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Il blitz

di Mabrouk

   
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Da 16 anni in Italia, con moglie e bambino, resta senza tetto e occupa una casa Ater inutilizzata da molto tempo.
Un'occasione per pensarci e confrontarsi.
Rubinato: lo abbiamo già aiutato abbastanza
  

 

29 ottobre 2006

Straniero, precario, polisfrattato.

Ma anche marito e padre di un bambino piccolo. Mabrouk Noui, con la moglie, Cherifa, ed il piccolo di neppure cinque anni, con il supporto degli "invisibili" trevigiani, ha occupato ieri una casa sfitta dell’Ater in via Menon, a Roncade.
Operazione pulita, quel minimo di trambusto necessario a forzare un uscio e sostituire una serratura seguito dal sopralluogo di prassi di carabinieri e vigili. Volantinaggio, brevi spiegazioni agli stupiti coinquilini delle palazzine gemelle e una telefonata al sindaco per fissare un incontro per domani.

Mabrouk a Roncade aveva già abitato, un po’ in una casa colonica nella siderale Ca’ Tron, dove alloggiano soltanto uomini ed in cui non se l’è sentita – perlatro a 490 euro al mese per quattro stanze – di lasciare moglie e bambino durante la sua assenza. Un po’ in un altro appartamento in paese da dove, però, è stato sfrattato dai proprietari non appena il suo precariato garantito Manpower lo ha privato dello stipendio.
Prima abitava a Mignagola di Carbonera in una casa di via Duca d’Aosta così malconcia da crollare e da non lasciare tanta voglia al suo padrone di rimetterla in sesto.

Sullo sfondo di Mabrouk c'è un arrivo in Italia dalla Tunisia 16 anni fa, una striscia di lavori incerti del genere più vario, quattro anni alla San Benedetto ma solo per tre mesi alla volta, un matrimonio ed un figlio. Le notti in macchina e sotto a tetti di fortuna integrano il bagaglio di esperienze a Nordest.

Caso isolato, per fortuna, almeno a Roncade. Un piccolo choc da raccogliere come un' utile occasione, senza che alcuno si possa chiamar fuori, di riflettere e discutere.

Per sentire Mabrouk che racconta la sua storia cliccare qui.


31 ottobre 2006

COMUNICATO STAMPA

Il sindaco Simonetta Rubinato speiga i retroscena dell'episodio dell'occupazione di un alloggio sfitto dell'Ater da parte di una famiglia di magrebini, seguita da oltre un anno dai Servizi Sociali del Comune

Il problema-casa è reale, ma il Comune non può mantenere a vita nessuno

È dal settembre 2005 che il Comune di Roncade si interessa, con interventi concreti, della situazione del signor Naoui, ovvero da quando la famiglia magrebina si è trasferita da Carbonera a Roncade. E proprio a tutela del minore presente, nel corso di quest'anno l'amministrazione comunale ha versato alla famiglia 1.835,28 euro (1.235,28 euro nel novembre 2005 e 600 euro nell'aprile 2006) per aiutare la famiglia a saldare i debiti con gli affittuari e con gli enti erogatori di servizi (Enel e Sile Piave).

«Dopo lo sfratto in via Pistor a Roncade il signor Naoui si è rivolto a noi e noi abbiamo individuato un alloggio a Meolo, in una struttura gestita dalla cooperativa "Servire", proponendogli la copertura del 50% delle spese di affitto per i primi mesi, in attesa che trovasse un lavoro - spiega l'assistente sociale Maria Luisa Pizzolato - Ma con nostra sorpresa il signor Naoui ha rifiutato l'offerta, pretendendo un alloggio in centro a Roncade. A quel punto la moglie ha manifestato la volontà di tornare in Marocco con la figlia e ci ha chiesto la copertura del costo del biglietto aereo, che le abbiamo concordato, ma non si è più presentata a ritirare lo stanziamento.»

«Il problema della mancanza di alloggi popolari è reale. Anche in Comune di Roncade le case popolari esistenti non bastano a coprire le domande (sono 42 le richieste tutt'ora in lista di attesa, di cui 28 di famiglie italiane e 14 di famiglie immigrate) - afferma il sindaco Simonetta Rubinato - Tuttavia non è occupando case, in modo illegale, che si risolvono i problemi. Occorre la predisposizione di programma di edilizia sovvenzionata con relativi finanziamenti pubblici per realizzarli. Il decreto legge 261/2006, che, se convertito in legge, avrebbe dato il via a una nuova stagione per le politiche per la casa, è stato purtroppo affossato in Senato dal centrodestra il 25 ottobre scorso. Bisogna pertanto ripartire al più presto da quella proposta per permettere ai Comuni di avviare programmi di edilizia sovvenzionata a beneficio delle famiglie più indigenti.»

Sul caso dell'occupazione dell'alloggio Ater in via Menon, il sindaco Rubinato ritiene che "Gli Invisibili" abbiano concorso a violare la legge. «La famiglia del signor Naoui è stata aiutata molto dal Comune proprio per tutelare la loro bambina - spiega il primo cittadino di Roncade - Ma il Comune non può permettersi di mantenere a vita questa famiglia né altre. Il signor Naoui deve rimboccarsi le maniche e mettersi in testa che per vivere tocca lavorare, come fanno la gran parte del suoi connazionali che hanno capito che qui da noi vale il motto: "Aiutati che Dio t'aiuta".»