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Meritevoli

ma puniti

   
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Qualche calcolo per spiegare perchè utilizzare bene i soldi pubblici in questo paese è quasi una colpa
  

 

18 dicembre 2006

Egregio Direttore,

leggo sempre ben volentieri il dibattito che viene ospitato sul suo sito.

Mi sono finora sempre astenuto dal scriverLe, ma come cittadino di Roncade, e avendo vissuto per circa trenta anni la vita amministrativa del mio Comune, in qualità di Ragioniere Capo, voglio ora condividere con la nostra comunità alcuni fatti di finanza locale, strettamente legati alla vita di tutti i giorni.

Appassionato di pubblica amministrazione, coltivo ancora oggi questa passione svolgendo la professione di Revisore dei Conti in alcuni Comuni e mi rendo sempre più consapevole dei momenti di difficoltà economica che stiamo vivendo, specie per ciò che riguarda la Finanza Pubblica.

Già con la Legge Finanziaria del 2006, e ora con quella per il 2007, nelle cronache radio-televisive e nei giornali questo argomento viene affrontato ogni giorno nei suoi vari aspetti socio-economici. In questo momento la mia attenzione vuole focalizzarsi sui tagli imposti dalle suddette leggi nei confronti dei Comuni, dovendo gli stessi concorrere al contenimento della spesa pubblica assieme agli altri enti pubblici (Stato, Regioni, Province, ecc.). Sto parlando degli obblighi assunti dalla Repubblica Italiana in sede comunitaria col cosiddetto “patto di stabilità interno”.

I tagli sono così tanti che vengono pesantemente limitati tutti i livelli di spesa, sia corrente che di investimento.

Riconosco che, se di sacrificio solidale si tratta, tutti devono contribuire, però non possono essere ignorate le situazioni economiche dei singoli Comuni che in Italia non sono certamente paritarie.

A tal riguardo mi permetto di illustrare alcuni dati che si riferiscono, come esempio, al nostro Comune, sottolineando che lo stesso rappresenta una situazione pressoché simile agli altri comuni della Provincia di Treviso.

- La spesa media corrente per abitante del Comune di Roncade è di € 451,22.

- La spesa media corrente per abitante, a livello nazionale, rapportata alla classe demografica dei Comuni cui Roncade appartiene, (fascia 10.000-20.000 ab.), è di € 617.49.

- La differenza quindi rispetto alla media nazionale è pari a € 166,27.

- Tenuto conto che Roncade al 31.12.2005 aveva una popolazione pari a 12.417 abitanti, moltiplicando per € 166,27 ne risulta che, rispetto al dato medio nazionale, il Comune di Roncade ha una spesa corrente inferiore di € 2.064.575,59 quasi quattro miliardi delle vecchie lire.

Il dato appare subito sbalorditivo, visto che i Comuni che rientrono in questa fascia sono considerati “virtuosi”. Proviamo poi a pensare a quelli che hanno un livello di spesa superiore alla media nazionale!

Nasce spontanea una domanda. Come sono possibili queste situazioni e tali differenze?

Se questo livello di spesa fosse finanziato da entrate autonome (tasse o imposte pagate dai cittadini di questi Comuni), non ci sarebbe nulla da eccepire.

Purtroppo la cosa non è cosi, in quanto questi Comuni stanno godendo ancora di trasferimenti statali consolidatesi nel tempo perché sono stati più bravi a spendere a discapito dei Comuni più virtuosi come il nostro.

Allora qualcuno si domanderà come vengono spesi questi soldi?

E queste sono le risposte:

- in spese per il personale: è infatti dimostrato da dati Ufficiali del Ministero degli Interni che la media del personale in rapporto agli abitanti per la classe di Comuni cui appartiene Roncade è di 1/124, quindi Roncade per essere in media, dovrebbe avere circa 100 dipendenti: il doppio degli attuali.

- in spese per indebitamento: gli alti livelli di indebitamento hanno già indotto provvedimenti da parte dello Stato nel passato, ad esempio con la Finanziaria 2005 lo Stato ha ridotto la capacità di indebitarsi dal 25% delle entrate correnti al 12%, dando comunque nove anni per rientrare. E il Comune di Roncade ha un livello di indebitamento di poco superiore al 5%!

- In spese per servizi e il conseguente acquisto di beni.

Faccio una prima considerazione chiedendomi come lo Stato abbia consentito tali sperequazioni, senza aver mai obbligato i Comuni ad adottare degli “standard di spesa” nell’erogazione dei vari servizi.

Credo che Roncade, con i dati finanziari in cui si trova, non sia un Comune da terzo mondo, ma abbia raggiunto con gli anni una buona qualità sia per le strutture di cui si è dotato, che per i servizi che sta erogando. E questo senza avere tanti dipendenti come la media nazionale e senza essersi indebitato oltre i limiti fissati dalla legge.

A commento di questi dati vorrei fare un’ultima riflessione. Non ritengo giusto che, come la finanziaria per il 2006, anche quella per il 2007 ponga limiti a questi Comuni che da sempre hanno tenuto comportamenti efficienti e virtuosi.

Credo sia giusto orientarsi verso l’attuazione di una perequazione nei trasferimenti da parte dello Stato e se c’è da fare qualche sacrificio, lo faccia chi ha vissuto per molto tempo in modo inefficiente e nello spreco. Quel tanto auspicato federalismo fiscale, a quando?

Questa situazione l’ho segnalata al nostro Sindaco Sen. Simonetta Rubinato che oggi è protagonista in Parlamento e quindi sicuramente più titolata a rappresentare queste situazioni.

L’ho segnalato anche al Presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, perché sono loro che devono farsi promotori per richiedere più giustizia e perequazione, perché altrimenti è vero che noi veneti a Roma non contiamo nulla.

Non si può tacere sempre, accettare continue giustificazioni… se i dati sono questi è ora che questa situazione cambi.

E’ giusto che i cittadini di Roncade abbiano le strade asfaltate, la pubblica illuminazione in ordine, qualche pista ciclabile in più, un potenziamento dei servizi sociali, ecc….e questo non pagando più tasse, ma avendo di ritorno quei finanziamenti che molti Comuni, di pari dimensioni, continuano ad avere.

Riflettiamo un po’: se Roncade potesse spendere 2.064.574 euro in più all’anno quante cose potrebbe fare o avere?

Un’altra segnalazione: Lo sa Egregio Direttore quanti Comuni in Italia sono stati Commissariati per dissesto finanziario? Tanti.

E’ successo che il Governo, per ognuno di essi, di fronte a queste situazioni ha nominato dei Commissari straordinari, i quali hanno sistemato i conti e ripianato i debiti con Mutui a totale carico delle casse dello Stato.

In Veneto questo non è mai successo.

Recentemente ho letto cosa è successo nel Comune di Taranto. Dichiara il Commissario straordinario ” in pochi anni dilapidati 500 milioni di Euro…. Se entro l’anno lo Stato non interverrà con 60 milioni di Euro, siamo spacciati….indagati Sindaco e 26 alti dirigenti…” e anche questa volta sarà lo Stato a pagare la cattiva amministrazione.

Spero che anche le nostre forze politiche, presenti in consiglio comunale, si muovano su questo tema, perché mi sembra che a volte, quanto riportato non sia molto noto e si continui a prendere atto di quello che ci viene imposto, senza chiedersi quanto poi sia giusto adeguarsi o piuttosto prendere decisioni diverse.

Cordialmente.

Franco Marian


21 dicembre 2006

Ho letto l’intervento “Più si è bravi più si è castigati” con grande interesse e mi voglio complimentare sia con l’autore di questa attenta analisi sia col direttore del sito per averlo pubblicato dandogli il giusto risalto.

Trovo che solo una persona competente possa illustrare in modo chiaro e semplice una materia quale è la gestione della pubblica amministrazione, che in genere viene trattata in modo contorto e fumoso.

Auspico che si continui a parlare di questi argomenti perché ciascuna persona possa poi valutare come vengono gestite certe risorse a livello locale e poi dal governo centrale.

E’ indubbio che certi mal di pancia causati dalla finanziaria siano anche il frutto di comportamenti “disinvolti” di certe amministrazioni che continuano a scaricare sulla collettività la loro poco attenta gestione del denaro pubblico. E’ necessario premiare, di contro, le amministrazioni virtuose.

Per questo sono convinto che:

- la scure della finanziaria debba cadere solo sui comuni spendaccioni e non in modo generalizzato su tutti.

- La gran parte delle risorse prodotte in una certa zona debbano essere impiegate a beneficio della collettività che le ha generate e che in quella zona ci vive.

Giancarlo Tonon
  

21 dicembre 2006

Il pregevole intervento di Franco Marian, già ragioniere Capo del Comune di Roncade, sul bilancio comunale di Roncade e sulle sperequazioni da esso patite in quanto a trasferimenti di denaro dallo Stato, mi sollecita alcune osservazioni.

La parte tecnica illustrata da Franco Marian, tuttora ben informato sulle dinamiche finanziarie dei Comuni in quanto Revisore dei conti in alcune Amministrazioni Comunali del circondario, fa chiarezza e giustizia rispetto a errate informazioni che in passato sono state da taluni letteralmente “date in pasto” all’opinione pubblica, confidando che questa recepisse acriticamente le disinformazioni ammannite slealmente con scopi di vantaggio di parte.
Mi riferisco ai cosiddetti e presunti “debiti” del Comune di Roncade.
Più è più volte è stato chiarito e con puntigliosità continuerò sempre a ribadire che il Comune di Roncade nella sua lunga storia non ha mai e poi mai chiuso un bilancio in passivo.
Il cosiddetto “indebitamento” riguarda la realtà assolutamente normale (e imprescindibile per ogni Comune) dei mutui accesi per realizzare Opere Pubbliche, parzialmente coperte peraltro da finanziamenti propri.
Ora è del tutto tranquillizzante quanto certifica il ragioniere Marian e cioè che il livello di “indebitamento” di Roncade (in concreto si dovrebbe dire “di investimento con debito”) è del 5% delle entrate correnti annuali del Comune, a fronte di una possibilità teorica data dallo Stato di raggiungere il 25%.
Per tradurre il tutto in via pratica per quei cittadini che non hanno dimestichezza con i numeri della ragioneria, è come se una famiglia avesse contratto un mutuo per costruirsi la casa e che la rata annuale da pagare per tale mutuo corrispondesse globalmente (tra restituzione del capitale e interessi) al 5% degli stipendi che entrano in quella famiglia.
Chiunque ci starebbe!

Queste sono le finanze del Comune di Roncade: sane, oculate, gestite in passato con senso di responsabilità, capaci di generare nuovi investimenti per il futuro.

Sarebbe interessante dibattere anche l’importante tema posto da Franco Marian della equità dei trasferimenti da parte dello Stato ai Comuni virtuosi, quale è Roncade e quali sono quasi tutti i Comuni veneti.
Ma su questo argomento, interessante e con aspetti poco noti da rendere chiari, tornerò a breve.

Ivano Sartor
Sindaco Emerito
di Roncade