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Piroetta

Sartor

   
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Affaire 69: Giacometti racconta le cose dal suo punto di vista.
All'ex sindaco: sei l'ultimo che può parlare di urbanistica
  

 

5 gennaio 2006

Caro direttore, so perfettamente che questo che sto inviando non è il tanto atteso regalo, me ne scuso, ma mi auguro che possa compensare questa mia mancanza in altro modo così non avrò a subire sensi di colpa nel merito. Dopo aver visto la lettera dell'ex sindaco Ivano Sartor che illustra come nell'ultima seduta del consiglio comunale egli abbia "salvato" (grazie ai voti del gruppo Roncade Democratica e delle minoranze) un importante sito storico del nostro Comune. Visto che tutto è bene quel che finisce bene (secondo lui), non capisco questa sua lunga excusatio non petita... Ma questo mi ha stimolato a ricercare tra le carte e le normative per poter precisare alcune cose, mi scuso per la lunghezza dell'intervento con Lei e con il lettore che avrà la pazienza di giungere al fondo, giornalisticamente sono out, ma è necessaria una certa precisione nel merito.

Devo confessare comunque che fa piacere prendere atto della metamorfosi di Sartor, ora paladino dell'urbanistica e dei centri storici, dopo dodici anni di amministrazione conclusi con le edificazioni che si conoscono e con l’adozione di una variante generale che è generosa nella previsione di nuove aree di espansione, che trovano la loro massima espressione in quella prevista in Via Galli per una edificazione su 44.492 mq di terreno agricolo (poco meno di nove campi) di oltre 40.000 mc. teorici, area questa secondo Sartor strategica per lo sviluppo futuro di Biancade, pur essendo anch’essa “una proposta che veniva da un privato, nemmeno cittadino di Roncade", "un imprenditore immobiliare che - legittimamente dal canto suo - intende realizzare "affari" (per citare Sartor).

Poichè i cittadini vanno informati correttamente, senza ambiguità e sottintesi e soprattutto senza strumentalizzare i fatti in modo tendenzioso, mi sento di dover esporre i fatti nudi e crudi, una parte importante dei quali si sono svolti nel periodo in cui ero capogruppo di tutta la maggioranza.

Nel settembre 2004 pervennero all'amministrazione alcune proposte di riqualificazione urbana ed ambientale, che il sindaco sottopose al gruppo consiliare prima ancora di istruirle in Giunta. Tra queste, quella dell’ora “famigerata” Immobiliare 2M, relativa all'area adiacente il bar da Ruggero, in Via Trento Trieste, che venne esaminata applicando ad essa i medesimi criteri per la valenza pubblica utilizzati anche per i Piruea che in seguito sono stati adottati dal Consiglio Comunale. Ebbene, la proposta prevedeva, a fronte della concessione di una modesta edificazione nei pressi del bar (per 3.000 mc. circa), una contropartita pubblica costituita dalla cessione al Comune della rimanente area adiacente via Trento Trieste da adibirsi a parcheggio, nonchè dalla cessione di un'ulteriore area da vincolarsi a parco a nord della Chiesa sino al canale Pentia, oltre ad euro 240.000 circa da destinarsi ad opere pubbliche. Scopo dell’Amministrazione era verificare se la proposta potesse contribuire alla soluzione della questione relativa al completamento del restauro della Chiesa di San Cipriano Vecchio, al fine di utilizzarla come auditorium previa stipula di una convenzione tra Amministrazione e Parrocchia, come previsto nelle linee programmatiche adottate in Consiglio Comunale.

Nella riunione di gruppo di maggioranza del settembre 2004, gli unici a esprimersi in senso contrario alla proposta furono l'ex sindaco e la consigliera Crozzolin. Sartor in particolare addusse in opposizione l'esistenza di un importante sito archeologico (mentre non menzionò alcuna questione urbanistica allora). L'Assessore De Vidi chiese già in quella sede di avere la documentazione relativa all'asserito sito archeologico, con l'intesa che in mancanza si sarebbe potuto accogliere la proposta atteso che alla maggioranza dei consiglieri (compreso il consigliere Gatto, sia pure con qualche perplessità) la stessa sembrava un'opportunità da cogliere per le ragioni che ho spiegato.

Nulla pervenne e nel frattempo passò il termine per l'approvazione dei Piruea. Non pensate che se il Sindaco o la Giunta avessero voluto prevaricare su qualche consigliere o addirittura difendere gli interessi di qualche privato avrebbero provato in ogni modo a far approvare la variante nel termine del 28 febbraio 2005? E invece nulla di tutto ciò. Semplicemente, la questione ritornò in auge quando furono esaminate in gruppo le osservazioni alla variante Sartor, tra cui quella presentata dalla medesima società. In una serata del aprile 2005, assente il Sindaco Rubinato perché impegnato quella sera nella stesura della relazione al bilancio previsionale 2005, l’Assessore presentò al gruppo la possibilità di recuperare l’opportunità per la Chiesa antica accogliendo parzialmente l’osservazione. In tale occasione Sartor reiterò la sua ferma e pervicace opposizione sulla base della motivazione archeologica. Come capogruppo ricordo bene che la maggioranza del gruppo era tendenzialmente favorevole alla proposta dell’Assessore, salvo che non fosse dimostrato la rilevanza archeologica del sito.

Nessuna documentazione, tuttavia, ebbe a pervenire da parte del Consigliere Sartor.

Nel frattempo, in data 10 giugno, in occasione di un sopralluogo presso la Chiesa Antica, mi è stato riferito che l'Arch. Mialich della Soprintendenza ebbe a segnalare al Sindaco e all'Ass. all’Ambiente Geromel l'interesse per l'acquisizione dell'area a nord della Chiesa in funzione della salvaguardia architettonica ed ambientale della stessa, poi confermata in occasione di un incontro in Venezia nel luglio 2005 con il Sindaco e l'Assessore all’Urbanistica.

Per tali motivi, visto che nessuna documentazione era stata fornita nel frattempo da Sartor circa la rilevanza archeologica del sito, nell'agosto scorso veniva sottoposta alla Commissione consiliare 2ª la proposta poi portata dalla Giunta in Consiglio Comunale il 28 dicembre scorso. La Commissione, su proposta del suo presidente Sartor, si pronunciò per il rigetto dell’osservazione del privato contro la proposta della Giunta.

Riunitisi i due gruppi di maggioranza il 5 dicembre, per decidere la posizione comune visto il voto contrario della commissione consiliare, il consigliere Sartor, dopo aver preso atto che la maggioranza dei consiglieri era a favore della proposta della Giunta con la garanzia di sondaggi preventivi per accertarsi della rilevanza archeologica o meno del fantomatico sito, rilevò per la prima volta che l'obiezione più importante non era tanto quella archeologica, ma quella urbanistica, ovvero il fatto che si faceva costruire tra due centri storici, la Fabbrica e la Chiesa, deturpandone così il contesto circostante. L'obiezione sarebbe anche pregevole, se non fosse che arriva troppo tardi: basta farsi un giro in Via Trento Trieste per comprendere che tale tardiva sensibilità urbanistica meriterebbe ormai miglior causa. Tant'è. L'ex Sindaco Sartor quella sera disse: non legherò mai il mio nome a tale scempio. Il consigliere Gatto disse: non sono d'accordo ma non voglio impedire alla maggioranza del gruppo di decidere. Il consigliere Buldo disse: se c'è un vincolo archeologico non si può costruire, se invece non c'è un vincolo, allora si può.

Da ultimo, in una comunicazione scritta del 13 dicembre scorso la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio, interrogata per avere una valutazione per quanto di competenza in ordine alla scheda specifica da sottoporre al voto del Consiglio Comunale, ha impartito l’unica indicazione "che l'area a nord e a sud dell'edificio religioso contraddistinta ai mappali 58 -119 - A, dovrà rimanere completamente libera da edificazioni"; la scheda proposta dalla Giunta andava esattamente nella direzione di acquisire i mappali 58 e 119 a salvaguardia di un contesto decoroso dell'edificio religioso.

Si arriva a questo punto in Consiglio Comunale il 28 dicembre scorso.

Sartor con Gruppo Roncade Democratica ha votato – insieme alle minoranze - contro il parziale accoglimento dell’osservazione proposto dalla Giunta, per confermare la previsione della variante Sartor, adottata in aprile 2004. Tradotto in norme e cifre ciò significa che Sartor – per giusta coerenza - vuole mantenere la destinazione indicata nell’art. 51 delle NtA della variante, il quale consente nell’area in questione anche costruzioni per lo sport occupanti sino al 40% della superficie per un’altezza sino a 6,5 metri. Facendo due conti secondo la variante del 2004 si può arrivare a costruire (sopra il sito archeologico) un centro sportivo per un massimo di 15.000 mc.

La proposta messa ai voti dal Sindaco Rubinato e dalla Giunta limitava la costruzione di residenze per un massimo di 3.000 mc solo su metà dell’area, subordinando comunque l’edificazione all’effettuazione di opportuni saggi preventivi sotto la direzione della competente Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, al fine di verificare l’esistenza di reperti o siti archeologici da sottoporre a tutela, come previsto dall’art. 66 Nta della variante per la via Claudia Augusta, la Via Annia e per la zona della c.d. “motta” in Biancade a nord-est della Chiesa Castello.

Ai cittadini di giudicare la sensibilità archeologica ed urbanistica delle due posizioni.

- Io ho votato a favore della proposta della Giunta (con la maggioranza del gruppo) perchè volta a risolvere la questione della destinazione della Chiesa Antica ad Auditorium, perchè tutela di più il centro storico intorno alla Chiesa, perché garantisce i sondaggi per l’eventuale rilievo di reperti archeologici.

- Mai l’attuale Sindaco mi ha dato – come capogruppo - indicazioni prima delle riunioni di gruppo o di Consiglio comunale su come votare. Abbiamo sempre condiviso in gruppo le scelte, senza riunioni di corrente.

- Non ho mai neppure convocato una riunione del mio solo gruppo dopo la costituzione del gruppo Roncade Democratica.

Per finire, sono convinto che l’attuale Sindaco Rubinato intende proteggere la valenza del sito intorno alla Chiesa Antica, dandogli adeguata tutela nel Pat. A proposito: perché Sartor non ci ha pensato lui a fare nella variante quanto proposto da questa Giunta? Visto come stanno i fatti, ho capito forse perché non è arrivato ancora nessun documento. Sono comunque contento della metamorfosi dell’ex sindaco, perché questo ci assicura che potremo condividere appieno il futuro sviluppo (sostenibile) della città di Roncade.

Con immutata stima

Paolo Giacometti