TITY.jpg (7413 byte)
   

Conclave

pigro

   
DEVIDI.jpg (12177 byte)
         
Da un mese c'è un assessore in meno ma ancora il sindaco non ha deciso sul da farsi.
In vista rimpastino e settimo uomo.
  

 

27 ottobre 2006

Dalle dimissioni di Luciano De Vidi è trascorso ormai un mese e ancora non si ha traccia di una soluzione.

I reiterati inviti ad  un ripensamento, rivolti dal sindaco all' esperto assessore alla pianificazione urbanistica del territorio, alle politiche per la casa, ed alla ricerca di finanziamenti e contributi europei, statali e regionali, non hanno smosso l'uscente dalla propria decisione ed un ricorso alla panchina è quindi necessario.

Lo scenario di quanto dovrebbe accadere entro breve nella ricomposizione della formazione è influenzato da tre variabili.

La prima, in realtà non troppo variabile, è la legittima richiesta dei Ds di mantenere il proprio peso originario in giunta. Se due assessori c'erano prima - Cesare Miotto e, appunto, Luciano De Vidi - due devono continuare a rimanere. Perciò sempre tra gli uomini di Fassino Rubinato dovrebbe scegliere il sostituto, agevolata anche dal fatto che il gruppo politico è disponibile ad individuare una figura non necessariamente scelta tra i tesserati (serbatoio che a Roncade è in effetti abbastanza magro).

Una personalità anche esterna, cioè, che sia simpatica alla Quercia e relativamente alla quale qualche nome sarebbe già stato avanzato.

Il consigliere comunale e segretario Ds comunale, Giorgio Libanore, si è comunque dichiarato disponibile ad entrare in giunta.

LIBAN.jpg (11451 byte)

Il secondo elemento da tenere in considerazione è la probabile necessità di una redistribuzione degli incarichi. Il pacchetto di deleghe lasciato sulla scrivania da De Vidi è tutt'altro che leggero e richiede, oltre che impegno, una destrezza che non si improvvisa. Dunque occorrerà che, se il subentrante sarà un apprendista, il peso delle responsabilità dell'uscente sia affidato - in tutto o in parte - a qualcuno con le ossa già fatte. Un nome possibile è quello di Daniele Bassetto, attuale assessore alle politiche per la qualità urbana e lavori pubblici, valorizzazione e manutenzione del patrimonio, impianti sportivi ed arredo urbano, rimozione barriere architettoniche, mobilità, viabilità e parcheggi, sport e associazionismo sportivo. Il quale, ovviamente, qualcosa di tutto questo dovrà cedere ad altri.
In gergo è quello che si chiama "rimpasto".

Terzo input sul quale ragionare è la possibilità di far giungere un settimo assessore. Il jolly è tra le carte di Rubinato da tempo, è in squillante controtendenza con le reiterate considerazioni sulle esiguità delle risorse e con l'altrettanto scenografica decisione di inizio mandato di sforbiciare i compensi di sindaco e assessori ma l'Italia è fatta così. Poi si tratta pur sempre di un ultimo conticino in sospeso con gli scissionisti pentiti di Ivano Sartor, una volta assolta la sua investitura a presidente della Fondazione Città di Roncade.
Il nome che torna fuori, non è un segreto, è quello di Tarcisio Rigato (Margherita).

E' passato un mese. Siamo in attesa.