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Mascia: ma Rubinato senatore voterà contro Rubinato sindaco?
La sindrome della mortadella non perdona
  

 

7 ottobre 2006

Caro Direttore,

una domanda mi sorge spontanea...

chissà cosa pensa la gentile Simonetta, Sindaco di Roncade, del comportamento della Senatrice Rubinato che sta avallando una Finanziaria di "lacrime e sangue" per Cittadini ed Enti Locali!?!

Han tanto inveito contro il Governo Berusconi ma questa legge di Bilancio è stata scritta dopo essersi foderati di "..Mortadella" occhi e orecchi!!!

Povera Italia...e sempre più poveri i Cittadini Italiani strizzati come olive dai sinistri compagni che al governo ne stan combinando di cotte e di crude!

Ma era ovvio che dopo aver mandato liberi stupratori, assassini e spacciatori si inventassero nuove tasse da calare sul groppone agli Italiani per farli sentire più vicini -in povertà!- a quelli che il comunismo l'han patito per 90 anni.

Saluti

Boris Mascìa
Consigliere Comunale


7 ottobre 2006

Beh, bisognerebbe chiederlo a lei. Cioè, a una delle due.

Cosa vuole, caro Mascia, da quaggiù non si può che render pubblica la Sua perplessità sebbene onestamente io faccia fatica a credere in una risposta dell'interpellata. Come da tradizionale regola democristiana, la signora ha scelto la strategia del muro di gomma con chi non parla (più) la sua lingua. Se non la comprendiamo da soli, che diamine, non si può chiedere ad un senatore della Repubblica di perdere tempo a spiegarci da zero terminologia e grammatica.

Anyway, avere un sindaco tra la schiera dei senatori per il centrosinistra significa, in questo caso, giocare sul filo del rasoio ma dubito che la persona di cui stiamo parlando - in nome di quell'imperituro ma iper ambiguo concetto di "senso di responsabilità" - per il suo particulare (*) vada a metter la matita tra i conteggi di Tommaso Padoa Schioppa.

Se può giovare mi limito a riportare un passaggio di quanto Rubinato ebbe a scrivere a questo sito il 7 aprile del 2006:
"Io non credo che i roncadesi siano preoccupati per la mia candidatura al Senato (...). Credo invece che essi abbiano capito benissimo che un parlamentare non può che portare benefici alla sua comunità, in termini di visione più generale dei problemi, in termini di opportunità e risorse. (...)
Se uno guarda la propria terra dall’alto di una torre, ne ha una visione migliore, che se la guarda dal piano terra, e questo sguardo a tutto raggio, che penetra gli orizzonti, è capace di vedere più lontano, di avvistare i pericoli, di accorgersi prima del cambiamento che avanza".

Abbia fede e pazienza, caro Mascia. Popolo e Parlamento sono soggetti che vanno tenuti ben distanziati. Nè Lei ne io siamo sopra la torre. Mica avremo la pretesa di capire, no?

Gianni Favero

7 ottobre 2006 verso sera

(*) Sono stato richiamato sul fatto che l'inserimento del sostantivo "particulare" in questo contesto sintattico potrebbe dar luogo ad equivoci. Al fine di evitare discussioni fuorvianti, costa nulla precisare senz'altro che il particulare è riferito esclusivamente all'interesse del Comune di Roncade (qui contrapposto al generale interesse della Repubblica), non certo ad ipotetici vantaggi personali del sindaco/senatore.
Spero in questo modo di aver blindato il ragionamento e fornito un'adeguata risposta alle legittime richieste di maggiore chiarezza.