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Cambiamenti

italiani

   
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Da Provenzano, a Moggi, al re sporcaccione alla signora Fini.
Il talento nazionale della corruzione
  

 

23 giugno 2006

Sarà anche per caso ma gli ultimi accadimenti italiani portano a una inequivocabile constatazione: il cambiamento paga.
Alcune esemplificazioni:
Hanno preso Provenzano e si stanno scoprendo tanti altarini del malaffare con una parte della politica.
Sono state divulgate le nefandezze di calciopoli, Moggi contro i poteri forti e i diritti TV, come a dire……… (a buon intendotor, poche parole).
Arrestano Vittorio Emanuele e si viene a sapere che l’ex vice premier Fini ha la moglie implicata in faccende poco pulite con delle cliniche private mentre il suo portavoce oltre a vari intrallazzi a scopo raccomandazioni, pare anche coinvolto nelle spiate per conto dell’ex ministro di A.N. Storace.
L’ex governatore della Puglia Fitto è indagato per corruzione e ne è stato chiesto l’arresto.
Viene denunciato un accordo segreto con gli USA per mantenere un nostro contingente di soldati in Iraq.
Si scopre che i conti pubblici sono stati manipolati ad uso elettorale.

Essendo sufficientemente smaliziato per riconoscere che le pecore nere sono ben distribuite in entrambi gli schieramenti, non mi permetto di generalizzare.
Dando per scontato che “il potere logora chi non ce l’ha”, è pur vero che nel tempo degenera e si perpetua con la corrutela (vedi la cosiddetta prima repubblica).
L’Italia nella classifica mondiale del livello di corruzione si trova nelle parti alte, ciò vuol dire che siamo irrimediabilmente inclini a “peccare”; qualche volta abbiamo un rigurgito di onestà, ma poi si ricade.

Tangentopoli insegna che ad un periodo di giustizialismo ne subentra un altro di “così fan tutti”; prendiamone atto e …………….benvenuto cambiamento.
Ossequi.

Luciano Damelico - Roncade