma anche parlamentare di questa Repubblica - e che è possibile ascoltare integralmente cliccando qui, si ripercorrono giustamente il collegamento tra il 4 novembre e il 2 giugno e anche quello con il 25 aprile (primo stridore: perchè abbiamo ricordato allora, poco prima, i nomi dei vari Menon, Speranzon, Carrer, Scopel, notissimi fascisti e repubblichini roncadesi?).

Secondo passaggio, il richiamo all'importanza di una memoria condivisa che transita attraverso la pacificazione. Si vede che Rubinato ritiene che alla pacificazione si arrivi attraverso la confusione tra chi combatteva per l'invasore tedesco e chi, invece, per cacciare via i nazisti e i fascisti.

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Terzo momento, l'apoteosi delle bandiere. Un tricolore che, dichiara Rubinato ai bambini, vi è stato consegnato direttamente dai nomi che avete letto. Anche dai vari Menon, Carrer, Speranzon, Scopel eccetera, senatore? Anche da quelli che hanno mandato i roncadesi nei lager di Hitler e poi bruciato le loro case? Anche quelli che hanno messo al muro i ragazzi che lottavano per ricacciare i tedeschi a casa loro?

Insomma, delle due l'una. Se il monumento doveva rimanere tale e quale, con i nomi che c'erano prima allora il sindaco avrebbe dovuto concepire un discorso più evasivo. Altrimenti, se vale quello che ha  detto - e quello che ha detto vale eccome - i nomi di fascisti e repubblichini vanno, come minimo, o scritti con caratteri diversi o collocati in un riquadro separato. E senz'altro taciuti in contesti tanto solenni.
Anche - o forse soprattutto - perchè sennò i ragazzi delle medie imparano cose fondamentalmente sbagliate.

Chicche della giornata. Il monumento è stato restaurato a spese di Fortunato Vianello. benemerito ma anche ex consigliere comunale del Pci.
La scelta di far pronunciare tutti i nomi ai ragazzi viene da un assessore che, per la cronaca, è anche insegnante e che di storia, si suppone, dovrebbe intendersene.

Eppure questo Comune si è speso generosamente e seriamente, negli ultimi due o tre anni, per sostenere manifestazioni legate alla conoscenza del periodo della Resistenza a Roncade.
Eppure questo Comune ha avuto come sindaco, fino al 2004, uno storico sulla cui precisione e sulla cui produzione di testi che parlano della nostra terra nulla si può eccepire.

Commento di Umberto Lorenzoni, presidente dell'Anpi di Treviso "Rimango esterrefatto".

Un peccato.