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Piromania e

omerta'

   
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Chi brucia immondizie produce diossina.
A Roncade questo avviene di frequente pero' la gente tace.
E il Comune?
  

 

21 agosto 2006

Bruciare sterpaglie e ramaglie in genere, lo sappiamo, e' vietato, anche se la pratica e' in uso da secoli nelle campagne.
Molti contravvengono al divieto, anche perche' risulta difficile far capire che quella combustione viene considerata dannosa esattamente come quella che si genera all’interno di un motore a scoppio. Bruciare foglie e bruciare derivati del petrolio non sono la stessa categoria di azione.
Fin qui non ci sarebbe nulla di scandaloso, la posizione e' perfettamente sostenibile.

Il problema scatta quando il ragionamento si allarga a trecentosessantagradi e diventa legittimo bruciare anche i sacchetti contenenti il residuo secco di casa, i teli di plastica utilizzati in agricoltura, i pannolini dei bambini, gli scarti delle lavorazioni industriali/artigianali e quant’altro.
Ultimamente, guarda caso specialmente di notte, succede invece che qualcuno bruci i materiali appena citati appestando il vicinato con esalazioni che tolgono il respiro, odore acre che aggredisce la gola e si sostituisce ai meravigliosi profumi estivi della campagna.

Per non essere del tutto maliziosi consideriamo che alcuni autori di tali astute azioni non sappiano alcunche' riguardo alle diossine e ai divieti di legge, rimangono pero' coloro che vogliono risparmiare sul conferimento del secco, quelli che non hanno voglia di andare all’Ecocentro o che non vogliono pagare i servizi di un’azienda specializzata nello smaltimento dei rifiuti prodotti in azienda. Non e' tollerabile che mentre una comunita' si batte e si prodiga per salvaguardare la salubrita' dell’aria e dell’ambiente, alcuni facciano esattamente il contrario infischiandosene di tutto e di tutti. E' anche una questione di principio, oltre che di rispetto.

In un piccolo comune, e' ovvio, i cittadini si conoscono tutti ed e' difficile che qualcuno punti l’indice contro il vicino sopportandone poi le conseguenze, allora si tende a far finta di nulla per il quieto vivere e convivere. In queste situazioni e' palese debba entrare in partita l’Amministrazione, entita' super-partes che ha il diritto-dovere di tutelare la cittadinanza di intervenire per risolvere il problema, anche a costo di pesanti sanzioni.

Per continuare a non essere maliziosi facciamo finta che alla Giunta non sia mai arrivata la notizia di questi fatti, ora pero' la cosa e' pubblica, percio' ci si aspetta che urgentemente vengano prese le misure necessarie a far cessare quei comportamenti scorretti. Forse un paio di sopralluoghi e di verifiche sarebbero un ottimo inizio per dimostrare interesse.
I signori amanti del falo' selvaggio sappiano che, da oggi, per ogni vicino omertoso ce n’e' un altro vigile.

Il Presidente Comitato Cittadini Biancade
Pezzato Lorenzo