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Il figlio

in Croazia

   
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Mi chiamo Primo e sono il figlio di Primo Dal Ben.
Quando la storia, settant'anni dopo, si diverte ed esce dai nascondigli
  

 

21 maggio 2006

La soffiata era suggestiva, l'ipotesi attendibile. Che la storia - soprattutto il libro delle piccole storie nascoste della gente - sia spesso più sorprendente di molti dei prodotti della fantasia umana è un fatto al quale, se ancora non lo si è capito, è bene fare l'abitudine.

I protagonisti di questo racconto sono Primo Dal Ben, segretario della Partito repubblicano fascista a Roncade dopo la caduta di Mussolini e l'armistizio del 1943, morto il 19 luglio del 1944 nel nostro paese, in via Roma, nel corso di una sparatoria con due partigiani, una donna di Pola, Danica Babic, 88 anni, ed il figlio di questa, Primo Babic, di 66 anni, anch'egli residente nella città istriana.

L'indizio da verificare era il rapporto fra i tre, cioè una relazione risalente alla fine degli anni '30 tra Primo Dal Ben e Danica che avrebbe determinato, l'8 aprile del 1940, la nascita di Primo Babic.

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Riavvolgiamo il nastro.
Il dato oggettivo è che il 1 giugno 1931 il governo fascista italiano costituisce sull'idroscalo di Puntisella (oggi Puntizela), vicino a Fasano d'Istria, una decina di km a nord di Pola, il 30° Stormo BM (Bombardamento Marittimo) diventato poi, nel 1936, BT (Bombardamento Terrestre).

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Primo dal Ben era in aeronautica e, proprio in quegli anni, è primo aviere in servizio a Puntisella. Si occupa soprattutto di ricognizione e di fotografia aerea e, da quella base, si sposta per missioni più o meno lunghe su altri paesi del Mediterraneo, in particolare in Spagna.

Quando muore nel conflitto a fuoco a Roncade, Dal Ben ha il grado di Sergente Maggiore dell'Anr (Aviazione nazionale repubblicana). Al fatto sono presenti la moglie, Adele, ed i due figli, Danilo e Bruno, dati, rispettivamente, il 9 novembre del 1941 ed il 19 settembre del 1943. Tre persone già scomparse, decisamente in modo prematuro i figli che riposano, come il padre, nel cimitero trevigiano di San Lazzaro. Bruno è morto a 55 anni il 25 dicembre del 1998, Danilo a 63, il 10 marzo del 2004.

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Tornando alla storia iniziale, va detto che la vedova di quest'ultimo sostiene di non aver mai appreso dal marito la possibile esistenza di un cognato residente in terra croata.

In ogni caso, un primo elemento che, in sede di verifica, rafforza l'ipotesi di una parentela tra Primo Babic e Primo Dal Ben è una rassomiglianza piuttosto evidente.

Babic, inoltre, spiega anche che alla sua nascita la madre avrebbe anche potuto farlo battezzare con il nome di Bruno. A quanto pare, spiega, un nome che al padre piaceva.

Primo Babic tra gli aeroplani di Puntisella ha trascorso l'infanzia e di quella base conosce ogni cosa, ricordando con precisione la successione delle forze militari dopo la sconfitta della Rsi.

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DB8.jpg (38205 byte) A Puntisella, soprattutto - oggi sede di un campeggio turistico ma con ancora evidenti la pistal le rotaie per il recupero degli idrovolanti e le vecchie strutture militari - abita ancora la madre, di fatto nello stesso luogo dove viveva quando conobbe Primo Dal Ben, alla fine degli anni '30.

Sul fatto che i due si conoscessero cade ogni dubbio quando l'anziana, ancora molto lucida, mostra una fotografia di Primo che conserva ancora in casa e che è la stessa che conosciamo, più volte pubblicata in libri di storia ed in questo stesso sito.

Di vecchie fotografie, però, ne spuntano altre, e questa volta del tutto inedite.
Nella prima c'è un Dal Ben poco più che ventenne in costume da bagno sulle coste istriane, nella seconda lo stesso è tra Danica (in secondo piano) e Maria - cioè l'amica di Danica che li ha fatti incontrare durante una festa di matrimonio al circolo ufficiali di Puntisella in cui Primo era stato incaricato di realizzare il servizio fotografico - e nella terza Primo e Danica sono ritratti durante una gita a Zara fatta in nave.

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I fatti che poi Danica racconta sono molto dettagliati e comprendono, tra l'altro, un viaggio fatto personalmente a Santa Maria del Rovere, alle porte di Treviso, per incontrare i genitori di Primo non appena fu certa di aspettare un figlio da lui. Quindi, il giorno dopo, una trasferta in corriera, accompagnata dalla sorella di Primo, a Padova, dove nel frattempo il giovane era stato trasferito.

Questa, nel settembre del 1939, fu l'ultima volta che lo incontrò. Quando il piccolo nacque Danica fece trasmettere un telegramma alla famiglia di Primo, che rimase però senza risposta e dopo il quale la ragazza rinunciò ad ogni altro tentativo di mettersi in contatto con il suo ormai ex compagno.

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E' un errore, in ogni caso, pensare che la vicenda sia classificabile come una delle molte avventure certamente accadute in tempi così confusi. La storia di Danica e Primo si protrasse a lungo, almeno tre anni, e Primo, spedito più volte sulle coste africane e nell'area iberica, ad ogni suo ritorno era sempre Danica che cercava.

Il ricordo che l'anziana ha del padre di suo figlio è articolato, ma c'è un'espressione in dialetto veneto che vale la pena di citare: "Non l'era simpatico o allegro. Io avevo detto alla Maria che mi no volevo un sposo che non sa nodar né balar. Lui era geloso perché balavo con gli altri e andavamo a nodo da Puntisella a Brioni e lui non veniva. L’ultima sera che era qui si è anche arrabbiato perchè era geloso".